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mercoledì 7 gennaio 2009

Accade in Svizzera....



Coop: aumento 15,1% fatturato nel 2008

Coop ha conseguito nel 2008 un risultato record. Stando a una nota odierna della società, il fatturato del commercio al dettaglio è salito del 15,1% rispetto al 2007 per attestarsi a 18,1 miliardi di franchi.

Questa prestazione di Coop, che in aprile ha rilevato 12 grandi magazzini Carrefour, significa che l'azienda ha guadagnato nuove fette di mercato.Grazie a questa prestazione, il secondo maggior dettagliante elvetico si avvicina sempre di più al leader indiscusso Migros.

Quest'ultima società ha ottenuto nel 2007 ricavi per 18,5 miliardi.Nella nota Coop parla di un risultato eccezionalmente buono, soprattutto se si considera l'indebolimento congiunturale verificatosi nella seconda parte dell'anno scorso.

I prodotti offerti sono rincarati in media dello 0,9%. Nell'insieme del commercio al dettaglio il rincaro è stato in media dell'1% superiore. Per lottare contro gli alti prezzi, domenica Coop ha annunciato di voler ridurre il prezzo di oltre 600 articoli di marca.I ricavi netti consolidati scaturiti da forniture e prestazioni del gruppo Coop si attestano a 18,3 miliardi, in crescita del 16%. Senza tener conto delle acquisizioni di Carrefour e Fust, la crescita interna del gruppo è stata del 9%.



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venerdì 2 gennaio 2009

Nuove aperture...



Esselunga prepara lo sbarco a Genova
La notizia, nella sua formulazione, è semplice: Esselunga, gruppo della grande distribuzione, sponsorizzerà la manutenzione delle aiuole di corso Italia. Un impegno non da poco: sono centomila euro per tutto il 2009. Meno semplice sembra la lettura di questa iniziativa: per quale motivo spenderebbe una cifra così rilevante a Genova un gruppo che, al momento, nel capoluogo ligure non è presente con alcun punto vendita? Il portavoce di Esselunga assicura: «L´unica cosa che ha spinto il nostro gruppo a intervenire è l´amore per il verde da parte del patron di Esselunga, Bernardo Caprotti». Ma negli ambienti politici e amministrativi della città la sponsorizzazione è letta piuttosto come un concreto segnale di interesse ad aprire un grosso punto vendita a Genova.
Un´operazione che il gruppo aveva già tentato in passato e il cui fallimento ha imputato allo strapotere politico della Coop.
A destare l´interesse di Esselunga sarebbe in particolare l´area di via Piave ora occupata dalle filiali di Fiat e Audi.
Alcune migliaia di metri quadrati di spazi che il gruppo riterrebbe ideali per riuscire ad attuare quello sbarco sul mercato genovese che, per un motivo o per un altro, Esselunga non è mai riuscita a compiere. «Sì, in zona circolano voci su un interesse da parte di Esselunga per via Piave - conferma Pasquale Ottonello, presidente del municipio Medio Levante - ma non ho notizie dirette. Certo la sponsorizzazione di corso Italia potrebbe essere un segnale. Credo però che eventualmente ci sarebbero problemi anche per la destinazione urbanistica».
In Comune l´assessore Elisabetta Corda, dalla quale dipende la gara per sponsorizzare alcune zone verdi di Genova - a proposito: Esselunga è l´unica azienda ad aver manifestato interesse, nessun altro si è fatto avanti per le altre aree centrali - ammette la proposta del gruppo commerciale ma non si pronuncia sul motivo che ha spinto Caprotti a questo impegno finanziario. Tuttavia che il gruppo abbia manifestato negli ultimi tempi una concreta attenzione verso un´espansione su Genova sembra un fatto assodato. In più i concessionari Fiat avrebbero avviato contatti per verificare se nella zona del centro-levante ci sia disponibilità di un´ampia area - si parla di ventimila metri quadrati - da poter adattare ad uso commerciale. Un altro indicatore, forse, dell´intenzione da parte di Fiat di cercare altrove gli spazi che è destinata a lasciare in via Piave.Resta il fatto che, come si diceva, l´area in questione mancherebbe dei requisiti urbanistici indispensabili per realizzarvi un centro commerciale.
E poi ci sarebbe da mettere in conto l´ostilità dei residenti nei confronti di un insediamento complesso. Proprio per questo, si sussurra, Esselunga avrebbe sponsorizzato il verde in corso Italia: per lanciare un segnale di disponibilità al Comune e ai residenti.
Confidando anche nel fatto che Tursi sta per varare il nuovo piano commerciale cittadino. All´interno del quale anche il nuovo insediamento Esselunga potrebbe trovare ospitalità.


