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domenica 29 gennaio 2012

rassegna stampa > APERTURE SELVAGGE






Un po' di rassegna stampa sul tema delle aperture festive e liberalizzazione degli orari.


GENOVA , PORDENONE , REGGIO EMILIA , ROVIGO





venerdì 27 gennaio 2012

Accade in Unicoop




Ultimora > Unicoop Firenze

A Firenze Coop risponde a Esselunga tenendo aperto fino a marzo tutte le domeniche con orario continuato i seguenti negozi : coop ponte a greve , coop gavinana e ipercoop sesto fiorentino .

mercoledì 13 maggio 2009

esselunga...


I numeri di Esselunga: un ottimo 2008

Se ne possono condividere o meno le idee e i modi, però c'è da riconoscere che Caprotti da quando è tornato in sella alla sua creatura defenestrando la sua stessa prole, non sbaglia un colpo.

Esselunga ha chiuso un 2008 segnato dalla crisi con dei numeri tutt'altro che banali. Il fatturato è salito a 5,7 miliardi di euro (+7,8%), il margine operativo lordo si è attestato a 421,4 (+11,5%) e l'utile netto è arrivato a 202,6 milioni (+ 36,2% addirittura). In particolare, oltre ad aumentare le vendite, gli uomini di Caprotti hanno lavorato bene sulle private lable (le cui vendite sono aumentate del 24%), si sono concentrati sull'efficienza gestionale che ha portato ad ottimi risultati sul fronte dei costi e, infine, un discreto effetto l'hanno ottenuto con delle plusvalenze da cessioni.

Gli investimenti si sono attestati a oltre 490 milioni di euro e le previsioni per il 2009 sono di altre 7 aperture per un totale di altri 800 posti di lavoro (quasi tutti a tempo indeterminato) oltre agli attuali 18.176 dipendenti.


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venerdì 2 gennaio 2009

Nuove aperture...



Esselunga prepara lo sbarco a Genova
La notizia, nella sua formulazione, è semplice: Esselunga, gruppo della grande distribuzione, sponsorizzerà la manutenzione delle aiuole di corso Italia. Un impegno non da poco: sono centomila euro per tutto il 2009. Meno semplice sembra la lettura di questa iniziativa: per quale motivo spenderebbe una cifra così rilevante a Genova un gruppo che, al momento, nel capoluogo ligure non è presente con alcun punto vendita? Il portavoce di Esselunga assicura: «L´unica cosa che ha spinto il nostro gruppo a intervenire è l´amore per il verde da parte del patron di Esselunga, Bernardo Caprotti». Ma negli ambienti politici e amministrativi della città la sponsorizzazione è letta piuttosto come un concreto segnale di interesse ad aprire un grosso punto vendita a Genova.
Un´operazione che il gruppo aveva già tentato in passato e il cui fallimento ha imputato allo strapotere politico della Coop.
A destare l´interesse di Esselunga sarebbe in particolare l´area di via Piave ora occupata dalle filiali di Fiat e Audi.
Alcune migliaia di metri quadrati di spazi che il gruppo riterrebbe ideali per riuscire ad attuare quello sbarco sul mercato genovese che, per un motivo o per un altro, Esselunga non è mai riuscita a compiere. «Sì, in zona circolano voci su un interesse da parte di Esselunga per via Piave - conferma Pasquale Ottonello, presidente del municipio Medio Levante - ma non ho notizie dirette. Certo la sponsorizzazione di corso Italia potrebbe essere un segnale. Credo però che eventualmente ci sarebbero problemi anche per la destinazione urbanistica».
In Comune l´assessore Elisabetta Corda, dalla quale dipende la gara per sponsorizzare alcune zone verdi di Genova - a proposito: Esselunga è l´unica azienda ad aver manifestato interesse, nessun altro si è fatto avanti per le altre aree centrali - ammette la proposta del gruppo commerciale ma non si pronuncia sul motivo che ha spinto Caprotti a questo impegno finanziario. Tuttavia che il gruppo abbia manifestato negli ultimi tempi una concreta attenzione verso un´espansione su Genova sembra un fatto assodato. In più i concessionari Fiat avrebbero avviato contatti per verificare se nella zona del centro-levante ci sia disponibilità di un´ampia area - si parla di ventimila metri quadrati - da poter adattare ad uso commerciale. Un altro indicatore, forse, dell´intenzione da parte di Fiat di cercare altrove gli spazi che è destinata a lasciare in via Piave.Resta il fatto che, come si diceva, l´area in questione mancherebbe dei requisiti urbanistici indispensabili per realizzarvi un centro commerciale.
E poi ci sarebbe da mettere in conto l´ostilità dei residenti nei confronti di un insediamento complesso. Proprio per questo, si sussurra, Esselunga avrebbe sponsorizzato il verde in corso Italia: per lanciare un segnale di disponibilità al Comune e ai residenti.
Confidando anche nel fatto che Tursi sta per varare il nuovo piano commerciale cittadino. All´interno del quale anche il nuovo insediamento Esselunga potrebbe trovare ospitalità.


