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lunedì 21 marzo 2011

DELEGATI CISL E UIL CONTRO L'ACCORDO SEPARATO PER IL CONTRATTO DEL TERZIARIO

VI SEGNALIAMO QUESTA IMPORTANTE INZIATIVA DI DELEGATI DELLA UILTUCS IN DISSENSO CON LACCORDO SEPARATO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DEL TERZIARIO DIFFONDETELO E FATELO CONOSCERE AGLI ISCRITTI DI CISL E UIL

sotto e in allegato, il comunicato dei/lle delegati/e della Uilt...ucs Lombardia. con la speranza della massima diffusione.. belle cose Giuseppe Pugliese Milano, 14/03/2011 Comunicato dei/lle delegati/e sindacali Uil.Tu.C.S. Lombardia sulla firma dell'ipotesi di accordo del C.C.N.L. Terziario da parte della Uil.Tu.C.S. Nazionale. A seguito dell'ennesima firma separata posta sull'ipotesi di accordo per il rinnovo del C.C.N.L. Terziario il 26/02/2011, i/le sottoscritti/e delegati/e sindacali della Uil.Tu.C.S. Lombardia esprimono con forza il loro dissenso e la loro contrarietà a tale ipotesi di contratto. Pur apprezzando lo sforzo della Uil.Tu.C.S. Lombardia, noi delegati/e non lo riteniamo sufficiente, e per questo ci opponiamo, contestiamo e critichiamo in maniera più decisa diversi elementi del succitato accordo, ritenendolo inaccettabile e considerandolo una lesione ai diritti e alle tutele dei lavoratori e delle lavoratrici, al diritto alla salute e al diritto di sciopero. Deroghe peggiorative al C.C.N.L. per accordi di 2° livello: viene concessa la possibilità di raggiungere intese derogatorie del C.C.N.L. nelle contrattazioni di secondo livello. Tali deroghe non saranno presumibilmente positive per i lavoratori e le lavoratrici (ad esempio per la salvaguardia della salute e della sicurezza o per accrescere, migliorare tutele e diritti), ma dovranno essere finalizzate al miglioramento dei livelli di produttività, competitività ed efficienza delle imprese, concedendo così un ampio raggio di azione alle aziende e innescando una spirale al ribasso delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori. All'introduzione della logica delle deroghe al contratto nazionale si affianca la riformulazione dei criteri guida per l'esercizio del confronto di secondo livello, le cui competenze e agibilità risultano troppo legate alle situazioni di crisi e non appaiono certo delineate con chiarezza e determinazione cogente per le imprese e per le associazioni dei datori di lavoro. Queste novità e queste modifiche rendono di fatto vana (e non rilanciata come si sostiene!) la contrattazione di secondo livello, aziendale o territoriale. Incremento economico contrattuale: 86 euro lordi in 6 tranche in 3 anni. Questo è l'aumento che deriva dal criterio di calcolo IPCA (indice dei prezzi al consumo armonizzato). E' un indice che non considera l'incidenza dei costi energetici e che non garantisce il recupero del potere d'acquisto delle retribuzioni. Al risicato incremento di salario viene poi agganciato, per la fine del 2013, un altrettanto risicato "Elemento economico di garanzia" per le aziende prive di accordi di secondo livello: una vera e propria disincentivazione alla contrattazione. Bilateralità e welfare contrattuale: in questo rinnovo la bilateralità è l'unico istituto che rimane immutato, anzi è rafforzato, con maggiori responsabilità e compiti che andranno a sostituire alcuni di quelli di competenza dell'ufficio provinciale del lavoro, come l'arbitrato, le transazioni e la certificazione di accordi etc. Ma a questo punto nascono spontanee alcune domande: a che cosa serve concretamente la bilateralità? Che effetti ha nel lavoro quotidiano di ognuno/a di noi? E nel medio periodo? In quanti conoscono e sfruttano le occasioni date da questo ente pur pagando mensilmente la propria quota? Invece per quanto riguarda il Fondo Est, la novità del contributo a carico del/la lavoratore/rice appare come una vera e propria presa in giro. Ci chiediamo quante volte dobbiamo pagare l'assistenza sanitaria, visto che già lo facciamo con le tasse ritenute alla fonte? In più, a fronte di un aumento contrattuale irrisorio, 86 euro lordi in 6 tranche in 3 anni, vengono ancora a pescare nelle nostre tasche per supplire a un'assistenza sanitaria che dovrebbe essere garantita. Collegato lavoro: su questo tema noi delegati/e ci chiediamo se fosse proprio necessario inserirlo, visti i dubbi di costituzionalità sui quali la Corte deve ancora esprimersi. Le norme del Collegato Lavoro su Certificazione dei contratti e sull'Arbitrato, che vengono inserite nel C.C.N.L., sono unicamente forme di ricatto e di rinuncia dei lavoratori e delle lavoratrici ai diritti di legge e contrattuali. 1) Viene introdotta la possibilità di spostare le vertenze di lavoro dall’autorità giudiziaria a collegi arbitrali, privatizzando in questo modo la funzione dei giudici del lavoro; 2) viene introdotta la possibilità di certificare la regolarità dei contratti di lavoro e quindi la volontà del/la lavoratore/rice. In questo modo il ricatto, che prima era implicito nel rapporto tra datore di lavoro e lavoratrice/lavoratore, oggi viene addirittura a essere certificato. In pratica, nell’ambito dei contratti di lavoro, possono essere pattuite clausole compromissorie per la devoluzione in via preventiva al Collegio arbitrale delle possibili controversie derivanti dal rapporto di lavoro. Cioè il lavoratore o la lavoratrice che deve sottoscrivere un contratto di lavoro, dovrà scegliere se firmare una clausola per la quale rinuncia in futuro a ricorrere