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giovedì 4 dicembre 2008

Lettere...


Mega-centri commerciali. E’ vero risparmio?


Pubblichiamo una lettera pervenuta a "La Provincia Pavese"


Caro direttore, pare che in provincia di Pavia vogliano aprire altri centri commerciali, ad Albuzzano, a Borgarello, ecc… Forse la prima reazione è positiva: nuovi posti di lavoro, prodotti che costeranno meno, ma invece la reazione deve essere negativa. Il centro commerciale come oggi lo intendiamo è composto nella maggior parte dei casi da un ipermercato (con superficie superiore ai 2500 mq) e da negozi satelliti o magneti (che invece magneti non sono). Le persone ingenuamente vanno al centro commerciale a fare la spesa «perché li c’è tutto» e devono passare obbligatoriamente tra i negozi che invogliano ad un acquisto che in quel momento non si era preventivato. Se comunque nei negozi non si acquista nulla (ma comunque il nostro cervello comincia a macinare e pensare un acquisto futuro), allora entriamo nell’ipermercato dove, anche se mi munisco di una lista dettagliata sono invogliato subito, all’ingresso, da prodotti in offerta. Spesso compro, ma compro senza averne bisogno. Ma la cosa più sconvolgente è che penso di averli fregati, cosa che invece, purtroppo, non è. Alla fine se dovessi contare i prodotti «fuori lista» mi accorgerei che sono quasi superiori a quelli in lista. E mi accorgo che sono stati loro a fregarmi.Per cui è giusto che passi questo messaggio: nei centri commerciali si spende di più e si acquista oggetti che non servono. Per queste ragioni è meno dispendioso comprare in un supermercato (con superficie da 400 a 2500 mq) proprio perché si acquista solo quel che serve o poco di più. Facevo la spesa al Gs della Torretta. Una volta chiuso mi sono dirottato verso il Carrefour. Spendo di più ora che prima nella misura di circa il 20-30%. Ovviamente sono dati non precisi, ma alla fine del mese posso capire che si possono sentire. Per queste ragioni dobbiamo dire basta ai centri commerciali (in Lombardia sono più di 200!).


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domenica 9 marzo 2008

DA The Retailer...


A MOLFETTA

L'IPER-DISCOUNT DELLA COOP ESTENSE

Che il format degli ipermercati sia in crisi non è una novità (e ormai se ne sono accorti anche i meida "mainstream"), così come non è una novità che fosse arrivato il momento di una ripensata del modello. Così mentre Carrefour (pare) cominci a ripensare le proprie strategie per il canale c'è chi comincia a muoversi.
Coop Estense, in particolare, ha varato in questi giorni un nuovo format di iper (dopo uno studio di qualche mese) all'insegna del "low cost". L'inaugurazione è avvenuta in quel di Molfetta (dove qualche mese fa è stato varato anche un nuovo concept di self retail), un PdV che è stato completamente ripensato sul fronte organizzativo e dei processi logistici interni per cercare di ridurre al minimo i costi di gestione e quindi aumentare la capacità competitiva del negozio sul fronte dei prezzi.
Ovviamente la scelta del pdv non è stata fatta a caso. La sempre maggiore attenzione ai prezzi è fisiologicamente più alta nelle regioni del sud, le performance del pdv di Molfetta non è che fossero eccezionali e infine la suddetta necessità di ripensare il format l'hanno reso il candidato ideale per la sperimentazione.
C'è da capire come tutto ciò si possa inserire (e differenziare) in un quadro competitivo dove, ancora una volta, la pressione sui prezzi pare essere l'unica ancòra "strategica" a cui ci si aggrappa e la "discountizzazione" della Gdo è ormai un dato di fatto.




sabato 23 febbraio 2008

mah!!!!!


Belle, fresche e imbustate

In questi giorni ha fatto molto discutere un servizio delle IENE riguardante la 4 gamma ovvero l'insalata o la verdura lavata e imbustata pronta all'uso...ecco cosa dice a proposito il sito LARGO CONSUMO...

