CAMPANIA Casoria: 80% adesione. Non ha aderito UGL Capodrise : al lavoro solo capireparto e caposettore In entrambi i presidi chiassosi distribuzione di volantini con molti clienti che desistono dall’entrare all’iper
MARCHE Iper di Ancona adesione tra il 65% e il 70%
EMILIA ROMAGNA Gs di Piacenza adesione al 75% Casalecchio di Reno: quasi il 95% di adesione - presidio di circa 200 persone davanti al punto vendita
LOMBARDIA Deposito di Milano 100% di adesione (dati riferiti alla giornata del 2 ottobre) Assago: presidio di circa mille persone Carugate: adesione del 95% Paderno: adesione del 95% San giuliano milanese: 70% PIEMONTE Montecucco: adesione al 70% Grugliasco: adesione all'80% Moncalieri: adesione al 60%
LAZIO Roma: presidio davanti alla sede Rai di Viale Mazzini, 100 persone partecipano all'iniziativa
VENETO Marcon adesione al 90%, al lavoro solo stagisti, interinali e capireparto
TOSCANA Pisa: adesione di oltre l’85% , si sono presentati al lavoro solo Capi reparto , capi settore e personale dirigente. Si sono verificati disagi con lunghe file alle casse
Sciopero, presidio e incontro stampa alla Carrefour di Calenzano
Per domani, SABATO 3 OTTOBRE, è stato indetto uno SCIOPERO UNITARIO (FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTUCS UIL) per l’intera giornata .
Un PRESIDIO di lavoratori con incontro stampa si svolgerà DALLE 10.00 ALLE 12.00 al CENTRO COMMERCIALE CARREFOUR di CALENZANO, in Via di Prato 145.
Lo sciopero apre una VERTENZA NAZIONALE ed è causata dalla DISDETTA UNILATERALE dell’accordo integrativo aziendale.
Questo atto della direzione aziendale abbassa di fatto salari e diritti dei lavoratori dell’intero gruppo.
Questa vertenza nazionale si innesca sulla vertenza locale della sede di Calenzano che vede contrapposte direzione del Centro commerciale e organizzazioni sindacali.
Vi ricordiamo i numerosi licenziamenti alla FINIFAST TWO.
Martini (Filcams) a Confcommercio, adesione pari o più alta della media
“i dati in possesso della Filcams parlano di adesioni allo sciopero e di partecipazione alle iniziative pari e in alcuni casi addirittura superiori ad analoghe iniziative promosse unitariamente dai sindacati. La ragione, spiega il numero uno della categoria, “sta nel consenso diffuso che la denuncia della crisi e le proposte per superarla avanzate dalla Cgil hanno fra gli stessi lavoratori del settore”.Tuttavia, la positiva riuscita dell’iniziativa promossa dalla Cgil, tutt’altro che fonte di isolamento, prosegue Martini, “non è motivo di consolazione per la nostra organizzazione, poiché le ragioni dell’unità restano prioritarie e alla loro ricostruzione la Filcams continuerà a lavorare. A partire dalla vicenda contrattuale. Per risolvere la quale – conclude – la stessa Confcommercio è attesa a dare risposte alle critiche mosse dalla Filcams, dato che non può considerarsi isolata l’organizzazione di gran lunga più rappresentativa rispetto a chi ha scelto l’accordo separato”.
"Così come abbiamo bene rappresentato le ragioni della categoria il 15 novembre a Piazza Navona, vi chiediamo un nuovo sforzo per contribuire alla riuscita dello sciopero e delle iniziative promosse dalla Cgil il 12 novembre. Sarà quella un’altra occasione per portare davanti al Paese i problemi del nostro settore, che parlano degli stessi problemi del Paese. A partire dal progressivo indebolimento dei redditi da lavoro e da pensione, che colpiscono i nostri lavoratori due volte, la prima come consumatori, la seconda come dipendenti del settore della distribuzione o del turismo, o dei servizi, che vedranno messo a rischio il loro posto di lavoro, proprio per effetto del calo della domanda di consumi.