al magistrato del lavoro, oppure rinunciare al posto che gli viene offerto. Se firma la clausola, potrà rivolgersi a una commissione bilaterale, composta in parti uguali da funzionari dell’impresa e sindacati firmatari di questo accordo, che deciderà secondo equità. Neo assunti/e: la maturazione differita della maggior parte dei permessi retribuiti (dopo 2 anni al 50% e dopo 4 anni al 100%) trasforma questi diritti in miraggi, date le caratteristiche di durata temporale dei contratti. Inoltre tale articolo non specifica e non dà istruzioni in caso di contratti intermittenti, o di cambio di aziende appartenenti alla stessa categoria. L'allungamento del periodo di prova, portato a 60 giorni, è quantomeno ridicolo poiché non ci pare sufficiente nemmeno a ipotizzare un'alternativa all'utilizzo di contratti a termine ad hoc. Lavoro domenicale: ennesimo progressivo peggioramento sul tema "domenica lavorativa", con l'aumento del numero di domeniche dove "le aziende hanno la facoltà di organizzare i lavoratori e le lavoratrici a tempo pieno" (le domeniche della legge Bersani più il 30% delle ulteriori aperture previste a livello territoriale). Pur essendo contrari all'introduzione dell'obbligatorietà nello scorso contratto, riconosciamo che almeno portò la maggiorazione festiva del 30% per tutti, ma questa volta qual'è la merce di scambio? La risposta dell'equa distribuzione dei carichi di lavoro e delle presenze non ci convince per niente, perché conosciamo bene la realtà e le condizioni lavorative. Nella maggior parte dei luoghi di lavoro non ci sono accordi sull'organizzazione del lavoro, ne tantomeno controlli, e le aziende gestiscono tutto in maniera unilaterale. Si applicano flessibilità ed elasticità all'orario di lavoro senza minimamente tener conto di un equa distribuzione oraria settimanale. La programmazione oraria è resa nota settimana per settimana, ma per esigenze aziendali anche giorno per giorno, con cambi turno e spostamenti orari. Si concentrano le ore lavorative nei giorni di più alta affluenza, spesso ricorrendo a orari "spezzati" che vanno oltre le 12 ore. Laddove esiste un accordo sull'organizzazione del lavoro, la sua gestione e il suo controllo da parte sindacale, risulta ostacolato dall'atteggiamento aziendale. Trattamento economico di malattia: il trattamento economico del periodo di carenza, cioè i primi 3 giorni di malattia, che è a totale carico delle Aziende, subisce una drastica e peggiorativa rimodulazione. Il 100% della retribuzione viene riconosciuto solo per 2 eventi all'anno, il 3° e il 4° evento vengono retribuiti con il 50% della paga, dal 5° episodio di malattia non saranno più retribuiti. Questa penalizzazione non si applica alle malattie con prognosi iniziale di almeno 12 giorni, ai ricoveri in genere nonché ad altre gravi patologie. Il tutto, scrivono Cisl e Uil, per “prevenire situazioni di abuso”. In pratica si toglie, in modo indiscriminato, il diritto alla salute della maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici, pur di colpire una minoranza di soggetti i cui eventuali abusi sono consentiti dall'assenza ingiustificata degli organi istituzionali preposti ai controlli! Con l'ipotesi dell'esonero dal versamento all'INPS si scardina il meccanismo solidaristico. Ricordiamo alla Fisascat-Cisl e alla Uil.Tu.C.S.-Uil che la loro funzione è quella di rappresentare gli interessi della forza lavoro, in modo positivo e concreto, seguendo la scia del progresso e dell'estensione dei diritti e delle tutele. Siamo assolutamente contrari a organizzazioni sindacali che di fatto non resistono agli attacchi pretestuosi della controparte in nome di un concetto malsano di responsabilità, che potremmo definire subalternità. Inoltre la rappresentatività di queste due organizzazioni è minoritaria, non solo nella categoria, e non possono arrogarsi il diritto di scegliere per tutti/e. Richiediamo il ritiro immediato della firma dall'ipotesi di accordo del CCNL e la riapertura del tavolo trattante. In alternativa, esigiamo la consultazione referendaria, composta da una domanda semplice e chiara, e che tenga conto dei lavoratori e delle lavoratrici realmente raggiunti, evitando di percorrere l'antipatica pratica del silenzio (lavoratori e lavoratrici che non hanno la possibilità di votare e di esprimersi!!) valutato come assenso. Per il futuro, ci auspichiamo che le due organizzazioni sopraccitate cessino questa plateale disponibilità (in cambio di...si capisce bene quale privilegio!?!) nei confronti di una controparte sempre più arrogante, ed evitino di firmare ipotesi indecenti, ma soprattutto non prendano decisioni palesemente contrarie allo sviluppo e alla crescita dei diritti e delle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori. Un'organizzazione sindacale che non si occupa di tutelare i lavoratori e le lavoratrici e che non cerca di riequilibrare gli sproporzionati rapporti di forza, ma anzi si propone come addetto alla certificazione del ricatto lavorativo, non è più degna di essere chiamata sindacato, bensì agenzia di servizio! D'Agostino Maria, Lo Bianco Anna, Luppino Luigi e Uggeri Carolina (R.S.U. Auchan Cinisello Balsamo), Scardi Francesco (R.S.A. Auchan Cesano Boscone), Pugliese Giuseppe (R.S.U. Auchan Nerviano), Fregoni Massimiliano e Wodziak Kasia (R.S.U. Iper Rozzano), D'Errico Pietro, Pani Nadia e Ruggeri Luisa (R.S.A. Auchan Monza). Per contatti: Pugliese Giuseppe cell. 3472432948 e-mail: puglimagiu@gmail.com