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venerdì 28 novembre 2008

pausa wc...Esselunga ci risiamo!


Milano. Chiede il permesso per andare al bagno ma il vicedirettore dice no: è rissa

Esselunga vieta pausawc dipendente picchia il capo

Episodio analogo la scorsa primavera.Protagonista una cassiera con problemi ai reni.

Una pausa per fare la pipì si è trasformata in rissa.

Non sarebbe una notizia se non fosse accaduto in un supermercato dell' Esselunga, al centro di polemiche e proteste e inchieste penali per la vicenda di una cassiera che non veniva autorizzata ad andare in bagno.

Andiamo con ordine. Poco prima delle 19.30 di mercoled i carabinieri del 112 vengono chiamati in una delle tante filiali dell' Esselunga di Milano. I militari pensano che si tratti del solito topo di scaffali pizzicato con formaggio e confezioni di carne. Invece no. A darsele non sono guardie e ladri, ma un vice direttore e un dipendente.
Causa delle cassetta di frutta scagliata contro il superiore dal lavoratore il diniego a concedergli la pausa per i suoi bisogni fisiologici. La notizia del mattinale è piuttosto scarna e dei motivi che hanno spinto l'uno a negare e l'altro a colpire non sono riportati. Certo è che i due iniziano a discutere, poi a litigare. Il bisognoso di una toilette,32 anni, avrebbe afferratola cassetta e l'avrebbe usata a mo' di clava contro la faccia del vice direttore, 45 anni. Sul postoè stato chiesto quindi anchel'intervento di un'ambulanzache ha portato il ferito al Policlinico,in codice verde e quindi senza nessuna urgenza,dove è stato medicato per una lieve
ferita. Ai due contendenti l'onere di querelarsi a vicenda nel caso volessero passare dalle vie di fatto a quelle legali.

Un episodio questo che può apparire banale se nella primavera scorsa non fosse scoppiato un caso per la vicenda di una donna italo-peruviana che aveva denunciato i suoi superiori per mobbing.
Alla donna, secondo la sua denuncia appoggiata dai compagni di lavoro con proteste e presidi dell' Esselunga di viale Papiniano, un'altra filiale,sarebbe stato impedito, nonostante un problema di salute, di andare in bagno. E così il confronto tra lavoratrice e dirigenti erano finito in Procura con l'apertura di due inchieste, l'iscrizione nel registro degli indagati di tre persone e quattro ipotesi di reato. Ora quella vicenda,di cui sono titolari il pm Piero Basilone e l'aggiunto Nicola Cerrato, sta per chiudersi.
Si attende solo il deposito della consulenza medica disposta dagli inquirenti per capire quali lesioni abbia subito la donna.
Quello avvenuto nel supermercato non è l'unico caso di mobbing. Lo sportello della Camera del lavoro ogni anno registra i casi di circa mille lavoratori all'anno.
Nove anni fa, quando lo sportello ha aperto, erano 250
Dei 1080 lavoratori che chiedono aiuto vengono seguiti 300 casi e di questi 180 diventano cause.

Giovanna Trinchella da IL Firenze pag 14 28/11/08

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giovedì 25 settembre 2008

Carramba...