Noi non disprezziamo tutto ciò che può andare in tasca ai cittadini, ma il pacchetto anticrisi del Governo non assume la portata, la dimensione di questa crisi e la necessità di affrontarla con terapie d’urto, con provvedimenti eccezionali, come eccezionale è la crisi. Dovremmo mettere in campo una manovra di circa 1,5 punti di PIL nei prossimi due anni ed invece si offre un piatto di lenticchie attraverso la social card. Noi parliamo di rilancio dell’economia reale, della produzione, degli investimenti pubblici, come ha fatto Gordon Brown nel suo Paese, per fronteggiare il rischio recessione, soprattutto nel Mezzogiorno e qui parliamo del raddoppio dell’Iva agli abbonati Sky. Siamo proprio su due lunghezze d’onda diverse. Gli stessi provvedimenti previsti per il sostegno al reddito delle fasce di lavoratori sprovvisti di ammortizzatori vengono “appaltati” alla bilateralità, con una scelta di deresponsabilizzazione del soggetto pubblico, dalla costruzione di un sistema universale di tutele. Se il Governo ha ritirato il preannunciato provvedimento sulla detassazione degli straordinari, significa che cambiare si può, soprattutto se è in campo una iniziativa forte e coerente del sindacato ed è per questo che la Cgil decide di essere in campo, per dire che le misure sono insufficienti, che vanno modificate, rafforzate, secondo la piattaforma approvata all’Assemblea dei Quadri e Delegati, sulla quale stiamo discutendo con le lavoratrici ed i lavoratori. Sostegno all’occupazione, al reddito, agli investimenti pubblici e privati, rafforzamento della coesione sociale, qualificando il welfare. Sospensione degli effetti della Bossi-Fini. Questa è il nostro piano anti-crisi, ispirato in gran parte alle piattaforme unitarie, elaborate in questi mesi, che noi intendiamo sostenere con coerenza e decisione.
Comitato Direttivo Nazionale Filcams Cgil – Roma, 3-4 dicembre 2008 Relazione di Franco MARTINI, Segretario Generale Filcams Cgil
Improvvisa accelerazione nelle iniziative di lotta della Cgil.
Lo sciopero generale contro la politica economica del governo, che doveva essere definito in data e modalità dalla segreteria del sindacato la prossima settimana, è stato già indetto.
L’appuntamento è per il 12 dicembre, giorno in cui era già previsto lo stop dei metalmeccanici della Fiom. La decisione di velocizzare i tempi della protesta nasce in Corso d’Italia anche in seguito alla spaccatura sull’università: la Cisl, infatti, ha revocato lo sciopero del 14 novembre contro la legge 133.
Il livello dello scontro tra le confederazioni è alto.
Ed è aggravato dall’incontro separato tra governo, Cisl, Uil e Confindustria reso noto dai mezzi d’informazione la sera dell’11 novembre.
La decisione è stata votata all'unanimità dal direttivo del sindacato. Saranno quattro ore di sciopero con possibilità di otto ore a seconda delle caratteristiche delle categorie di riferimento e delle aree. Previste anche manifestazioni territoriali e una nazionale a Roma.
SCIOPERO GENERALE DEL TERZIARIO MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
Per cambiare le scelte di Confcommercio e Confesercenti che hanno imposto l’accordo separato;
Per ricostruire un percorso unitario con Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil interrotto dall’accordo separato, che divide e indebolisce i lavoratori e rafforza le imprese; Per una nuova stagione contrattuale, che a partire dalla contrattazione aziendale e territoriale estenda diritti e si riappropri dell’organizzazione del lavoro;
Per la democrazia sindacale, affinchè ogni lavoratrice e lavoratore possa esprimere con il voto, la propria opinione sugli accordi.
Modalità di svolgimento dello sciopero per l’INTERO TURNO di lavoro:
VENERDI 14 Novembre (per chi lavora su 5 giorni)
SABATO 15 Novembre (per chi lavora su 6 giorni) (Lo sciopero per l’intero turno si intende anche nel caso di orari spezzati o di turni serali/notturni a cavallo di 2 giornate)
PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE
Ore 9.00: Concentramento in P.zza Bocca della Verità
Ore 10,00: Inizio corteo
Ore 11,30: Arrivo manifestazione a Piazza Farnese
Interverranno:
Franco MARTINI Segretario Generale Filcams-CGIL Guglielmo EPIFANI Segretario Generale CGIL
Il segretario generale della FilcamsCgil, Franco Martini, annuncia lo sciopero del commercio per il 15 novembre. Intervendo all'assemblea nazionale dei quadri e delegati della Filcams, Martini ha detto: "Ci sarà una mobilitazione della categoria, sostenuta dalla proclamazione dello sciopero che noi proponiamo per sabato 15 novembre con una manifestazione nazionale a Roma".