mercoledì 29 dicembre 2010

Andamento della trattativa UNICOOP FIRENZE

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Dopo molti mesi di trattativa con Unicoop Firenze per il rinnovo del contratto integrativo, siamo giunti al punto in cui si sta tentando di scrivere dei testi su argomenti della piattaforma già esaminati e sui quali c'è un'intesa di massima.

Abbiamo infatti calendarizzato già altre date, nel mese di gennaio, nelle quali continueremo il lavoro di stesura testi.

Nel frattempo si è aperta anche la trattativa per il rinnovo del CCNL che generalmente blocca qualsiasi trattativa di secondo livello, ma in questo caso, abbiamo ritenuto in maniera condivisa, di provare ugualmente a giungere alla chiusura dell'accordo.

La trattativa comunque non è certo ad oggi giunta a conclusione perchè restano ancora da esaminare parti importanti come ad esempio il salario variabile.

Nel momento in cui avremo la definizione di un quadro complessivo della trattativa, sarà ovviamente fatto un passaggio assembleare per valutare lo stato e la bontà della trattativa stessa.

Negli ultimi mesi poi si sono succedute voci non ufficiali e dichiarazioni ufficiali dell'azienda, circa l'intenzione di Unicoop di procedere alla costituzione di una nuova società con applicazione del CCNL delle piccole cooperative, nella quale far confluire le coop indipendenti sparse su tutto il territorio della toscana, che dato il momento economico versano in cattive condizioni finanziarie. In aggiunta a queste, la cooperativa ha ipotizzato l'inserimento in questa nuova società di piccoli negozi di Unicoop Firenze che non rispondono più a criteri per lei di redditività.

Le posizioni delle OO.SS. è stata e resta una soltanto: nel momento in cui Unicoop ci presenterà un piano di sviluppo dettagliato e non soltanto enunciato, siamo disponibili a sedersi ad un tavolo per affrontare nel merito le questioni, come da sempre abbiamo dimostrato, senza per questo derogare a nessun elemento contrattuale.

Tutte le voci, i blog o gli articoli di giornale, non possono essere per noi la base per una discussione seria che potremo affrontare soltanto ad un tavolo ufficiale con la cooperativa, che dovrà necessariamente essere distinto da quello dell'integrativo.