MARLIA (LU): ALLE CASSE ESSELUNGA SOLO COMMESSE CHE BUCANO IL VIDEO


Via dalle casse le commesse meno graziose per far posto a colleghe in grado con la loro grazia di “forare” il video? È successo questo venerdì all’Esselunga di Marlia dove la Rai regsitrava una puntata di “Carramba che sorpresa”? È il sospetto avanzato dalla segretario della Filcmas Cgil Massimiliano Bindocci, al quale la direzione del personale del supermercato risponde negando che ci siano state discriminazioni. Bindocci sostiene: «Esponiamo alcune nostre perplessità in merito a strani movimenti di personale avvenuti in barriera casse in occasione della registrazione della trasmissione “Carramba che fortuna”. Probabilmente si sarà trattato di movimenti legati ad esigenze di servizio o legati a logiche diverse da quella che malignamente abbiamo supposto, ma la sensazione che hanno avuto diverse persone che lavorano nel negozio è che siano state allontanate dalla barriera casse le dipendenti meno telegieniche per riprenderne, altre, e a quanto si dice l’operazione non sarebbe stata condotta nemmeno con la massima delicatezza.
Qualora non sia così siamo a chiedere all’azienda le motivazioni di questi spostamenti, e per quale motivo non abbia preventivamente informato la Rsu di questi spostamenti.
Certamente questa nostra considerazione nel mondo dove conta solo l’apparenza sembrerà appartenente al passato, ma crediamo che invece la dignità dei lavoratori sia più importante della cultura dominante delle veline. Chiaramente riportiamo la sensazione che ci ha narrato chi lavora in azienda, e vogliamo pensare che sia stata solo una gestione superficiale dell’episodio e non un’indicazione aziendale».
La direzione del personale di Esselunga così risponde: «Il comunicato stampa di Filcams Cgil di Lucca ci lascia sorpresi e perplessi per l’ingerenza in un comportamento che riteniamo assolutamente corretto e quindi non offensivo nei confronti né dei dipendenti né della Rsu».
FONTE:IL TIRRENO mer 24 set, 2008

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giovedì 7 agosto 2008

ANCORA ESSELUNGA...



COSÌ ESSELUNGA RISPARMIA

SUL COSTO LAVORO



Pubblico un articolo apparso su rassegna sindacale oggi pomeriggio...anche stavolta il nostro modestissimo blog è arrivato primO sulla notizia....

Grazie all’accordo separato sul rinnovo del contratto nazionale del terziario, Esselunga risparmia sul costo del lavoro. E’ quanto evidenzia la Filcams Cgil, che non ha sottoscritto l’intesa a differenza di Cisl e Uil. La direzione risorse umane di Esselunga – informa la Filcams – “ha fatto affiggere nelle bacheche di tutti i punti vendita” una circolare “in merito all’applicazione del contratto”. Riguardo la parte salariale, nella circolare la direzione ricorda di aver anticipato a tutti i dipendenti, da marzo 2008, circa 68 euro mensili al quarto livello, per un totale di 352 euro: una somma superiore di circa 20 euro ai 330 di aumento complessivo previsti per il medesimo livello, e nello stesso periodo, dal nuovo contratto. L’azienda informa dunque i dipendenti che sottrarrà la somma anticipata dalle buste paga di dicembre. Esselunga – denuncia il segretario nazionale Filcams, Maurizio Scarpa – “è stata tra le capofila dell’intransigenza padronale nel respingere le richieste sindacali” e “ora – prosegue il sindacalista - chiede pure il conto, cioè la restituzione di quanto unilateralmente erogato”. Per la Filcams gli incrementi salariali previsti dal nuovo contratto, “essendo stati calcolati in modo unilaterale, dimostrano che la stessa Esselunga riteneva compatibili con il proprio costo del lavoro queste quantità economiche”. “Un contratto – conclude Scarpa - che si traduce nei fatti in una riduzione di costi per l’azienda e in una beffa per i lavoratori”.
FONTE:RASSEGNA.IT
07/08/2008 17.17


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mercoledì 6 agosto 2008


IL DANNO E LA BEFFA.
In questi giorni nelle bacheche dei punti vendita ESSELUNGA è apparso un comunicato aziendale che annuncia la firma dell'ipotesi di rinnovo del contratto firmata da cisl e uil (IL DANNO) e l' erogazione di un aumento salariale per il periodo dal 2007 al 2010.