Martini ha spiegato che la protesta, che arriva dopo l'accordo separato per il contratto del commercio, è necessaria "perdifendere il diritto alla contrattazione, le fasce più deboli e respingere il tentativo di fare del mercato del settore una sorta di self-service a basso costo.
Noi non siamo il sindacato del no ma il sindacato che dice no alla distruzione del lavoro, dei diritti e della contrattazione".
Martini ha chiesto alle categorie del commercio di Cisl e Uil (Fisascat e Uiltucs) di impegnarsi per "promuovere unitariamente la consultazione di tutti i lavoratori del settore".
Il segretario generale della Filcams ha aggiunto se i lavoratori diranno sì all'accordo che le altre due categorie hanno firmato separatamente con le controparti aziendali, anche la sua organizzazione lo rispetterà.
IN IKEA CORSICO I LAVORATORI E LE LAVORATRICI INCROCIANO LE BRACCIA.
Tre infortuni seri in meno di 5 giorni, capitati ai dipendenti e 1 ad un bambino(cliente), hanno scatenato la rabbia dei dipendenti, della RSU e della RLSdell¿Ikea di Corsico, e della Filcams Cgil che hanno proclamato un¿ora di scioperocon assemblea molto partecipata per giovedì 3 luglio 2008.Con questa iniziativa si vuole riportare in cima alle priorità dell¿azienda iltema della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro.Gli ultimi infortuni riguardano l¿ennesima collisione tra due mezzi meccanici(slitte elettriche) causata dalla taratura troppo veloce di mezzi, dalla mancanza disegnaletica orizzontale e verticale e di specchi angolari che regolamentano iltransito dei mezzi e dei pedoni. Gli altri due infortuni invece, riguardano untaglio con 21 punti di sutura al braccio e un colpo alla testa, causati da unaserie di procedure inadeguate o inapplicate per "mancanza" di tempo e dipersonale.Ma i problemi sono diversi: muletti che cadono dalle ribalte, porte antincendiosfondate, bancali che cadono da 8 metri, per non parlare poi dello stress prolungatocausato da eccessivi carichi di lavoro. Da quando ha aperto il nuovo negozio, ilpiù grande d¿Italia, per risparmiare, da tre, i falegnami sono rimasti in due, unoè stato rimosso forzatamente dalla mansione a discapito della messa in sicurezzadei mobili montati in esposizione e delle competenze di realizzazione degliallestimenti. Sempre per risparmiare, i lavoratori di notte lavorano conl'areazione spenta e con le sole luci di emergenza e lo stesso discorso anche perrecarsi in bagno.A breve inoltre ci sarà il rifacimento di un¿area molto vasta del negozio, con larealizzazione prevista in brevissimo tempo. Il gruppo incaricato del progetto èstato chiamato ¿Fast e Furios¿, a voi i commenti.Anche il concetto ¿self service¿ per i clienti, proprio per il disordine è darivedere, difatti il bambino che si è infortunato il 1 luglio in negozio è statocolpito in testa da un articolo in vendita posto su uno scaffale troppo alto.Cosa chiediamo?Innanzitutto evidenziamo che già più volte abbiamo segnalato queste problematicheall¿azienda senza alcun riscontro.I numeri parlano chiaro: 33 infortuni dall¿inaugurazione del nuovo negozio (pocopiù di un anno fa) di cui 12 negli ultimi 7 mesi, 70 persone assunte in Ikeafisicamente idonee alla proprio mansione che oggi risultano non più idonee allaMovimentazione Manuale dei carichi per problemi all¿apparato scheletrico.Puntiamo a migliorare l¿informazione e la formazione permanente per i tutti idipendenti tramite sedute in aula e dibattiti direttamente sul luogo di lavorointeressato. La formazione tramite CD rom che attualmente l¿azienda adotta pertutti i lavoratorie le lavoratrici non è sufficiente specie se poi ad esempio non vi sono le normalicondizioni di una corretta Movimentazione dei Carichi, basta guardare lo stoccaggiodi merce in deposito e in self service con peso superiore ai 20 kg posizionatotroppo in alto e non sempre con l¿ organico adeguato per maneggiarlo.Chiediamo una politica di prevenzione seria e discussa tra le parti e unatteggiamento diverso da parte aziendale. Buona parte dei problemi nascono da unacattiva organizzazione del lavoro, e attualmente su questo tema veniamo esclusiautomaticamente dall'azienda, quando interveniamo capita che siamo percepiti comequelli che infastidiscono. Ma la salute dei lavoratori, lavoratrici e dei clientinon può essere vissuta come fastidio o come un costo.