Eventuali sviluppi anche di questo tema saranno ovviamente discussi attraverso tutti gli organismi di rappresentanza e con i lavoratori, come da sempre è stato fatto.

FILCAMS-CGIL , FISASCAT-CISL , UILTUCS-UIL

Firenze 29 dicembre 2010

domenica 4 ottobre 2009

Sciopero Carrefour sciopero 3 ottobre


le adesioni e le iniziative della giornata
:

CAMPANIA
Casoria: 80% adesione. Non ha aderito UGL
Capodrise : al lavoro solo capireparto e caposettore
In entrambi i presidi chiassosi distribuzione di volantini con molti clienti che desistono dall’entrare all’iper

MARCHE
Iper di Ancona adesione tra il 65% e il 70%

EMILIA ROMAGNA
Gs di Piacenza adesione al 75%
Casalecchio di Reno: quasi il 95% di adesione - presidio di circa 200 persone davanti al punto vendita

LOMBARDIA
Deposito di Milano 100% di adesione (dati riferiti alla giornata del 2 ottobre)
Assago: presidio di circa mille persone
Carugate: adesione del 95%
Paderno: adesione del 95%
San giuliano milanese: 70%
PIEMONTE
Montecucco: adesione al 70%
Grugliasco: adesione all'80%
Moncalieri: adesione al 60%

LAZIO
Roma: presidio davanti alla sede Rai di Viale Mazzini, 100 persone partecipano all'iniziativa

VENETO
Marcon adesione al 90%, al lavoro solo stagisti, interinali e capireparto


TOSCANA
Pisa: adesione di oltre l’85% , si sono presentati al lavoro solo Capi reparto , capi settore e personale dirigente.
Si sono verificati disagi con lunghe file alle casse

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DI' LA TUA ENTRA NEL FORUM

fonte:FILCAMS.IT


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venerdì 13 febbraio 2009

Sotto dettatura....



Pubblichiamo un articolo de " Il sole 24 ore" uscito ieri sul LAVORO DOMENICALE...

Lo shopping alla domenica aiuta il Pil. Cresce dello 0,5%
di Vincenzo Chierchia

I negozi aperti la domenica fanno bene allo shopping e, soprattutto, farebbero ancora meglio a un Pil destinato a soffrire parecchio quest'anno.

Le analisi effettuate dalla Federdistribuzione, l'associazione che riunisce le grandi catene commerciali, sottolineano che se gli italiani potessero effettuare sempre la spesa la domenica o nei giorni festivi ci sarebbe un beneficio notevole sui consumi delle famiglie e sulla marcia dell'azienda Italia. Gli acquisti aumenterebbero del 2% almeno e, soprattutto, il Pil potrebbe beneficiare di un effetto positivo valutabile in almeno mezzo punto percentuale.

Un vantaggio molto consistente nel tormentato scenario economico del 2009. Il contratto di lavoro del commercio, rinnovato nell'estate scorsa, ha puntato proprio sulla flessibilità dell'impiego domenicale. Un'opportunità rimasta relativamente poco utilizzata considerato che, in media, le aperture nei festivi sono soltanto una ventina l'anno.«Con i negozi aperti la domenica i consumi delle famiglie metterebbero il turbo – sottolinea Paolo Barberini, presidente di Federdistribuzione – e per il Pil, destinato a una marcata flessione quest'anno, ci sarebbe un beneficio notevole.

Si potrebbe tamponare la debacle di cui tanto si discute in questi giorni».In media il fine settimana rappresenta oltre il 40% del totale delle vendite nella grande distribuzione. «Le vendite domenicali – aggiunge Barberini – sono sempre più importanti. Oggi sono al secondo posto nella settimana per volume, dopo quelle del sabato, ma credo che la loro importanza sia destinata a crescere ulteriormente, per questo motivo sarebbe opportuno rimettere mano alle regole che disciplinano le aperture dei negozi nei festivi». Per questo motivo l'associazione delle catene della grande distribuzione la deregulation delle aperture nei giorni festivi rappresenta un'importante opportunità in un momento di pesante recessione (si veda anche Il Sole 24 Ore di ieri).

Oggi i negozi sono aperti in media per una ventina di domeniche l'anno.«Le attività commerciali la domenica – rileva il presidente di Federdistribuzione – costituiscono un toccasana anche per i bilanci delle imprese distributive che lavorano con margini estremamente ridotti. Del resto dopo anni di aspro confronto anche i sindacati nell'ultimo contratto hanno concordato pienamente sulle opportunità del lavoro in negozi nei festivi. Resta invece da sciogliere il nodo delle amministrazioni locali».

