giovedì 8 marzo 2012
riceviamo e pubblichiamo
venerdì 20 gennaio 2012
Bologna :attivo Nazionale delegati della cooperazione
Riceviamo e pubblichiamo questo documento firmato "Coordinamento Rsu Filcams COOP"
lunedì 21 marzo 2011
DELEGATI CISL E UIL CONTRO L'ACCORDO SEPARATO PER IL CONTRATTO DEL TERZIARIO
VI SEGNALIAMO QUESTA IMPORTANTE INZIATIVA DI DELEGATI DELLA UILTUCS IN DISSENSO CON LACCORDO SEPARATO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DEL TERZIARIO DIFFONDETELO E FATELO CONOSCERE AGLI ISCRITTI DI CISL E UIL
sotto e in allegato, il comunicato dei/lle delegati/e della Uilt...ucs Lombardia. con la speranza della massima diffusione.. belle cose Giuseppe Pugliese Milano, 14/03/2011 Comunicato dei/lle delegati/e sindacali Uil.Tu.C.S. Lombardia sulla firma dell'ipotesi di accordo del C.C.N.L. Terziario da parte della Uil.Tu.C.S. Nazionale. A seguito dell'ennesima firma separata posta sull'ipotesi di accordo per il rinnovo del C.C.N.L. Terziario il 26/02/2011, i/le sottoscritti/e delegati/e sindacali della Uil.Tu.C.S. Lombardia esprimono con forza il loro dissenso e la loro contrarietà a tale ipotesi di contratto. Pur apprezzando lo sforzo della Uil.Tu.C.S. Lombardia, noi delegati/e non lo riteniamo sufficiente, e per questo ci opponiamo, contestiamo e critichiamo in maniera più decisa diversi elementi del succitato accordo, ritenendolo inaccettabile e considerandolo una lesione ai diritti e alle tutele dei lavoratori e delle lavoratrici, al diritto alla salute e al diritto di sciopero. Deroghe peggiorative al C.C.N.L. per accordi di 2° livello: viene concessa la possibilità di raggiungere intese derogatorie del C.C.N.L. nelle contrattazioni di secondo livello. Tali deroghe non saranno presumibilmente positive per i lavoratori e le lavoratrici (ad esempio per la salvaguardia della salute e della sicurezza o per accrescere, migliorare tutele e diritti), ma dovranno essere finalizzate al miglioramento dei livelli di produttività, competitività ed efficienza delle imprese, concedendo così un ampio raggio di azione alle aziende e innescando una spirale al ribasso delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori. All'introduzione della logica delle deroghe al contratto nazionale si affianca la riformulazione dei criteri guida per l'esercizio del confronto di secondo livello, le cui competenze e agibilità risultano troppo legate alle situazioni di crisi e non appaiono certo delineate con chiarezza e determinazione cogente per le imprese e per le associazioni dei datori di lavoro. Queste novità e queste modifiche rendono di fatto vana (e non rilanciata come si sostiene!) la contrattazione di secondo livello, aziendale o territoriale. Incremento economico contrattuale: 86 euro lordi in 6 tranche in 3 anni. Questo è l'aumento che deriva dal criterio di calcolo IPCA (indice dei prezzi al consumo armonizzato). E' un indice che non considera l'incidenza dei costi energetici e che non garantisce il recupero del potere d'acquisto delle retribuzioni. Al risicato incremento di salario viene poi agganciato, per la fine del 2013, un altrettanto risicato "Elemento economico di garanzia" per le aziende prive di accordi di secondo livello: una vera e propria disincentivazione alla contrattazione. Bilateralità e welfare contrattuale: in questo rinnovo la bilateralità è l'unico istituto che rimane immutato, anzi è rafforzato, con maggiori responsabilità e compiti che andranno a sostituire alcuni di quelli di competenza dell'ufficio provinciale del lavoro, come l'arbitrato, le transazioni e la certificazione di accordi etc. Ma a questo punto nascono spontanee alcune domande: a che cosa serve concretamente la bilateralità? Che effetti ha nel lavoro quotidiano di ognuno/a di noi? E nel medio periodo? In quanti conoscono e sfruttano le occasioni date da questo ente pur pagando mensilmente la propria quota? Invece per quanto riguarda il Fondo Est, la novità del contributo a carico del/la lavoratore/rice appare come una vera e propria presa in giro. Ci chiediamo