Fino a qui niente di strano.

Secondo la tabella del CCNL il periodo cha va da FEBBRAIO A GIUGNO 2008 prevede una somma pari a 330 euro.

Ecco la sorpresa.

Esselunga avendo anticipato 352.76 euro per lo stesso periodo provvederà al ritiro di 22.76 euro nella busta paga del mese di DICEMBRE (LA BEFFA).






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giovedì 6 marzo 2008

Intervista


Vi lascio alla lettura dell'intervista alla cassiera del supermercato esselunga di Viale Papiniano a Milano...ma prima una precisazione...doverosa...come abbiamo scritto il giorno della nostra prima pubblicazione....Questo blog nasce come strumento semplice ma molto efficace per una rapida diffusione delle informazioni fra noi lavoratori.Vista la "frammentazione" del mercato del lavoro si e' reso necessario un "dialogo" tra tutti i dipendenti della GDO per la condivisione di problematiche comuni e per la diffusione delle informazioni tra realtà differenti...con questo post di oggi spero di chiudere definitivamente la questione "Viale Papiniano",poco ci importa se sia successo all'esselunga piuttosto che in un'altra catena di supermercati...siamo tutti nella stessa barca.DAREMO VOCE e presteremo attenzione a TUTTI coloro che lavorano nelle "fabbriche del nuovo millennio"...

I CENTRI COMMERCIALI

un "mondo complicato" per le migliaia di persone che ci lavorano.

"Mi ha sbattuta contro gli armadi
e messo la testa dentro il water"

La donna: "Pensavo di morire, alla fine sono svenuta". Sulla faccia e sul corpo restano i lividi, prova dell´aggressione subita
di Zita Dazi

«Lo sapevo che me l´avrebbero fatta pagare». Stringe il referto del Policlinico che parla di contusioni, distorsioni, ecchimosi, tumefazioni, trauma cranico. La cassiera dell´Esselunga di viale Papiniano aggredita da uno sconosciuto nello spogliatoio del supermercato, si muove a fatica col collare ortopedico, ma cerca di non piangere. Dice solo: «Adesso ho ancora più paura».«Mi urlava "piscia, piscia, piscia!". E mi spingeva la testa dentro al water facendo scorrere l´acqua». L´avevamo chiamata Giovanna, la settimana scorsa, quando aveva denunciato di essersi dovuta fare la pipì addosso, mentre serviva i clienti, perché le era stato negato il permesso per andare alla toilette. Ieri, la stessa cassiera dell´Esselunga di viale Papiniano, era piena di lividi in faccia e sul corpo, immobilizzata dal collare ortopedico, nel morale ancora più avvilita e spaventata per il futuro.

Che cosa è successo?«Giovedì, alle 16.30, ero appena andata in "pausa". Sono scesa nel nostro locale spogliatoio, mi sono seduta sulla panchetta e stavo frugando nella borsa per trovare qualcosa. Ho sentito una mano che mi afferrava da dietro e mi tirava su per i capelli».

E non ha urlato? «Avrei voluto. Ma mi è stato messo qualcosa sugli occhi e un tampone, un pezzo di stoffa in bocca. Non riuscivo più a parlare e a vedere niente. Ho solo capito che si trattata di un uomo, una persona molto forte, più alta di me».

Non c´era nessuno nel locale? «Mentre scendevo le scale - dato che lo spogliatoio e i bagni dei dipendenti sono sotto al supermercato - ho visto l´uomo dell´anti saccheggio, penso che anche lui mi abbia vista. Ma giù non c´era nessun altro».

Che cosa ha pensato? «Ho pensato che stava per ammazzarmi. Mi ha trascinato con la forza dentro all´antibagno. Poi ha buttato per terra il bidone dei rifiuti che di solito tiene aperta la porta del locale. E ha cominciato a picchiarmi».
Precisamente che cosa le ha fatto? «Mi sbatteva la testa sugli armadietti con violenza. Mi ha preso a calci, a spintoni, a pugni».