Secondo uno studio effettuato in questi giorni da Federdistribuzione solo cinque Regioni (Lombardia, Sardegna, Abruzzo, Lazio e Puglia) hanno liberalizzato le aperture domenicali dei negozi in maniera che è stata valutata positivamente dagli operatori. Le altre amministrazioni invece, hanno mantenuto un orientamento giudicato restrittivo rispetto alle necessità del mercato.«Il nodo da sciogliere – aggiunge Barberini – è rappresentato però oggi dai Comuni, ai quali le Regioni hanno dato poi la facoltà dell'ultima scelta. Il Lazio in questo senso rappresenta una Regione d'avanguardia. Le aperture festive sono state totalmente liberalizzate e in teoria ogni Comune potrebbe decretare che i negozi siano aperti 365 giorni l'anno. Latina ha colto in pieno questa opportunità.

A Roma invece, grande città turistica, le saracinesche sono alzate solo 40 domeniche l'anno. Il punto è che così i consumatori sono confusi, le imprese disorientate, perché diventa davvero difficile fare delle politiche promozionali nazionali».Inoltre – sottolinea Federdistribuzione – ci sono alcune Regioni che stanno facendo marcia indietro rispetto all'apertura decisa in precedenza: Toscana, Molise, Marche e Piemonte. In quest'ultima Regione – rileva Barberini – se venisse abolita la definizione di Comune turistico le aperture domenicali si ridurrebbero a solo otto l'anno. Secondo una stima di Federstribuzione almeno un migliaio di posti di lavoro nei centri commerciali e nelle strutture della grande distribuzione sarebbero a rischio.Ad invitare l'Italia a un maggiore sforzo sul fronte delle aperture festive arriva c'è anche l'Eurocommerce, l'associazione europea della grande distribuzione: una indagine realizzata nei giorni scorsi rileva che l'Italia ha un buon grado di deregulation commerciale ma che resta lontana dai modelli più avanzati come quelli di Gran Bretagna, Spagna e, per molti versi, Francia.

FONTE:il sole 24 ore

NOTA D.C.:Cisl e Uil...ringraziano....


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mercoledì 5 novembre 2008

E adesso...


TUTTI A ROMA!


Treni speciali,Autobus...tutto è pronto per lo sciopero di sabato 15 novembre!

In questo post siamo a ribadire le motivazioni:

CISL e UIL hanno rotto l'unità sindacale e insieme all'arroganza delle organizzazioni dei datori di lavoro producendo un accordo che prevede il peggioramento delle condizioni di lavoro di lavoratrici e lavoratori
attraverso :
  • l'introduzione di 26 domeniche/festività obbligatorie

  • attraverso la definizione di modalità per neo assunti apprendisti che a parità di salario lavoreranno più ore

Per questi motivi è necessario essere presenti alla manifestazione di Roma.

Negli scorsi mesi è nato un sito, sempre aggiornato, sulla questione del CONTRATTO SEPARATO,vi invitiamo a visitarlo http://www.contrattoseparato.com/ .

Per avere informazioni sulle modalità del viaggio e sugli orari di partenza ecco i riferimenti di tutte le sedi sul territorio nazionale....clicca qui .....oppure entrando nel forum nella sezione "CONTRATTO SEPARATO" .

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venerdì 31 ottobre 2008

IPSE DIXIT

Luigi Angeletti Segretario UIL sul rinnovo del contratto del pubblico impiego (l'ennesimo accordo separato!!!):


'L'unica macchiolina sul protocollo e' la mancata firma della Cgil, non trovo spiegazione valida in questo atteggiamento” ha poi aggiunto: ”La Cgil vuole smettere di fare il sindacato e non difende i lavoratori perche' non fa gli accordi. E' un processo ormai e non una novita'. La Cgil ha deciso che non vuole fare accordi di risonanza politica. Soffrono della sindrome di mettere la firma. Spero che a forza di sbattere la testa si ravvedano'.



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venerdì 17 ottobre 2008

Spiragli unitari?


PARTITO IL TAVOLO CONFEDERALE CON CONFCOMMERCIO: IL NODO DELL'ACCORDO SEPARATO


Si è svolto mercoledì 15 ottobre il previsto incontro tra Confcommercio e Cgil-Cisl-Uil sulla riforma del modello contrattuale. All’incontro, per la Cgil, hanno partecipato il Segretario Generale Guglielmo Epifani e Franco Martini, Segretario Generale Filcams.L’incontro ha segnato l’inizio di un percorso di confronto che si svilupperà nei prossimi giorni, ed ha visto la riproposizione delle posizioni già note sul tavolo Confindustria, con Cisl e Uil positivamente orientate sulle linee del documento confindustriale e la Cgil contraria.