quante volte dobbiamo pagare l'assistenza sanitaria, visto che già lo facciamo con le tasse ritenute alla fonte? In più, a fronte di un aumento contrattuale irrisorio, 86 euro lordi in 6 tranche in 3 anni, vengono ancora a pescare nelle nostre tasche per supplire a un'assistenza sanitaria che dovrebbe essere garantita. Collegato lavoro: su questo tema noi delegati/e ci chiediamo se fosse proprio necessario inserirlo, visti i dubbi di costituzionalità sui quali la Corte deve ancora esprimersi. Le norme del Collegato Lavoro su Certificazione dei contratti e sull'Arbitrato, che vengono inserite nel C.C.N.L., sono unicamente forme di ricatto e di rinuncia dei lavoratori e delle lavoratrici ai diritti di legge e contrattuali. 1) Viene introdotta la possibilità di spostare le vertenze di lavoro dall’autorità giudiziaria a collegi arbitrali, privatizzando in questo modo la funzione dei giudici del lavoro; 2) viene introdotta la possibilità di certificare la regolarità dei contratti di lavoro e quindi la volontà del/la lavoratore/rice. In questo modo il ricatto, che prima era implicito nel rapporto tra datore di lavoro e lavoratrice/lavoratore, oggi viene addirittura a essere certificato. In pratica, nell’ambito dei contratti di lavoro, possono essere pattuite clausole compromissorie per la devoluzione in via preventiva al Collegio arbitrale delle possibili controversie derivanti dal rapporto di lavoro. Cioè il lavoratore o la lavoratrice che deve sottoscrivere un contratto di lavoro, dovrà scegliere se firmare una clausola per la quale rinuncia in futuro a ricorrere al magistrato del lavoro, oppure rinunciare al posto che gli viene offerto. Se firma la clausola, potrà rivolgersi a una commissione bilaterale, composta in parti uguali da funzionari dell’impresa e sindacati firmatari di questo accordo, che deciderà secondo equità. Neo assunti/e: la maturazione differita della maggior parte dei permessi retribuiti (dopo 2 anni al 50% e dopo 4 anni al 100%) trasforma questi diritti in miraggi, date le caratteristiche di durata temporale dei contratti. Inoltre tale articolo non specifica e non dà istruzioni in caso di contratti intermittenti, o di cambio di aziende appartenenti alla stessa categoria. L'allungamento del periodo di prova, portato a 60 giorni, è quantomeno ridicolo poiché non ci pare sufficiente nemmeno a ipotizzare un'alternativa all'utilizzo di contratti a termine ad hoc. Lavoro domenicale: ennesimo progressivo peggioramento sul tema "domenica lavorativa", con l'aumento del numero di domeniche dove "le aziende hanno la facoltà di organizzare i lavoratori e le lavoratrici a tempo pieno" (le domeniche della legge Bersani più il 30% delle ulteriori aperture previste a livello territoriale). Pur essendo contrari all'introduzione dell'obbligatorietà nello scorso contratto, riconosciamo che almeno portò la maggiorazione festiva del 30% per tutti, ma questa volta qual'è la merce di scambio? La risposta dell'equa distribuzione dei carichi di lavoro e delle presenze non ci convince per niente, perché conosciamo bene la realtà e le condizioni lavorative. Nella maggior parte dei luoghi di lavoro non ci sono accordi sull'organizzazione del lavoro, ne tantomeno controlli, e le aziende gestiscono tutto in maniera unilaterale. Si applicano flessibilità ed elasticità all'orario di lavoro senza minimamente tener conto di un equa distribuzione oraria settimanale. La programmazione oraria è resa nota settimana per settimana, ma per esigenze aziendali anche giorno per giorno, con cambi turno e spostamenti orari. Si concentrano le ore lavorative nei giorni di più alta affluenza, spesso ricorrendo a orari "spezzati" che vanno oltre le 12 ore. Laddove esiste un accordo sull'organizzazione del lavoro, la sua gestione e il suo controllo da parte sindacale, risulta ostacolato dall'atteggiamento aziendale. Trattamento economico di malattia: il trattamento economico del periodo di carenza, cioè i primi 3 giorni di malattia, che è a totale carico delle Aziende, subisce una drastica