TRATTATIVA DEL COMMERCIO:Lo sciopero previsto per sabato 28 è stato rinviato al 19 luglio.Lo sciopero era stato indetto dalle organizzazioni sindacali per il rinnovo del contratto nazionale del commercio.
Inoltre è stata individuata nel 3 di luglio la data per riprendere la trattativa.
Mentre il 28 si terrà una manifestazione a Milano sotto la sede di Confcommercio.
TRATTATIVA DELLA COOPERAZIONE:Lo sciopero del 28 è rimandato perchè la trattativa del 23-24 ha prodotto dei concreti passi in avanti.
Trattativa aggiornata al 30 giugno in ristretta.In plenaria il 14,15 e 16 luglio.
PERTANTO VISTO L'IMPORTANZA TUTTI I LAVORATORI SONO PREGATI DI PARTECIPARE ALLE ASSEMBLEE INFORMATIVE
MENTRE
I DELEGATI A PARTECIPARE AGLI ATTIVI SPOSTANDO POSSIBILMENTE GLI IMPEGNI
...Le trattative tra le parti continuano in maniera serrata e continuativa fino al 19. Lo scoglio da superare e' ,come gia piu' volte riportato, il lavoro domenicale. Meno problematica e' la parte inerente la retribuzione, ma comunque tema da chiarire perche' la loro proposta prevede un aumento fino a 128 euro spalmabile in 3 o 4 anni e comprensivo delle 55 euro che in maniera autoreferenziale sono state erogate con le buste paga di Aprile. E anche questi non sono numeri concepiti a caso ( vedi piattaforma per il rinnovo della contrattazione collettiva).
Sabato i lavoratori de "La Rinascente" hanno scioperato in tutt'Italia a sostegno dell'occupazione, affinche l'azienda presenti un piano di rilancio commerciale serio, contro ogni logica ti tipo affaristico legato agli "immobiliaristi". A rischio quindi non solo le filiali di Palermo, Roma Colonna e l'annunciata chiusura di Napoli ma dell'intera azienda.
Sabato prossimo, 7 giugno, o lavoratori della Rinascente incroceranno le braccia e scenderanno in piazza Duomo a Milano contro il comportamento aziendale che ha via via disatteso gli impegni del suo piano di sviluppo e contro la chiusura dell'importante filiale di Napoli prevista per gennaio prossimo (dopo quelle gia' avvenute di Bari e di Grugliasco). Il futuro è incerto per lo storico e prestigioso marchio Rinascente così come il destino occupazionale per i lavoratori e le lavoratrici del colosso della distribuzione commerciale. A riferirlo è una nota dei sindacati di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil, che hanno indetto l'astensione dal lavoro per l'intera giornata di sabato in tutte le filiali del territorio nazionale e la manifestazione di Milano. Nella nota si legge: 'L'incertezza circa il mantenimento dei punti vendita si estende anche alle filiali di Roma e Palermo che, secondo l'iniziale piano di rilancio aziendale, dovrebbero essere riallocate in altri stabili'.
Contro i licenziamenti a Panorama Alla sede di Campi Bisenzio si sciopererà venerdì 23 per otto ore.
VENERDI 23 MAGGIO 2008, SCIOPERANO I LAVORATORI di PANORAMA di tutta Italia contro la riduzione di personale e per sostenere un progetto serio di rilancio dell’azienda e contro la disdetta del contratto integrativo aziendale.
La scelta della data non è casuale perché nella stessa giornata alle ore 11 a Roma c'è l'incontro al Ministero del Lavoro per la chiusura della procedura di mobilità.