Nell’occasione, Epifani ha nuovamente motivato le ragioni del nostro dissenso, pur apprezzando l’allargamento del tavolo e la necessità che esso si misuri innanzitutto con gli effetti che la crisi finanziaria avrà anche sul settore della distribuzione.

La vicenda dell’intesa separata per il rinnovo del Ccnl terziario è stata naturalmente oggetto di discussione, poiché Epifani ha ribadito la posizione della Cgil, secondo la quale è difficile parlare di regole con una associazione che ha sancito l’intesa separata.

Confcommercio, tuttavia, dopo aver manifestato preoccupazione per la situazione determinatasi, ha ribadito la necessità che la divisione possa rapidamente venire superata, dichiarandosi disponibile ad esaminare proposte nuove avanzate dai sindacati, nell’ambito dell’equilibrio raggiunto dall’intesa in questione. Per contro, Cisl e Uil hanno affermato la titolarità della categoria ad affrontare il problema, ritenendolo, con ciò, non appartenere al tavolo confederale.

Nei prossimi giorni si terrà l’incontro dei tre segretari di Fisascat, Uiltucs e Filcams per verificare l’esistenza delle condizioni atte a rilanciare un percorso unitario che possa ricomporre la divisione creatasi con l’intesa separata.
FONTE:Filcams.cgil.it



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domenica 12 ottobre 2008

Modello contrattuale


Contratti, il triplo inganno di Marcegaglia


Lavorare in pochi, lavorare tanto, cioè più di prima, per guadagnare se va bene come prima. E prima - meglio dire adesso - i salari dei lavoratori italiani erano i più bassi d'Europa. E' questa, in due parole, la ricetta alla base dell'ipotesi di accordo presentata dalla Confindustria a Cgil, Cisl e Uil. I contratti nazionali vengono ridotti al puro recupero di una sola parte dell'inflazione, e quelli di secondo livello vincolati da un legame totale e indissolubile degli eventuali aumenti salariali alla produttività, all'utile d'impresa. Il tutto accompagnato dalla detassazione degli straordinari -per renderli addirittura più convenienti del normale costo orario della prestazione lavorativa - e dei premi di risultato, cioè degli aumenti conquistati nei contratti integrativi di secondo livello.
La proposta, come ha risposto all'unanimità il direttivo nazionale della Cgil, è irricevibile. Lo è in assoluto, perché riduce il lavoro a pura merce, variabile dipendente dai profitti. Lo è nello specifico, per la peculiare struttura produttiva italiana, frantumata in decine di migliaia di piccole imprese in cui non solo non si contratta, ma dove molto spesso il sindacato neppure riesce a metter piede. Dire che sia il recupero di una parte dell'inflazione che gli aumenti salariali sono demandati alla contrattazione di secondo livello, vuol dire discriminare i lavoratori e condannarne la maggioranza a un ulteriore impoverimento.
C'è una terza ragione che rende intollerabile, prima ancora che inaccettabile, la pretesa degli industriali, in piena coerenza con le politiche del governo e con il consenso di Cisl e Uil: con l'attuale precipitazione, la crisi finanziaria si estende all'economia reale, riducendo conseguentemente i consumi e dunque la domanda. In prospettiva, ciò significa esplosione della cassa integrazione nelle grandi imprese e licenziamenti in quelle più piccole. In questo contesto, quanti saranno i lavoratori in grado di conquistarsi il contratto integrativo?
FONTE

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martedì 19 agosto 2008

Assemblee...


ORDINI DEL GIORNO

contro l'accordo separato.


In questi giorni di vacanze c'e' chi informa i lavoratori del commercio su quanto accaduto durante il rinnovo del contratto nazionale.

Sono centinaia i luoghi di lavoro (Esselunga,Ikea,Metro,Lidl...) dove si è messo "nero su bianco" il disappunto sulla firma separata.

Sarà possibile dare voce a questo dissenso?

Intanto i "nostri" continuano a prendere il sole!




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giovedì 7 agosto 2008

ANCORA ESSELUNGA...



COSÌ ESSELUNGA RISPARMIA

SUL COSTO LAVORO



Pubblico un articolo apparso su rassegna sindacale oggi pomeriggio...anche stavolta il nostro modestissimo blog è arrivato primO sulla notizia....

