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lunedì 13 ottobre 2008

Verbale di accordo


UNIEURO(FI):VERBALE DI ACCORDO

Siglato il 22 settembre 2008 presso Unieuro (FI).

Si indica il passaggio dei lavoratori alla nuova società Eurocentro Italia Srl.

Si continuerà ad applicare il CCNL del Terziario per i dipendenti da Aziende del terziario,della distribuzione e dei servizi e sarà mantenuto il trattamento economico e normativo in corso,compresa l'anzianità convenzionale.

Tutti i ratei maturati,compreso il TFR, verrano trasferiti al cessonario.

Le parti riconoscono l'importanza di tenere "buone relazioni sindacali" e quindi stabiliscono un percorso teso a favorirle basandosi su,informazione e confronto.

Il prossimo incontro si terrà nel mese di gennaio 2009.




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mercoledì 16 luglio 2008

incontro 11 luglio

LAVORATRICI E LAVORATORI GRUPPO UNIEURO

Si è svolto l’11 luglio 2008 un nuovo incontro con la Direzione UNIEURO per proseguire nel confronto relativo alla chiusura di 43 punti vendita come annunciato nell’aprile scorso.

L’azienda ha illustrato il piano industriale che ha per obiettivo il pareggio di bilancio entro la fine del 2009, confermando che per raggiungere tale risultato è necessario cessare l’attività dei punti vendita che producono le perdite più ingenti, strutturare una rete di negozi con un format dai 2000 mq. e oltre, preferendo una locazione all’interno di centri commerciali o comunque in aree a vocazione commerciale oltre a rivedere e razionalizzare le politiche di marketing e l’assortimento dei prodotti. Inoltre sono stati forniti alle OO.SS. i dati richiesti nel precedente incontro.

Rispetto alla durata biennale del piano abbiamo posto qualche perplessità riferendoci al breve periodo disponibile per raggiungere l’obiettivo di pareggio, comunque l’azienda si dice fiduciosa delle misure individuate per fronteggiare la situazione.

Per quanto riguarda i punti vendita annunciati in chiusura nel precedente incontro, allo stato attuale sono stati definiti tutti gli accordi in sede locale ed a breve verranno effettivamente chiusi. In ogni caso ciò ha prodotto esuberi solo sui negozi del territorio di Bergamo non avendo accettato i lavoratori degli stessi il trasferimento in altro punto vendita, a causa della distanza. Mentre per Roma e Venaria (TO) tutti i dipendenti sono stati trasferiti su altri negozi reimpiegando l’intera forza lavoro.

Nell’ambito dell’incontro le organizzazioni sindacali hanno provveduto a consegnare all’azienda un testo per definire l’impianto delle relazioni sindacali composto da due parti: una a carattere generale per gettare le basi della trattativa per il contratto aziendale, l’altra parte per costruire il quadro di regole nazionali con cui affrontare le chiusure in modo che per i lavoratori non si creino disparità di trattamento.

Sul testo presentato l’azienda si è detta disponibile a trattare ma ha chiesto qualche giorno per l’analisi delle richieste avanzate e la costituzione di una commissione tecnica che lavori al testo per giungere ad un accordo in tempi brevi.

Unitamente al Coordinamento è stata accolta tale richiesta, dato che l’azienda procederà ad avviare altri confronti a livello sindacale locale per il prosieguo delle chiusure e che tali confronti dovranno tenere conto delle regole accordate a livello nazionale. La Commissione si riuniròà il 24 luglio 2008.

E’ stato fornito anche l’elenco dei negozi previsti in chiusura entro la fine dell’anno, fermo restando che si avvieranno prima i confronti a livello locale e solo in tali sedi verranno definite le date di effettiva chiusura, per cui si potrebbe anche traguardare il 2008. In ogni caso, prima della conclusione delle trattative per detti punti vendita, l’azienda non procederà a chiuderne altri.

I negozi per cui verranno avviate le procedure per le chiusure sono i seguenti: Legnano, Carmagnola (TO), Canelli (AT), Asti 1, Brescia 2, Brescia PC City, Mantova 2, Cagliari 2, Savignano sul Rubicone (FC), Vallecrosia (IM), Sesto Fiorentino (FI), Empoli, Casale Monferrato (AL), Cesena, Bologna 1, Bologna 2.

Allo stato attuale, per questi punti vendita non sono previste cessioni in franchising o ad altri acquirenti ma non è esclusa questa possibilità.

Raccomandiamo alle lavoratrici ed ai lavoratori di rivolgersi alle strutture sindacali locali per fornire tutte le informazioni utili all’avvio del confronto territoriale, nel caso siano in punti vendita interessati dalle chiusure, ma ci rivolgiamo anche a tutti i dipendenti perché sia riconosciuto l’appoggio ai colleghi ed a sostegno delle richieste per la definizione del contratto integrativo.