Panorama infatti ha aperto una procedura di mobilità, sostenendo che deve ridurre 500.000 ore di lavoro che corrispondono a 227,60 full time equivalenti, poiché l’azienda ha dichiarato di essere in crisi e ha la necessità di ridurre i costi e dall’altro ha disdettato il contratto integrativo ritenendolo troppo “oneroso”.
L’apertura della procedura di mobilità per l’azienda di Campi è stata quantificata dalla Direzione in “22,60 full time equivalenti”, che è un nuovo modo per definire le persone da licenziare in base alle ore di lavoro che svolgono.
I lavoratori di Campi hanno deciso di scioperare per otto ore.
Firenze, mercoledì 20 febbraio 2008 Inviato da ufficio Comunicazione cgil centro servizi Firenze David Buttitta
Si svolgerà venerdi' 23 maggio lo sciopero di otto ore dei lavoratori degli ipermercati Panorama (gruppo Pam). L'astensione dal lavoro è stata indetta da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil contro la riduzione di personale e contro la disdetta del contratto integrativo aziendali decisi dall'azienda, e per sostenere un progetto serio di rilancio.
In molti ci stanno chiedendo via e-mail o dal forum cosa si è "mosso" dopo lo sciopero del 21 di marzo,se ci sono stati dei passi in avanti (o indietro) per la chiusura dele contratto del commercio.Vi lascio alla lettera che i segretari CGIL-CISL-UIL del commercio hanno inviato alle strutture territoriali...BUONA LETTURA.
Oggetto: CCNL TDS
Alle Filcams-Fisascat-Uiltucs Regionali e Territoriali
Loro Sedi
In questi giorni abbiamo provveduto ad inviare alle controparti: Confcommercio, Cooperazione e Confesercenti in riferimento ai rispettivi contratti scaduti e in rinnovo, la richiesta di riprendere i negoziati.
Riteniamo altresì necessario dare continuità alla iniziativa di mobilitazione e lotta che ha visto nella giornata del 21 marzo una partecipazione consistente dei lavoratori allo sciopero, alle iniziative locali e alle manifestazioni di sostegno alla piattaforma.
Pertanto a sostegno della richiesta di incontro e, soprattutto, della piattaforma presentata, dopo 16 mesi passati senza essere riusciti a realizzare i contratti di lavoro, indichiamo come momento aggregante nazionale una giornata di lotta per il sabato 28 giugno (il 27 per imprese commerciali che non lavorano il sabato).
Inoltre a sostegno della vertenza e in preparazione dell’azione di lotta nazionale, a livello territoriale dovranno essere definite ulteriori iniziative di mobilitazione e sciopero le cui quantità e modalità verranno decise in relazione ai programmi di iniziative che nel territorio verranno definite unitariamente.
La Filcams-CGIL di Pisa ringrazia le lavoratrici ed i lavoratori del Terziario, Commercio, della Distribuzione e della Distribuzione Cooperativa per l’altissima adesione allo sciopero del 21 marzo scorso a sostegno del rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto da 15 mesi
La Filcams-CGIL di Pisa informa che nel Terziario Privato l’adesione allo sciopero è stata del 90% all’Iper Panorama, del 95% nella rete di vendita della PAM, dell’80% all’Iper Conad-Le Clerc di Madonna dell’Acqua, dell’60% alla Metro di Ospedaletto, del 60% all’Ipermercato Carrefour di San Giuliano Terme.
Nella Distribuzione Cooperativa l’altissima adesione allo sciopero ha portato alla chiusura di molti negozi dell’Unicoop in quanto si è verificata una adesione del 100% ed alla chiusura prima dell’orario previsto di molti altri punti vendita come l’Ipercoop di Cascina, Ponsacco, San Miniato, Santa Croce, Castelfranco, Cascina, Metato con una percentuale di adesione dell’oltre 90% delle lavoratrici e dei lavoratori.
La Filcams-CGIL di Pisa denuncia e stigmatizza le pressioni da parte delle Aziende esercitate sulle lavoratrici e sui lavoratori per non aderire allo sciopero e soprattutto il gravissimo episodio che si è verificato nel Negozio Incoop di Pisa Porta a Lucca dove i lavoratori in sciopero sono stati sostituiti con altri lavoratori provenienti da altri punti vendita.
Quanto è accaduto e’ gravissimo perché la totalità dei lavoratori in quel negozio ha scioperato!