Grazie all’accordo separato sul rinnovo del contratto nazionale del terziario, Esselunga risparmia sul costo del lavoro. E’ quanto evidenzia la Filcams Cgil, che non ha sottoscritto l’intesa a differenza di Cisl e Uil. La direzione risorse umane di Esselunga – informa la Filcams – “ha fatto affiggere nelle bacheche di tutti i punti vendita” una circolare “in merito all’applicazione del contratto”. Riguardo la parte salariale, nella circolare la direzione ricorda di aver anticipato a tutti i dipendenti, da marzo 2008, circa 68 euro mensili al quarto livello, per un totale di 352 euro: una somma superiore di circa 20 euro ai 330 di aumento complessivo previsti per il medesimo livello, e nello stesso periodo, dal nuovo contratto. L’azienda informa dunque i dipendenti che sottrarrà la somma anticipata dalle buste paga di dicembre. Esselunga – denuncia il segretario nazionale Filcams, Maurizio Scarpa – “è stata tra le capofila dell’intransigenza padronale nel respingere le richieste sindacali” e “ora – prosegue il sindacalista - chiede pure il conto, cioè la restituzione di quanto unilateralmente erogato”. Per la Filcams gli incrementi salariali previsti dal nuovo contratto, “essendo stati calcolati in modo unilaterale, dimostrano che la stessa Esselunga riteneva compatibili con il proprio costo del lavoro queste quantità economiche”. “Un contratto – conclude Scarpa - che si traduce nei fatti in una riduzione di costi per l’azienda e in una beffa per i lavoratori”.
FONTE:RASSEGNA.IT
07/08/2008 17.17


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mercoledì 6 agosto 2008


IL DANNO E LA BEFFA.
In questi giorni nelle bacheche dei punti vendita ESSELUNGA è apparso un comunicato aziendale che annuncia la firma dell'ipotesi di rinnovo del contratto firmata da cisl e uil (IL DANNO) e l' erogazione di un aumento salariale per il periodo dal 2007 al 2010.

Fino a qui niente di strano.

Secondo la tabella del CCNL il periodo cha va da FEBBRAIO A GIUGNO 2008 prevede una somma pari a 330 euro.

Ecco la sorpresa.

Esselunga avendo anticipato 352.76 euro per lo stesso periodo provvederà al ritiro di 22.76 euro nella busta paga del mese di DICEMBRE (LA BEFFA).






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mercoledì 30 luglio 2008

ACCORDO SEPARATO


PETIZIONE ON-LINE


A: Cisl ed Uil.

Per ritirare la firma di Fisascat Cisl ed Uiltucs UIL dal CCNL TDS(commercio)firmato separatamente senza la Filcams CGIL e per avviare una ampia consultazione dei lavoratori del commercio .


Iniziativa promossa dal blog http://filcams.blog.tiscali.it/





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giovedì 24 luglio 2008

ultime speranze...UNITARIE

FIRMA SEPARATA ...
ANCHE CON CONFESERCENTI.

E' arrivata nella serata di ieri sera l'ennesimo ACCORDO BIDONE firmato da cisl e uil e Confesercenti ( rappresenta il mondo delle piccole e medie imprese ) in pieno accodamento a quello siglato pochi giorni fa con Confcommercio.
La Filcams-CGIL aveva presentato una nuova proposta sulle tematiche del lavoro domenicale che rispondeva alle esigenze della piccole imprese commerciali ma nonostante tutto Confesercenti ha comunicato telefonicamente alla Filcams che avrebbe firmato con fisascat e uiltucs il testo di Confcommercio.

In queste ore si sta chiudendo la trattativa per il rinnovo del contratto della distribuzione Cooperativa,speriamo in un gesto di responsabilità...da entrambe le parti.





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lunedì 21 luglio 2008

la triplice?


COMMERCIO ACCORDO SEPARATO
PER IL CONTRATTO.


Cisl e Uil firmano un accordo che di fatto stravolge la piattaforma iniziale ed il mandato ricevuto dai lavoratori e respingono la richiesta della Cgil di non firmare senza prima aver verificato con i lavoratori il mandato a concludere.
La nota con cui la Fisascat Cisl tenta di giustificare la bontà dell'accordo separato
Il comunicato della Rete28aprile contro l'accordo bidone
La dichiarazione di Giorgio Cremaschi

RASSEGNA STAMPA:
Infine pubblichiamo i testi che la CGIL si è rifiutata di firmare.






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domenica 20 luglio 2008

MENO SOLDI...NUOVO CONTRATTO!

Non ve lo nascondiamo,c'e' rabbia,amarezza all'indomani della firma separata del nostro contratto.La Filcams-CGIL non firma il nuovo contratto del commercio dove Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil REGALANO a Confcommercio il lavoro domenicale!
Questo nostro Blog è nato per sottolineare i problemi che i lavoratori della GDO vivono quotidianamente e specialmente per evidenziare la decadenza della società moderna nel mitizzare i CENTRI COMMERCIALI!