Stava zitto o parlava? «Mi ha detto poche cose in italiano, aveva un accento meridionale. Mi diceva, "hai parlato troppo" e picchiava. Giù un colpo e diceva: "Questo è da parte di..". Un altro colpo e "Questo è da parte di.."».

A chi si riferiva? «Ha fatto dei nomi, che ho denunciato alla polizia. Ma credo che fosse per confondere le acque».

Non è riuscita a difendersi in nessun modo? «Ho cercato di graffiarlo. Ho anche pensato che se mi ammazzava almeno mi sarebbero rimaste tracce del suo Dna sotto le unghie. E gli ho morso un dito, ma ho sentito che aveva guanti di plastica».

Quanto è durato il tutto? «Non saprei dire. Diversi minuti. Quando mi ha costretto a mettere la testa nel water ho perso conoscenza, non ricordo più nulla. Pensavo ai miei due bambini e avevo il terrore di lasciarli per sempre».

Come si è salvata? «Sono rimasta sul pavimento davanti al water. Una collega mi ha trovato così, svenuta. Ho aperto gli occhi e ho visto il direttore della filiale che mi carezzava e mi chiedeva "Perché mi fai questo?"».

Che cosa voleva dire? «Non so, forse ha pensato che mi fossi fatta male da sola. Forse immaginava il macello che sarebbe venuto da questo ulteriore sviluppo del mio caso. Lo vedevo preoccupato. Mi hanno detto che siccome non mi riprendevo, in attesa dell´ambulanza, il direttore mi ha fatto la respirazione bocca a bocca. Ma io non ricordo quasi niente. Solo il male terribile».

Che idea si è fatta? Chi potrebbe esser stato? «Veramente non so. Io non ho mai avuto nemici, non ho problemi familiari. Mai avevo avuto minacce».

Difficile non legare quest´aggressione a quel che le era successo nelle settimane precedenti. «In effetti, quel "piscia, piscia" sembra indicare il motivo dell´aggressione. Ma come si fa a dirlo con sicurezza? E come si fa a capire chi abbia deciso di punirmi per la mia denuncia?».

Come si sente? «Come potrei non averne? Ho terrore per me e per i miei figli, adesso. Ho paura delle conseguenze che potrei avere sul piano lavorativo. Quest´impiego per me è fondamentale, senza il mio stipendio la mia famiglia crolla».

L´azienda le è stata vicina? «Il direttore mi ha accompagnata in ospedale. Poi si sono informati sulle mie condizioni. Certo, per loro, questa è una grana in più. Non sono situazioni che all´azienda piacciono».

Chiederà il trasferimento? Cercherà un altro lavoro? «No, assolutamente. Resterò al mio posto e lotterò per la verità e per i miei diritti».
(01 marzo 2008)


sabato 1 marzo 2008

ancora all'esselunga...


BOTTE ALLA CASSIERA.


Esselunga:aveva denunciato il mobbing,picchiata nello spogliatoio.

Quello che pubblichiamo è un articolo che non avremmo mai voluto leggere....il nostro "modestissimo" blog nasce per raccogliere gli sfoghi dei lavoratori della GDO ma non avremmo mai voluto arrivare a recensire certi fatti avvenuti in un supermercato (!!!) .
Ricordate quella cassiera che le era stato impedito di andare in bagno e ..... solo qualche giorno fa ce ne eravamo occupati....leggete cosa è successo ieri...