e peggiorativa rimodulazione. Il 100% della retribuzione viene riconosciuto solo per 2 eventi all'anno, il 3° e il 4° evento vengono retribuiti con il 50% della paga, dal 5° episodio di malattia non saranno più retribuiti. Questa penalizzazione non si applica alle malattie con prognosi iniziale di almeno 12 giorni, ai ricoveri in genere nonché ad altre gravi patologie. Il tutto, scrivono Cisl e Uil, per “prevenire situazioni di abuso”. In pratica si toglie, in modo indiscriminato, il diritto alla salute della maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici, pur di colpire una minoranza di soggetti i cui eventuali abusi sono consentiti dall'assenza ingiustificata degli organi istituzionali preposti ai controlli! Con l'ipotesi dell'esonero dal versamento all'INPS si scardina il meccanismo solidaristico. Ricordiamo alla Fisascat-Cisl e alla Uil.Tu.C.S.-Uil che la loro funzione è quella di rappresentare gli interessi della forza lavoro, in modo positivo e concreto, seguendo la scia del progresso e dell'estensione dei diritti e delle tutele. Siamo assolutamente contrari a organizzazioni sindacali che di fatto non resistono agli attacchi pretestuosi della controparte in nome di un concetto malsano di responsabilità, che potremmo definire subalternità. Inoltre la rappresentatività di queste due organizzazioni è minoritaria, non solo nella categoria, e non possono arrogarsi il diritto di scegliere per tutti/e. Richiediamo il ritiro immediato della firma dall'ipotesi di accordo del CCNL e la riapertura del tavolo trattante. In alternativa, esigiamo la consultazione referendaria, composta da una domanda semplice e chiara, e che tenga conto dei lavoratori e delle lavoratrici realmente raggiunti, evitando di percorrere l'antipatica pratica del silenzio (lavoratori e lavoratrici che non hanno la possibilità di votare e di esprimersi!!) valutato come assenso. Per il futuro, ci auspichiamo che le due organizzazioni sopraccitate cessino questa plateale disponibilità (in cambio di...si capisce bene quale privilegio!?!) nei confronti di una controparte sempre più arrogante, ed evitino di firmare ipotesi indecenti, ma soprattutto non prendano decisioni palesemente contrarie allo sviluppo e alla crescita dei diritti e delle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori. Un'organizzazione sindacale che non si occupa di tutelare i lavoratori e le lavoratrici e che non cerca di riequilibrare gli sproporzionati rapporti di forza, ma anzi si propone come addetto alla certificazione del ricatto lavorativo, non è più degna di essere chiamata sindacato, bensì agenzia di servizio! D'Agostino Maria, Lo Bianco Anna, Luppino Luigi e Uggeri Carolina (R.S.U. Auchan Cinisello Balsamo), Scardi Francesco (R.S.A. Auchan Cesano Boscone), Pugliese Giuseppe (R.S.U. Auchan Nerviano), Fregoni Massimiliano e Wodziak Kasia (R.S.U. Iper Rozzano), D'Errico Pietro, Pani Nadia e Ruggeri Luisa (R.S.A. Auchan Monza). Per contatti: Pugliese Giuseppe cell. 3472432948 e-mail: puglimagiu@gmail.com
sabato 19 settembre 2009
adesso arriva....IL GRATTA E VINCI...
Uno strano concorso: in palio 10 posti di lavoro con contratto a tempo determinato
Un asterisco specifica inoltre che il premio è cedibile, i posti di lavoro sono riservati ai residenti nel territorio Italiano, che avranno compiuto 18 anni al 30 Settembre 2009.
“Questa vicenda, alquanto singolare, va affrontata e non taciuta” a sostenerlo è Lucia Anile segretaria generale della Filcams di Varese “in un momento di crisi economica, questa trovata pubblicitaria è fuori luogo e certamente non corrispondente ai principi fondamentali della costituzione. È un atto che non deve passare in osservato.”.
La Filcams è disponibile ad affrontare e cercare di risolvere tutti i problemi che questa Azienda pone, sempre che il tutto avvenga nel rispetto delle regole e in funzione del rispetto dei ruoli. “Se la Tigros” prosegue la segretaria “ ha la necessità di incrementare i livelli occupazionali lo faccia nel rispetto della dignità della persona”.