Ecco oltre a REGALARE le domeniche hanno fatto qualcosa di meglio...riceviamo e pubblichiamo un commento alla vicenda del rinnovo del CCNL a firma ER MONNEZZA:

NUOVO CONTRATTO DI VALORE QUADRIENNALE
150 EURO DI AUMENTO LORDE RETRIBUZIONE DOMENICALE MAGGIORATA DEL 30 PERCENTO.
FACENDO 2 CONTI.

SISTEMA ATTUALE
-----------
DOMENICA VOLONTARIA LAVORO STRAORDINARIO DOMENICALE 125%
OVVERO CON 4 DOMENICHE LAVORATE AL 125% PER 4 ORE 200 EURO
DETASSATI CIOE' NETTI IN TASCA.
DA AGGIUNGERE I 50 EURO DI GENNAIO TOTALE 200 NETTI/50 LORDI 230 EURO CIRCA.

NUOVO SISTEMA GRAZIE A UIL E CISL

-----------
DOMENICA OBBLIGATORIA LAVORO ORDINARIO DOMENICALE CON MAGGIORAZIONE DEL 30%(DI 8 EURO)
AUMENTO DI 150 EURO LORDI OVVERO 130
PERCIO CON LE STESSE DOMENICHE LAVORATE ORDINARIE 4 ORE 32 EURO PER 4 ORE 128 EURO PER 4 DOMENICHE MAGGIORATE AL 30% 166 EURO
PERCIO' 166 EURO PIU 130 LORDE UGUALE 296 EURO

SE AL VECCHIO SISTEMA AGGIUNGIAMO SOLO L'AUMENTO DI 150 EURO PER 4 ANNI AVREMMO AVUTO 200 NETTI DI STRAORDINARI DETASSATI E 150 EURO LORDI OVVERO 330 EURO E SENZA OBBLIGO DOMENICALE.

CON IL NUOVO GRAZIE A UIL E CISL 296 EURO E OBBLIGO DOMENICALE. (CALCOLO SU BASE MENSILE) TRALASCIANDO I PARAMETRI VARIABILI DELL'INFLAZIONE REALE ANNO PER ANNO IN 4 ANNI.

MI PIACEREBBE CHE QLCN SPIEGASSE QUESTA COSA AI 2 MILIONI DI DIPENDENTI DEL COMMERCIO.

CI VEDIAMO ALL'ATTIVO DEI DELEGATI A MILANO IL GIORNO 23 LUGLIO IN VIA CORRIDONI DIETRO LA C.D.L. DI MILANO.



IMPORTANTE: FATE SAPERE QUESTE COSE AI VS COLLEGHI DI LAVORO PERCHE NEMMENO QUELLI DELLA UIL E CISL LE SANNO.



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domenica 11 maggio 2008

riforma contrattuale...


La riforma secondo Cgil, Cisl e Uil


Le segreterie unitarie di Cgil, Cisl e Uil hanno dato il via libera al testo unitario di proposta sindacale per la riforma del sistema contrattuale. Lo hanno annunciato i tre segretari generali Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Ora il testo passa al vaglio dei Direttivi unitari, in programma il 12 maggio, per l'ultima tappa formale. Il documento, ha spiegato Epifani, 'si pone tre obiettivi: realizzare un sindacato più democratico, più vicino ai lavoratori e ai pensionati e definire un sistema contrattuale che sia in grado di aumentare le retribuzioni dei lavoratori dipendenti e dei pensionati'. Epifani ha poi aggiunto che quella di oggi è 'una giornata molto importante per i lavoratori e pensionati'. Il testo unitario stabilisce un 'livello nazionale di contrattazione che mantiene la sua forza e centralità - ha proseguito il dirigente sindacale - assumendo un nuovo paniere che tenga conto di un reale aumento dei prezzi per le famiglie. C'è poi un secondo livello esteso nel territorio e questo dovrebbe dare un incremento reale alle retribuzioni'.Un documento giudicato "di portata storica" da Bonanni: 'È un accordo che costruisce un sindacato nuovo, per rendere più forti i lavoratori con un salario più pesante'. Secondo il leader della Cisl, 'il testo rende il sindacato più forte, rinnovato, aggressivo, capace di contare di più nella società italiana'. 'Presenteremo queste proposte subito per aprire immediatamente un confronto e vedremo se sul serio avremo imprenditori disposti ad aumentare veramente i salari'. Lo ha detto Angeletti, al termine della riunione. Per Angeletti il documento 'serve dopo dieci anni a far aumentare i salari attraverso un modello contrattuale molto più efficace di quello avuto fino ad ora' >>>CONTINUA...