PICCHIATA da uno sconosciuto nello spogliatoio del supermercato dopo aver denunciato il mobbing.E' quanto accaduto a una cassiera dell'Esselunga di via Papiniano ieri pomeriggio.Lo scorso 2 febbraio aveva concluso il suo lavoro alla cassa in lacrime umiliata.Per ore,Giovanna (il nome è di fantasia), una cassiera italo-peruviana di 44 anni,avava chiesto di andare in bagno.Soffriva di problemi renali,e lo aveva documentato all'azienda con un certificato medico.Non era servito a niente. La donna non aveva avuto il permesso di lasciare il posto e dopo 4 ore aveva finito per fare i suoi bisogni sulla sedia della cassa,davanti ai clienti.
Aveva finito l'orario comunque senza avere nemmeno la possibilità di cambiarsi,ma anche raccontato l'accaduto alla UIL che oltre alla denuncia sindacale aveva indetto per martedi' prossimo (4 marzo) ,insieme a CGIL e CISL un volantinaggio davanti all'esselunga.
Ieri Giovanna è stata aggredita ed è finita all'ospedale.Aveva finito il turno e ,verso le 16.30,era scesa negli spogliatoi del personale.Dentro il supermercato,dunque in una zona protetta,sotto la responsabilità dell'azienda.Qui un uomo,che ha saputo descrivere come alto e robusto,l'ha presa per le spalle,le ha chiuso la bocca e le ha sbattuto violentemente la testa contro un armadietto.Giovanna è svenuta ed è rimasta a terra fino a che non è stata trovata da una collega che ha chiamato il 118.L'ambulanza che l'ha portata al Policlinico ha rubricato l'intervento come "malore" ma Roberta Musu,la segrtetaria della UIL del commercio che si è interessata al caso fin dall'inizio ,lo esclude:"In primo luogo,l'aggrssione è avvenuta nei locali dell'azienda e già questo è un fatto gravissimo.La seconda cosa,è che la direzione inizialmente ha quasi cercato di insinuare che la lavoratrice fi fosse fatta male da sola.Terzo,da quanto mi ha raccontato,è stata minacciata.Le hanno detto che ha parlato troppo"......
Anche all'esselunga,secondo la sindacalista,sono preoccupati.Ieri un dirigente si è presentato al Policlinico per sincerarsi delle condizioni della dipendente.
Il 7 marzo manifestazione sindacale all'esselunga di viale Papiniano per parlare della condizione femminile sul posto di lavoro.

Fonte:La repubblica.

LE IENE SUL FATTO ACCADUTO IL 2 FEBBRAIO



giovedì 21 febbraio 2008

LA FALCE E ....IL CARRELLO(???)


Esselunga

la commessa non può andare in bagno

Un altro vergognoso episodio di vessazione nei supermercati di Bernardo Caprotti A Milano, in viale Papiniano, una donna costretta al lavoro, senza potersi alzare E Berlusconi vorrebbe candidare Caprotti al Senato, un chiaro esempio di «rinnovamento» .

ABUSO L’umiliazione, l’imbarazzo, e il coraggio della denuncia. È successo a una commessa dell’Esselunga: costretta alla cassa per ore senza il permesso di assentarsi due minuti per andare in bagno, si è trattenuta finchè ha potuto. Poi le colleghe l’hanno vista alzarsi in piedi con le lacrime agli occhi e il grembiule bagnato.
L’episodio risale al 2 febbraio scorso. La dipendente della filiale milanese di viale Papiniano - una donna italo-peruviana di 44 anni, madre di due figli - ha chiesto di essere sostituita per recarsi alla toilette: era in servizio da quasi tre ore, l’azienda sapeva che soffre di cistite, eppure nessuno è arrivato a sostituirla. «Più passavano i minuti e più stavo male» ha raccontato. La sua richiesta è stata ripetutamente ignorata dai responsabili del supermercato, anche dopo l’intervento dei rappresentanti sindacali. Un’ora dopo era ancora lì, ha cominciato a piangere e si è fatta la pipì addosso. «Capisco che può sembrare incredibile, ma possiamo lasciare la cassa solo se arriva il cambio» ha spiegato una collega.
Un’incredibile storia di diritti negati - non a caso ambientata in un’azienda definita dai sindacati «leader per le difficili condizioni in cui fa lavorare i dipendenti» - dal seguito ancora più incredibile: la donna ha chiesto di poter tornare a casa per cambiarsi, ma è stata costretta a rimanere in cassa per altre quattro ore fino alla fine del turno, in una condizione emotiva umiliante e con forti dolori causati dall’aver trattenuto a lungo l’esigenza fisiologica. Tanto da recarsi poi al pronto soccorso, dove le hanno prescritto una cura e le hanno dato 15 giorni di malattia per l’emoragia e le piccole lesioni interne causate dal suo problema renale aggravato dall’attesa per andare ai servizi. Ora la cassiera attende impaurita di tornare al lavoro: «Sono terrorizzata, so che mi faranno pagare duramente quel che è successo». Ma ha denunciato il fatto alle organizzazioni sindacali, e sta valutando la possibilità d’intentare una causa legale davanti alla magistratura del lavoro.
Al quartier generale Esselunga fanno finta di nulla: «Non ci risulta niente del genere, non vorremmo che dietro questa storia ci fossero manipolazioni del sindacato». Nessuna sorpresa per i sindacati di categoria, che l’anno scorso hanno promosso una campagna di denuncia sui diritti negati ai lavoratori della grande distribuzione, a cominciare proprio da Esselunga. «L’azienda ha sempre negato l’esistenza di questi problemi» sottolinea Sergio Fassina della Filcams Cgil. «Ci troviamo di fronte ad abuso intollerabile». Tanto più all’interno di un gruppo «il cui proprietario scrive libri per insegnare come devono girare le relazioni sindacali».
Fonte:Di Luigina Venturelli / Milano sull'Unità 21/2/2008