DI' LA TUA ENTRA NEL FORUM
giovedì 6 agosto 2009
I testi....
CCNL TDS Confcommercio
CCNL TDS Confesercenti
CCNL Distribuzione Cooperativa
Data la dimensione dei tre documenti non ci è possibile pubblicarli, ma attraverso questo collegamento potrete stamparli e conservarne una copia cartacea.
DI' LA TUA ENTRA NEL FORUM
sabato 6 dicembre 2008
COOP...Patrono obbligatorio
il sig. Alberto Scandalitta ha mandato in giro per i vari negozi di Milano un comunicato in cui dichiara che la prestazione lavorativa e' obbligatoria per i part time/full time nella giornata di domenica 7 dicembre festa patronale a Milano.
sabato 15 novembre 2008
IN 20.000...straordinaria partecipazione alla manifestazione nazionale




Mi dicono che il contratto del commercio non lo abbiamo firmato per le domeniche e per gli apprendisti.
Ci ho pensato, forse e' anche vero, ma sono Cisl e Uil che non hanno voluto la mediazione che ci avrebbe portato alla firma del contratto .
Le cose non trasparenti non ci piacciono: non ci piace ne' la cena a casa di Berlusconi ne'
quando si firmano accordi separati.
Guglielmo Epifani
CLICCA QUI PER VEDERE ALTRE FOTO
inviate le vostre foto a questo indirizzo
lunedì 10 novembre 2008
Lavoro domenicale

mercoledì 5 novembre 2008
E adesso...
attraverso :
- l'introduzione di 26 domeniche/festività obbligatorie
- attraverso la definizione di modalità per neo assunti apprendisti che a parità di salario lavoreranno più ore
Per questi motivi è necessario essere presenti alla manifestazione di Roma.
Negli scorsi mesi è nato un sito, sempre aggiornato, sulla questione del CONTRATTO SEPARATO,vi invitiamo a visitarlo http://www.contrattoseparato.com/ .
Per avere informazioni sulle modalità del viaggio e sugli orari di partenza ecco i riferimenti di tutte le sedi sul territorio nazionale....clicca qui .....oppure entrando nel forum nella sezione "CONTRATTO SEPARATO" .
lunedì 3 novembre 2008
strani rapporti di Cisl e Uil...

giovedì 23 ottobre 2008
Prezzi troppo alti?
Chi chiede a Carlo Sangalli,Presidente di Confcommercio,la motivazione dei prezzi giunti alle stelle trova come risposta...."NON E' VERO...L'ANDAMENTO E' SOSTANZIALMENTE OMOGENEO TRA L'ITALIA E GLI ALTRI PAESI EUROPEI,A PESARE SUGLI AUMENTI GENERALIZZATI E' IL COSTO ELEVATO DELLE MATERIE PRIME AGRICOLE E DEI PRODOTTI PETROLIFERI".
Dati alla mano...da gennaio a agosto 2oo8 il grano è sceso da 50 a 30 euro al quintale.Mentre il petrolio mentre vi scriviamo questo post è di 72,23 dollari al barile, in ribasso dell 2,9%.
Insomma...BUGIE!
Ma il bello deve ancora arrivare....nell'intervista rilasciata alla stampa Sangalli vede come unica soluzione per uscire dalla crisi...RIDURRE LA PRESSIONE FISCALE,DETASSANDO TREDICESIME,STRAORDINARI E PREMI DI PRODUTTIVITA'.PIU' SOLDI SUGLI STIPENDI SI TRADURREBBERO IN MAGGIORI CONSUMI...
Esattamente quello che non ha fatto!Lui per primo.Ricordiamo al Signor CONFCOMMERCIO che ha avuto la sua "bella " opportunità di fare quanto dice nell'occasione per il rinnovo del CCNL del commercio...ma questa e' un'altra storia....Per informazioni chiedere a CISL E UIL!
venerdì 17 ottobre 2008
Spiragli unitari?
martedì 14 ottobre 2008
Commercio
giovedì 9 ottobre 2008
Tutti a ROMA!