La Filcams-CGIL di Pisa auspica che lo sciopero del 21 marzo possa contribuire ad una rapida soluzione della trattativa per il rinnovo dei contratti, per respingere il tentativo della Confcommercio di introdurre il concetto di orario medio settimanale, di abolire il giorno di riposo obbligatorio dopo sette giorni di lavoro e di ridurre a 8 ore la pausa di lavoro tra un giorno e l’altro e auspica che la Distribuzione Cooperativa decida di distinguersi mantenendo, con coraggio, le disponibilità che sono state diffuse dopo la rotture del negoziato del 19 marzo.
La Filcams-CGIL di Pisa ritiene indispensabile che il tavolo negoziale, oltre al salario, raggiunga gli obiettivi di mantenere l’orario di lavoro dal lunedì al sabato, con il lavoro domenicale e festivo come eccezione, pagato come straordinario con demando alla contrattazione aziendale delle regole e le modalità di svolgimento.
Diciamo subito che lo sciopero dei lavoratori della GDO non è apparso,almeno fino ad oggi,su nessun giornale e nessuna TV nazionale.L'ennesima dimostrazione che siamo dei lavoratori FANTASMA!
ADESIONI:commercio 70% cooperative 80%
E' del 70 per cento, con punte dell'80, l'adesione allo sciopero da parte dei due milioni di lavoratori del commercio, indetto da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto, scaduto da 15 mesi. I sindacati parlano di adesioni 'massicce': 65-70 per cento in media, con punte dell'80 nella distribuzione cooperativa. Lo sciopero è stato deciso per protestare 'contro l'atteggiamento delle aziende che stanno tentando di boicottare il negoziato attraverso l'erogazione unilaterale di 55 euro', cifra che i sindacati ritengono comunque insufficiente. 'L'alta adesione allo sciopero - continua il comunicato sindacale - è l'ennesima prova di partecipazione dei lavoratori di fronte a questo complesso rinnovo, che ha registrato una nuova battuta d`arresto'.
I lavoratori della distribuzione cooperativa hanno aderito per oltre l'80 per cento allo sciopero indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil a sostegno del rinnovo del contratto scaduto da 14 mesi. A dirlo sono gli stessi sindacati in una nota: 'L'adesione massiccia dei lavoratori registrata in tutte le regioni ha provocato la chiusura totale di moltissimi negozi minori e un servizio ridottissimo nei negozi Ipercoop, molti dei quali sono stati costretti alla chiusura pomeridiana'. Ciò avviene, sottolineano le tre sigle, 'nonostante le pressioni delle Associazioni Cooperative fatte sui lavoratori per disincentivare la partecipazione'.
LE LAVORATRICI E I LAVORATORI del COMMERCIO TERZIARIO E SERVIZI e dellaDISTRIBUZIONE COOPERATIVA (COOP) in SCIOPERO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE
VENERDI 21 MARZO 08 SCIOPERO PER L’INTERA GIORNATA
UNO SCIOPERO:
• PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DI LAVORO NAZIONALE SCADUTO DAL 31.12.2006. • PER UN AUMENTO SALARIALE CHE SALVAGUARDI ED ESTENDA IL POTERE DI AQUISTO. • CONTRO LA LOGICA DI UNA ESTENSIONE ILLIMITATA DELLA FLESSIBILITA’. • CONTRO LA LOGICA DELLA RIDUZIONE DEI COSTI DEL LAVORO, ATTRAVERSO LA RIDUZIONE DEI DIRITTI E DELLE TUTELE.
• CONTRO LA LOGICA DEL LAVORO DOMENICALE E FESTIVO COME LAVORO ORDINARIO.
Filcams.Cgil - Fisascat.Cisl - Uiltucs.Uil
"La trattativa -affermano i sindacati- è partita male, poiche' Confcommercio ha ripresentato una serie di posizioni che tendono alla destrutturazione del contratto nazionale e a ridurre il ruolo del secondo livello di contrattazione. Confcommercio ha ribadito che i costi del contratto debbono essere recuperati attraverso un incremento di produttivita', flessibilita' e derogabilita' in peggio di alcune norme contenute nel contratto nazionale e nella contrattazione aziendale. Sul salario Confcommercio ha dichiarato che i 'calcoli matematici' portano a 55 euro nel biennio a regime, contro i 78 richiesti".Fonte(Asca)