FILCAMS-CGIL FISASCAT-CISL UILTuCS-UIL



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lunedì 9 giugno 2008

rinvio incontro


UNIEURO
Rinvio incontro 12/6/08
Data la concomitanza della trattativa per il rinnovo del CCNL del commercio la riunione già fissata per il 12 p.v. con la Direzione UNIEURO, che doveva essere preceduta dal Coordinamento, viene rinviata a data da stabilire unitamente al Coordinamento.

Ci riserviamo di informarvi tempestivamente.
Fonte:Filcams-CGIL nazionale

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lunedì 19 maggio 2008

comunicato sindacale...


LAVORATRICI E LAVORATORI GRUPPO UNIEURO


SI E’ SVOLTO LO SCORSO 14.05.08 L’INCONTRO CON LA DIREZIONE AZIENDALE DEL GRUPPO UNIEURO, A SEGUITO DELL’ANNUNCIATA CHIUSURA DI 43 PUNTI VENDITA. NEL CORSO DELL’INCONTRO SI E’ RIBADITA LA NOSTRA CONTRARIETA’ PER IL MANCATO CONFRONTO PREVENTIVO PER POTER AFFRONTARE CORRETTAMENTE LA SITUAZIONE VENUTASI A CREARE A SEGUITO DELLA DECISIONE DI PROCEDERE ALLA DISMISSIONE DEI 43 NEGOZI.

SI E’ POI ENTRATI NEL MERITO DELLA DISCUSSIONE E L’AZIENDA CI HA COMUNICATO LA NECESSITA’ DI RICORRERE A TALI CHIUSURE PER EFFETTO DI UN CONSOLIDAMENTO DELLE PERDITE DI FATTURATO GIA’ VERIFICATESI NEL 2006 E PEGGIORATE NEL 2007.

I NEGOZI INDIVIDUATI PER LA CHIUSURA SONO QUELLI CHE SOSTANZIALMENTE HANNO PERDITE MOLTO ALTE, TALI DA NON COPRIRE SE NON IN MINIMA PARTE I PROPRI COSTI DIRETTI E INFLUENZANDO NEGATIVAMENTE ANCHE I PUNTI VENDITA CON MARGINI DI GUADAGNO.

FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL E UILTUCS-UIL HANNO DICHIARATO ALLL’AZIENDA CHE UNA SITUAZIONE DELICATISSIMA COME QUELLA PROSPETTATA DEVE ESSERE AFFRONTATA IN CONCERTO CON LE ORGANIZAZZIONI SINDACALI, E CHE BISOGNA TROVARE TUTTE LE SOLUZIONI UTILI PER EVITARE IL PIU’ POSSIBILE LA PERDITA DI POSTI DI LAVORO.TRA LE SOLUZIONI INDIVIDUATE PER AFFRONTARE LA SITUAZIONE SI STA’ VALUTANDO:

  • trasferimento del personale in altri punti vendita limitrofi o in accoglimento alle richieste del personale medesimo;cessioni dei negozi sia ad altre catene e/o a franchisING già possessori di altri punti vendita a marchio Unieuro;rioccupazione sulle nuove aperture che si attueranno nel prossimo biennio.
SI E’ GIA’ FISSATO UN PROSSIMO INCONTRO, PER IL 12.06.08 NEL QUALE ABBIAMO CHIESTO DI AVERE IL DETTAGLIO DELL’INTERO PIANO INDUSTRIALE, DA CUI DERIVA LA DECISIONE DELLE CHIUSURE ANNUNCIATE.

PRIMA DI TALE INCONTRO NAZIONALE SUI TERRITORI DI LEGNANO (MI), BERGAMO, ROMA E TORINO, VERRANNO AFFRONTATI CON LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI TERRITORIALI.INOLTRE ABBIAMO CHIESTO I DATI DELL’ANDAMENTO ECONOMICO DEI NEGOZI CHE RESTERANNO APERTI, OLTRE A PROCEDERE ALLE VERIFICHE DELLA COMPOSIZIONE DEGLI ORGANICI, LA LORO DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA NEI SUDDETTI PUNTI VENDITA, PER VERIFICARE LE COMPATIBILITA’ DEI TRASFERIMENTI.
SI E’ ALTRESI’ DEFINITO L’IMPIANTO DELLE RELAZIONI SINDACALI CON CUI PROCEDERE NELLA GESTIONE DELLA SITUAZIONE, CHE PREVEDONO UN PIANO NAZIONALE DI CONFRONTO A CARATTERE GENERALE E UN LIVELLO TERRITORIALE IN CUI VERRANNO DISCUSSE E TROVATE LE SOLUZIONI DA ADOTTARE SUI SINGOLI PUNTI VENDITA.