Quarta gamma: Veloci e pratiche da consumare: sono le caratteristiche che determinano il successo di frutta e verdura di IV gamma. Un mercato da 600 milioni di euro.

Si moltiplicano i prodotti disponibili e la loro diffusione in tutti i canali distributivi, a cominciare dal trade moderno, che risponde alla crescente domanda dei consumatori, dedicando a questi ortaggi spazi sempre maggiori nel banco frigo, dove sono disponibili anche referenze a marchio privato.

Fattore critico per l’ortofrutta di IV gamma è il mantenimento delle caratteristiche organolettiche del prodotto fresco. Partendo da materia prima di qualità elevata, le aziende eseguono le operazioni di trasformazione (lavaggio, mondatura, taglio) in tempi rapidi e a temperatura controllata. La scelta di adottare imballaggi funzionali consente di preservare meglio la freschezza del prodotto.

Un nuovo canale distributivo per la IV gamma, seppure ancora minoritario, è il vending. In alcune regioni sono partiti infatti progetti sperimentali per introdurre prodotti di IV gamma nei distributori scolastici, come alternativa alla tradizionali merendine, nell’ottica di educare i giovani ad aumentare il consumo di frutta e verdura. Tali sperimentazione hanno dato risultati positivi.

Ecco invece il servizio delle IENE


lunedì 18 febbraio 2008

PROVIAMOCI


Voglio una spesa a chilometri zero.
Pesche argentine? No, grazie
Un chilo costa al singolo acquirente 5,5 chili di petrolio: ecco perché è giusto scegliere i prodotti di casa nostra. Magari senza imballaggi, con l'indicazione precisa di dove sono stati prodotti.
Un buon contributo alla salvaguardia del clima, oltre che alla salvaguardia della propria salute, può venire da una spesa non distratta. Invece di imbottire il carrello di cibi sepolti da montagne di cellophane - che servono anche a nascondere le tracce della fatica accumulata nei lunghi viaggi percorsi da ciò che finirà nel nostro stomaco - si possono comprare alimenti freschi che hanno fatto poca strada per arrivare in tavola. E' la "spesa a chilometri zero". Mangiare a "chilometri zero" - ricorda la Coldiretti, uno degli sponsor dell'iniziativa - significa anche risparmiare e combattere l'inflazione perché i prezzi sono fino a dieci volte più alti se gli alimenti acquistati hanno percorso lunghe distanze: per trasportare a Roma un chilo di pesche dall'Argentina (12 mila chilometri in aereo) si consumano 5,4 chilogrammi di petrolio. Mentre, consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia può risparmiare fino a una tonnellata di anidride carbonica l'anno. Comprando un cibo compriamo anche l'acqua e l'energia che sono state necessarie per produrlo, pulirlo e portarlo fino a noi. E questa consapevolezza si è diffusa al punto che ormai sono comparse le prime etichette in cui, oltre al prezzo del cibo e alle calorie, vengono indicati il luogo di origine e i mezzi di trasporto usati (camion, nave o aereo). Adesso la parola è a voi. Voi che in questo momento ci leggete potete decidere di programmare, nei prossimi giorni, una spesa che tenga conto di tutto ciò. Potete comprare cibi più freschi, più saporiti, legati al territorio facendo un regalo a voi stessi e all'ambiente. Se siete convinti, è il momento di passare all'azione. Se siete incerti, forse vale la pena di provare almeno una volta.

domenica 3 febbraio 2008

Cala la fiducia dei consumatori


INDAGINE DI CONFCOMMERCIO


Secondo i dati diffusi da Confcommercio, aumentano i pessimisti che passano dal 31,7% al 39,9% (2006 su 2007) e aumenta di 5 punti la percentuale di coloro che prevedono di spendere di meno. Tra gli intervistati che dichiarano di aver aumentato i consumi, solo il 25% si è concesso qualche spesa extra. Diminuisce inoltre consistentemente l'indice di propensione al consumo delle famiglie su tutto il territorio nazionale che passa da 2,52 a 2,34 tra il terzo ed il quarto trimestre del 2007: dal Nord al Sud si registrano in modo uniforme i valori più bassi dell'anno.
Se proprio Confcommercio ha a cuore la questione dei consumi e quindi quella salariale...incominci per prima a dare il buon esempio...
RINNOVI IL CONTRATTO NAZIONALE A MILIONI DI LAVORATORI!