venerdì 8 febbraio 2008

ESSELUNGA CONTRO COOP


LIBRO CONTRO LIBRO


Dopo il libro pubblicato da Caprotti, "il padrone" di Esselunga, "falce e carrello" ,il presidente di Coop Italia Vincenzo Tassinari annuncia "una risposta articolata,per spiegare alla gente cio' che siamo davvero,magari anche un film".Oppure,perchè no?,un libro.Analogo e contrario a quello di Caprotti,dal titolo Cuore e Carrello,in cui si smontano punto per punto accuse e insinuazioni. Il materiale è già pronto,ma sull'uscita i vertici Coop mantengono la consegna del silenzio.


Fonte:il venerdi' di repubblica 05/02/08

mercoledì 30 gennaio 2008

Esselunga vs RSU


SCIOPERANO,DENUNCIATI


Denunciati dal datore di lavoro per aver organizzato una serie di scioperi contro l'introduzione dei nuovi orari di lavoro.

La vicenda giudiziaria è infatti l'ultimo capitolo di una vertenza avviata nella primavera 2007, e che, nel caso del supermecato di Via Pisana a Firenze,ha porttato ad una serie di scioperi.

Francesca Battistini coordinatrice regionale della FILCAMS-CGIL:"Al centro della protesta sindacale c'e' l'introduzione,da parte dell'azienda,di un nuovo orario di servizio basato sulla distinzione tra la figura dei rifornitori e quella dei cassieri".

Una separazione di ruoli che Esselunga considera piu' che legittima,ma che secondo il sindacato non sarebbe prevista dal contratto integrativo.

"Per 6 mesi abbiamo tenuto in piedi una trattativa.In cambio della disponibilita' ad accettare i nuovi orari di lavoro,i delegati sindacali chiedevano nuove assunzioni a tempo indeterminato che consentissero di incrementare l'organico del punto vendita.Purtroppo non è stata trovata un'intesa e dopo la firma del mancato accordo,l'azienda,come previsto dalle disposizioni del contratto integrativo,ha applicato di sua iniziativa in nuovo ordine di servizio".

Ma i delegati sindacali invece di gettare la spugna hanno deciso di proclamarelo stato di agitazione e hanno dato il via ad una stagione di scioperi,che si è protratta per 2 mesi e mezzo.A meta' dicembre la citazione di fronte al tribunale del lavoro e la dichiarazione da parte dell'azienda di voler procedere in sede civile alla richiesta di risarcimento danni.

Esselunga contattata al momento non ha ancora fornito la sua versione dei fatti.