VI INVITIAMO A ORGANIZZARVI E A INCONTRARE I SINDACALISTI TERRITORIALI CHE VERRANNO PRESSO I NEGOZI, PER UNA MIGLIORE DIFESA DEI POSTI DI LAVORO E PER UNA CIRCOLAZIONE DI NOTIZIE IN UNA FASE COSI’ DELICATA PER L’OCCUPAZIONE DI CENTINAIA DI LAVORATRICI E LAVORATORI.

FILCAMS CGIL - FISASCAT CISL - UILTUCS UIL








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giovedì 15 maggio 2008

l'era dell'ottimismo?


UNIEURO:INCONTRO DEL 14 MAGGIO



RIEPILOGANDO:a febbraio l'azienda doveva fornire ai sindacati tutti i dati relativi al piano industriale che prevede la chiusura di 43 punti vendita (750 lavoratori).Le notizie sono arrivate tramite la stampa ,ai lavoratori e infine al sindacato.

L'azienda si è giustificata dell'accaduto sostenendo che essendo quotata in borsa non poteva che ricorrere a questa prassi.

Il risultato?Completo caos fra lavoratori che non sono in grado di capire cosa gli succederà nei prossimi mesi.

Ieri si è tenuto l'incontro ed è emersa la volontà di monitorare i 43 punti vendita "non redditizi" per 24 mesi (2 anni) al fine di capirne meglio il loro futuro.

Il prossimo appuntamento è stato fissato per il 12 giugno a Milano.

Appena sarà disponibile il testo ufficiale delle segreterie, FILCAMS-CGIL FISASCAT-CISL UILTUCS-UIL ,sull'esito dell'incontro saremo tempestivi nella pubblicazione.

Visto l'eccezionale accesso al blog da parte di lavoratori UNIEURO abbiamo pensato di aprire una sezione nel nostro forum dedicata alla vertenza.







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lunedì 12 maggio 2008

Unieuro:chiusure annunciate...


UNIEURO: IL 14 MAGGIO INCONTRO AZIENDA SINDACATI


Nei giorni scorsi il Gruppo Unieuro ha comunicato alla Borsa di Londra, dove è quotato appartenendo al Gruppo Dsgi (ex Dixon) e in concomitanza ai propri dipendenti, il nuovo piano industriale che prevede la chiusura di 43 punti vendita della rete a marchio Unieuro e Pc City. Nessuna comunicazione è giunta alle RSU/RSA e a Filcams, Fisacat e Uiltucs, nonostante l’impegno assunto, a febbraio u. s., dalla Direzione Aziendale di fornire tutte le informazioni appena il piano fosse stato completato, ma quanto deciso dall’azienda si è appreso solo attraverso la stampa e le notizie riportate direttamente dai lavoratori nei singoli punti vendita. Di fronte all’atteggiamento assunto in tale circostanza dall’azienda, la Filcams Cgil, ha immediatamente proclamato lo stato di agitazione con relativo blocco degli straordinari e supplementari.Iniziativa doverosa, in quanto tale atteggiamento ha sottolineato una grave mancanza di rispetto delle relazioni sindacali, nonostante una richiesta di incontro inviata dalle OO. SS. di categoria già alla metà di aprile u. s., ma soprattutto per non aver affrontato nel merito cosa significherà per le lavoratrici e i lavoratori tale decisione, oltre poter discutere preventivamente di soluzioni differenti da quelle messe in campo unilateralmente dall’azienda. Unieuro, in colloqui telefonici intercorsi successivamente a quanto accaduto, si è giustificata sostenendo di non poter comunicare preventivamente alla rappresentanza dei lavoratori i contenuti del piano industriale, in quanto obbligata dalle norme che regolano le quotazioni in Borsa.Pur ammettendo la veridicità delle motivazioni portate da Unieuro, ciò non toglie che la situazione venutasi a creare è di totale caos tra i lavoratori che non sono in grado di comprendere in pieno, viste le poche e frammentarie notizie che hanno ricevuto, cosa potrà accadergli nei prossimi mesi e quali possibilità occupazionali li aspettano.Il 14 maggio 08 si terrà, comunque, un incontro tra le RSU/RSA, le Organizzazioni Sindacali di categoria e l’azienda, incontro nel quale sarà necessario capire le ragioni alla base delle decisioni assunte dall’azienda e le contromisure da adottare per la salvaguardia dell’occupazione.