sabato 20 settembre 2008
Fuori dal coro
martedì 9 settembre 2008
accordo separato del commercio...si discute
“Cosa significa lavorare in una libreria oggi, e che contributo si fornisce alla vita culturale cittadina?”, di chiede il sindacato: “In tempi in cui le librerie vivono di deroghe ai regolamenti commerciali, restando aperte quasi 365 giorni all’anno, in orari serali e notturni, adempiendo a un ruolo che potrebbe essere definito ‘socio-culturale’, perché si continua a dequalificare chi ci lavora?”.
Le librerie, dice la nota, sono sempre più anche locali pubblici in cui trascorrere del tempo di qualità, e dunque bisognerebbe valorizzarle, proteggerle e liberarle dall’esclusivo dominio del profitto: “Un libraio è ancora un libraio? O è semplicemente un addetto alle vendite, che potrebbe occuparsi indifferentemente di libri, bottoni, calzature o scatole di fagioli? Le grandi librerie sono destinate davvero a diventare grandi magazzini di massa? Sarà ancora possibile domandare un consiglio a un libraio, scambiare le proprie impressioni di lettura, chiedere un chiarimento su un editore, o semplicemente scambiare due chiacchiere sul senso della vita? Ed è ancora vero quanto sancito in sede europea, sulla bivalenza del libro come prodotto culturale e commerciale insieme? Tutto ciò è realistico in un posto dove i libri non si chiamano più libri ma ‘pezzi’?”.
Prima di tutto, dice ancora il sindacato, vengono le persone che in libreria lavorano, sono lo a fare la differenza: “Lavorare in mezzo alla cultura rimane pur sempre un lavoro molto ambito e desiderato… fino a quando non si scopre che è precario, mal pagato, sottoposto a orari assurdi. E’ ancora possibile scommettere sulla qualità in un settore sempre più assediato dalla precarietà, dai turni disagiati, dall’impossibilità di conciliare tempi di vita e di lavoro?”.
Di questo parleranno i lavoratori delle più importanti librerie fiorentine: “esperienze virtuose e situazioni critiche, domeniche fra gli scaffali e serate con l’ultimo Harry Potter, grandi speranze e piccole delusioni di un mestiere che spera di non trasformarsi in un lavoro alienante”.
domenica 24 agosto 2008
Lavoratori GDO
LA STAMPA DIMENTICA IL COMMERCIO!
Quindi non stupisce che a seguito dell'accordo separato, sottoscritto da CISL, UIL, Confcommercio e Confesercenti, il giornalismo italiano non si sia interrogato su quanto accaduto. Non lo hanno fatto i giornali tradizionalmente vicini ai lavoratori, ma non lo hanno fatto nemmeno i giornali tradizionalmente vicini ai datori di lavoro. Tutti se la sono cavata con scarni articoletti che dicevano poco più delle diverse posizioni dei sindacati. Mancanza di spazio? Forse, ma va pure detto che anche nelle edizioni on line dei quotidiani non è uscito nulla di più.
In compenso trova ampio risalto sulla stampa nazionale il segretario generale della CISL, Raffaele Bonanni, che teorizza la necessità di arrivare alla conclusione rapida della trattativa sulla riforma del modello contrattuale perché questo andrebbe a vantaggio dei lavoratori. Bonanni sostiene, coerentemente con la piattaforma unitaria della riforma del modello contrattuale, la necessità che i contratti di secondo livello vengano valorizzati.
Evidentemente le scarse notizie di stampa hanno fatto sì che Bonanni non si accorgesse che l'accordo sottoscritto dalla FISASCAT CISL va nella direzioni esattamente opposta, definendo nel CCNL un argomento tipico della contrattazione di secondo livello: il lavoro domenicale.
Peraltro Bonanni omette nelle sue interviste tutta la parte relativa alla democrazia: ogni accordo collettivo deve passara attraverso una consultazione certificata dei lavoratori. Su questo è in linea con FISASCAT che sul contratto del commercio non ha ancora risposto alla richiesta della FILCAMS di procedere ad una consultazione certificata e vincolante dei lavoratori. Scherzi della stampa estiva...
FONTE:CONTRATTOSEPARATO.COM
firma le petizioni ON LINE:
CLICCA QUI
E QUI