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mercoledì 7 maggio 2008

detassare gli straordinari...


IL FLOP "FRANCESE"


E' ufficialmente aperto il dibattito sulla questione della detassazione degli straordinari.Pubblico un post di un nostro iscritto al forum che interviene sul "flop francese"...BUONA LETTURA.


Il flop e' dovuto dal fatto che in francia hanno un altro tipo di vita per esempio....... vi ricordate le strade bloccate settimane dai tir.... vi ricordate le rivolte per le riforme sulle scuole..... vi ricordate le rivolte nelle banlieu (poi stumentalizzate?) in quella nazione c'e' uno stato sociale che ci mette molto poco a manifestaree di brutto e si arriva al paradosso che si manifesta pure contro chi manifesta. Detto questo dovreste anche sapere che hanno dei divieti tassativi nazionali di aprire centri commerciali in certe aree regionali e nei grandi centri urbanistici se deturpano la logistica degli immobili. In piu hanno orari che in base a regione variano dalla chiusura alle 19.00 alle 21.00.E le domeniche se ne stanno a casa. Di conseguenza la e' stato un flop perche' semplicemente non interessa a nessuno. QUA IN ITALIA DOVE siamo pieni di part time,il sindacato latita,il livello di vita e' basso,il livello di CULTURA e' basso....MA CHE COSA VI ASPETTATE? tutti a fare straordinari per comprarsi l'auto nuova e fare il mutuo,POI FA NIENTE SE AUMENTERANNO LE TASSE DOPO...... ridicolo asolutamente ridicolo.
er monnezza.

martedì 6 maggio 2008

detassare gli straordinari...



Gli straordinari?

In Francia è stato un flop


La detassazione voluta da Sarkozy è costata allo stato più di quanto non sia andato in tasca ai lavoratori. E il monte ore totale non è cresciuto

Avrebbe dovuto essere il punto centrale della realizzazione dello slogan elettorale che ha portato Nicolas Sarkozy all'Eliseo: «lavorare di più per guadagnare di più». Così, nella legge «Tepa» (norme sul lavoro, l'occupazione e il potere d'acquisto), prima grande legge fatta votare dal presidente Sarkozy il 21 agosto scorso, oltre a sgravi fiscali per 14 miliardi di euro (a favore delle famiglie più abbienti), c'era la defiscalizzazione degli straordinari. Sgravi fiscali e defiscalizzazione degli straordinari avrebbero dovuto essere i due pilastri per rilanciare la crescita. Non è stato così, la crescita francese è in calo. Un rapporto parlamentare, uscito in questi giorni, fa il primo bilancio sulla defiscalizzazione degli straordinari: è negativo. «Complessivamente - dice il rapporto parlamentare - sono 4,1 miliardi di euro che lo stato spenderà perché una parte dei lavoratori dipendenti benefici di 3,78 miliardi di euro di potere d'acquisto supplementare». In una lettera aperta alla ministra delle finanze, Christine Lagarde, la commissione si chiede se «mantenendo lo stesso obiettivo non si poteva spendere altrimenti queste somme che vanno a vantaggio solo di una parte dei francesi». L'obiettivo della defiscalizzazione era, difatti, quello di far aumentare le ore di straordinario. Ma non è stato così (perché non dipendono dalla volontà del dipendente di lavorare di più, ma dal lavoro che ha l'azienda, dal volume degli ordinativi). Il volume degli straordinari è rimasto così più o meno stabile: quest'anno, sarà, secondo l'Insee (l'istituto nazionale di statistica francese, analogo all'italiano Istat), di 600-670 milioni di ore, un montante molto inferiore agli obiettivi della legge Tepa, che erano di 900 ore. Per i lavoratori che hanno avuto accesso agli straordinari l'aumento del poter d'acquisto è molto relativo: 4 ore al mese significano 177 euro in più l'anno, 4-5 ore per settimana, un caso molto raro, sarebbero 1.275 euro l'anno. Ma il ricorso agli straordinari è sbandierato adesso anche per la riforma della scuola. Ieri, liceali e insegnanti hanno manifestato per la settima volta in poco più di tre settimane, contro i tagli annunciati: 11.200 posti in meno nelle medie e nei licei per il prossimo anno scolastico. Secondo la riforma governativa, 3500 posti sarebbero compensati dal ricorso agli straordinari per gli insegnanti (che non possono fare più di un'ora alla settimana e, in genere, sono poco entusiasti all'idea).

FONTE:IL MANIFESTO a.m.m.Parigi