FONTE:Filcams.it

ABBIAMO CREATO NEL FORUM UNA SEZIONE DEDICATA ai "Lavoratori Unieuro"


giovedì 8 maggio 2008



Unieuro chiude 40 negozi


La crisi delle vendite e la riduzione dei margini mettono in ginocchio Unieuro. Quaranta punti vendita, equivalenti al 19% degli incassi annuali, saranno infatti chiusi entro l'anno. Il gruppo dell'elettronica di consumo è oggi in mano all'inglese Dsgi (ex Dixons) al quale il fondatore Oscar Farinetti lo vendette nel 2002. E il nuovo direttore direttore generale Mario Maiocchi non ha atteso molto (una volta insediato a gennaio) a tagliare i rami secchi. Questo dopo un 2007 che ha registrato un calo delle vendite intorno all'11% (il fatturato è sceso sotto il miliardo di euro) e una perdita di quote di mercato di 2-3 punti. Dei 40 negozi (su un totale di 150) ne fanno parte alcuni alcuni (3 su 17) inaugurati solo un anno fa. In definitiva ne emerge un netto ridimensionamento di quello che ai tempi d'oro di Farinetti era il terzo gruppo della distribuzione italiana. «Ma sarà una ristrutturazione veloce – spiega Maiocchi – perché già entro l'anno aprirermo altre superfici per rilanciare il gruppo. Un'apertura a breve è prevista in provincia di Varese, poi altre in Lombardia e in tutta Italia». I negozi in chiusura sono dislocati in tutte le regioni ma con prevalenza nel Nord. Hanno dimensioni e posizioni infelici, alcuni sono decisamente obsoleti ma altri sono comunque appetibili dal punto vista immobiliare. E se Riccardo Pasini, presidente di Elite, conferma che qualche punto vendita potrebbe forse interessare ai soci del gruppo che annovera aziende come la Comet di Bologna (un gigante nell'impiantistica e nell'elettrotecnica) altri singoli operatori interpellati avanzano dubbi. «Dobbiamo vedere dove sono questi negozi – sottolinea invece Carlo Alberto Lasagna, direttore generale di Expert Italia – alcuni nostri soci hanno la specializzazione di commercianti di prossimità e lavorano con negozi non grandi, forse qualche punto vendita dei 40 potrebbe andar bene». Nessun interesse invece da parte del leader italiano, Mediamarket, che con le insegne Mediaworld e Saturn segue un layout completamente diverso da quello di Unieuro.Secondo il ceo Pier Luigi Bernasconi il modello organizzativo del gruppo prevede superfici commerciali oltre i 2.500 metri quadri, con ampie strutture di parcheggio per un'ottimale fruizione dei servizi per il consumatore. E poi – si spiega in Mediamarket – l'interesse è focalizzato su spazi all'interno di centri commerciali. Molto più interessato invece è John Atch, direttore generale di Darty (il gigante francese appartenente a Kesa Electrical) che conta su 13 punti vendita (dieci dei quali a Milano) con un fatturato di 100 milioni di euro in crescita costante. «Siamo pronti a fare acquisti e a trovare piccole catene locali con ottime posizioni e con una tradizionale clientela. Oggi il mercato è molto difficile, in futuro lo sarà ancora di più ma noi apriremo comunque almeno sei negozi. Per fare shopping si vedrà. Siamo qui». Ma se Unieuro taglia negozi poco redditizi non tira una buona aria nemmeno per i concorrenti. L'elettronica di consumo arriva da cinque anni di guerra dei prezzi con un crollo tra il 40 e il 70% dei listini e un calo generalizzato dei margini. Poi nel 2008 si è abbattuta la prima vera crisi del mercato della tecnologia domestica con un taglio nelle vendite del bianco (il settore più redditizio) che nel primo bimestre ha raggiunto il 3-4%. Male anche la telefonia con un calo che ha toccato il 10% e la climatizzazione con riduzioni di ben il 50 per cento.La distribuzione italiana è in recessione ma già nel 2007, nonostante tutti gli annunci trionfali, molti non nascondevano, oltre alla perdita di redditività, il fatto che like for like (a parità di punti vendita) i fatturati erano quasi tutti piatti, pari ai livelli del 2006. E solo il bianco con un incremento del 10% delle vendite e un margine ancora buono del 30-40% ha salvato la caduta dei profitti. Poi anche questo comparto si è fermato. Divorati dalle promozioni e dalle nuove aperture (ciascuna delle quali costa ormai 1/1,5 milioni di euro) catene e gruppi dopo aver aperto nel 2007 128 nuove superfici contro le 100 del 2006, hanno continuato nella "bulimia" di spazi con 30 inaugurazioni in soli tre mesi. Nella speranza che i Campionati europei di calcio e le Olimpiadi di Pechino salvino i fatturati.