FONTE:LA NAZIONE prov.firenze del 30.01.08

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mercoledì 5 dicembre 2007

esselunga..diritti corti



''SE LA ESSE E' LUNGA I DIRITTI SONO CORTI''


PARTE DA ESSELUNGA LA CAMPAGNA PER I DIRITTI NELLA GRANDE DISTRIBUZIONE PROSEGUIRA' CON
CARREFOUR, PANORAMA, COOP E CONAD


Iniziera' il prossimo 17 dicembre da Toscana e Lombardia, nei supermercati Esselunga, la campagna per i diritti dei lavoratori della grande distribuzione, promossa dai sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil della Toscana. La campagna prevede migliaia di manifesti appesi sui muri delle citta', messaggi radiofonici e televisivi, locandine ed altri metodi di diffusione al grande pubblico, con l'obiettivo di far conoscere - con un linguaggio che sara' ironico - i problemi dei dipendenti che quotidianamente sono impegnati nei centri della grande distribuzione. "Solo in Toscana - ha detto Dalida Angelini, segretaria regionale della Filcams Cgil - dalla campagna saranno interessati oltre 3.000 lavoratori e trenta punti vendita, mentre in Lombardia il numero sara' sicuramente superiore. In questo modo - ha concluso Angelini - intendiamo evidenziare i problemi dei lavoratori, che spesso non sono visibili, e le criticita' presenti sotto l'immagine che viene data all'esterno dai supermercati". La campagna iniziera' da Esselunga, con lo slogan "Se la Esse e' lunga, i diritti sono corti". L'iniziativa andra' avanti con Carrefour, Panorama, Coop e Conad.
I sindacati parlano della «negazione per i cassieri di relazionare tra loro e del permesso di andare in bagno», della «imposizione di orari e turni di lavoro non concordati», dei «mancati rinnovi dei contratti ai precari che vanno alle assemblee sindacali», e infine della «impossibilità per le donne di fare carriera».
Ed ecco che, nel catalogo-brochure dei prodotti Esselunga predisposto dai sindacati, campeggiano ironicamente il bagno modello “miraggio”, la bilancia modello “dispari opportunità” per garantire più difficoltà alle lavoratrici, oppure la valigia modello “trasferta” per i dipendenti impegnati nel sindacato.
Il tutto senza dimenticare che, ricorda Angelini, «i sindacati hanno code aperte con Esselunga, su orari di lavoro e presentazione del nuovo contratto integrativo: nel punto vendita di Massa, da un mese i dipendenti scioperano tutti i giorni per un’ora». La campagna contro Esselunga sarà la prima di una serie che attaccherà altri grandi distributori disattenti alla situazione dei propri dipendenti, fanno sapere i sindacati.
Con una precisazione: l'iniziativa, specifica Angelini, «è solo per difendere i diritti di chi lavora e non contro Bernardo Caprotti», il fondatore di Esselunga che nel suo libro “Falce e carrello” attacca sindacati e cooperative. «Risponderemo nel merito alle falsità che ha scritto su di noi», dice il segretario Filcams che annuncia, per i lavoratori del settore in attesa del rinnovo del contratto nazionale, uno sciopero-manifestazione regionale per sabato 22 a Firenze.
Fonte

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sabato 17 novembre 2007

esselunga e lo sciopero...


STRANI COMPORTAMENTI....

Dobbiamo denunciare l'atteggiamento assunto da Esselunga, che a Bologna e' presente con tre grandi strutture a San Vitale, Casalecchio e Santa Viola, che nella giornata di ieri ha visto dirigenti, giunti appositamente da Milano, convocare direttamente i dipendenti dei supermercati a uno ad uno, per spiegare 'gentilmente' che lo sciopero era incomprensibile e sbagliato'. A dirlo è la Filcams di Bologna, parlando dello sciopero nazionale degli operatori dei lavoratori del commercio privato, indetto per rispondere alla rottura delle trattative sul rinnovo del contratto: 'La giornata di domani rappresenta un importante appuntamento in quanto a mobilitarsi saranno, fra gli altri, i lavoratori occupati nella grande distribuzione commerciale'. Riguardo la vicenda relativa alla Esselunga, la Filcams ritiene che 'questo si possa configurare come un atteggiamento intimidatorio che rischia di compromettere le corrette relazioni sindacali faticosamente costruite negli ultimi anni. Nella speranza che fatti come quello di ieri non si ripetano, diamo appuntamento alle lavoratrici e ai lavoratori di Esselunga al presidio che si terra' domani davanti al supermercato di Viale Lenin, a partire dalle ore 9'.
fonte