giovedì 8 marzo 2012
riceviamo e pubblichiamo
domenica 29 gennaio 2012
rassegna stampa > APERTURE SELVAGGE
Un po' di rassegna stampa sul tema delle aperture festive e liberalizzazione degli orari.
GENOVA , PORDENONE , REGGIO EMILIA , ROVIGO
venerdì 20 gennaio 2012
Bologna :attivo Nazionale delegati della cooperazione
Riceviamo e pubblichiamo questo documento firmato "Coordinamento Rsu Filcams COOP"
giovedì 19 gennaio 2012
Liberalizzazione orari apertura: tutti contro tutti
Sulle conseguenze del decreto Salvaitalia che liberalizza gli orari di apertura degli esercizi commerciali siamo solo all’inizio. Passato il primo momento di disorientamento i vari attori cominciano ad organizzarsi e iniziano a palesarsi le contraddizioni tipiche della nostra Italia. Se da un lato infatti nel settore del commercio le iniziative non mancano, iniziano a vedersi le reazioni di tutti coloro che di queste liberalizzazioni non vogliono proprio sentirne parlare.
A Padova, per esempio, si è consumato il primo atto della sfida tra Regione, che si ritiene ancora l’ente che deve autorizzare le aperture ex straordinarie, e diversi gruppi distributivi, tra cui Auchan, Despar, Pam ed Alì, che hanno scelto di aprire alcune loro strutture nella giornata di domenica 15, sfidando la nuova legge regionale sul commercio, promossa dall’assessore Isi Coppola con il pieno assenso delle associazioni e dei sindacati di categoria e recepita anche dal Comune di Padova. Comune che ha inviato i vigili urbani a multare le strutture aperte. E la domanda nasce spontanea: ma in questa nuova guerra del commercio, destinata a durare a lungo e che finirà senz’altro nelle aule dei Tar e del Consiglio di Stato, ha ragione chi fa riferimento al decreto SalvaItalia del 16 dicembre 2011 oppure chi si attiene alla nuova legge regionale già approvata da palazzo Ferro Fini? «Non è un quesito facile – afferma Alberto Cartia, avvocato padovano esperto di diritto amministrativo – A prima vista il delicato quesito potrebbe sfociare in una doppia interpretazione alla luce di tutte le novità apportate dal decreto Monti in materia di liberalizzazioni. Se, però, andiamo ad approfondire alle radici lo scottante interrogativo, ci rendiamo conto che hanno ragione i politici, gli imprenditori ed i commercianti che fanno riferimento alla legge regionale perché è la Carta Costituzionale ad affermare che, come d’altronde per la sanità, la competenza esclusiva del commercio spetta alle Regioni».
Altre regioni, come il Piemonte, non stanno rispondendo con la stessa durezza, anzi si mostrano abbastanza favorevoli agli orari liberi. E’ quindi evidente che in questa vicenda di chiaro non c’è ancora nulla, e che si dovranno attendere le varie interpretazioni (sperando che siano unanimi) per capire il destino di queste liberalizzazioni, con il rischio concreto che sia applicata a macchia di leopardo e a corrente alternata a secondo delle convinzioni delle amministrazioni pro tempore.
FONTE :http://www.gdonews.it/2012/01/orari-aperture-in-tutti-contro-tutti.html
martedì 17 gennaio 2012
Lavoro domenicale : "aumenterà solo lo sfruttamento"
I sindacati: perché tenere sempre
aperto con il calo dei consumi?
Per ora non si parla esplicitamente di sciopero, ma ci sarà una tornata di assemblee sindacali per discutere su come affrontare la dilatazione degli orari del commercio. Per il lavoro domenicale ci sono infinite modalità: i «vecchi» con contratto stabile e magari un integrativo aziendale vengono retribuiti con il 60% in più; i nuovi hanno nel loro orario la domenica e lavorano senza maggiorazione, ma con riposo compensativo. Poi c’è l’infinito mondo della precarietà: contratti week end per il solo fine settimana o per la sola domenica.
In questo quadro la cosa certa è lo sconcerto dei lavoratori della grande distribuzione - circa 15 mila - che al 65-70% sono donne e all’80% con part-time imposto dalle imprese. Dice Elisabetta Mesturino della Cgil: «Non è vero che aumenterà l’occupazione: crescerà solo lo sfruttamento. E la vita dei lavoratori verrà sconvolta».
E Bruno Cordiano della Cisl aggiunge: «Già è un problema nella grande distribuzione, ma che cosa accadrà nei piccoli negozi? Chi vigilerà sull’applicazione del contratto? Propongo che lo facciano gli enti bilaterali di Ascom e Confesercenti».
E Gianantonio Pezzetta della Uil spiega: «Nella grande distribuzione ci sono vincoli, nei piccoli negozi c’è il contratto che difende i lavoratori, ma è chiaro che le imprese tenderanno a ricontrattare tutto. La cosa certa è che questa liberalizzazione è demenziale e rischia di far chiudere molti negozi».
Il nodo rimane quello della quantità di domeniche di apertura. I sindacati sono per ripartire dall’accordo fatto a dicembre che prevedeva 23 domeniche lavorate escluse le almeno quattro del mese di dicembre. In sostanza più delle metà delle 52 complessive. La filosofia è: «Come è possibile che con un calo fortissimo dei consumi sia necessario rimanere aperti sempre?».
I più furiosi sono i titolari di negozi nei centri commerciali. Domani mattina ci sarà una grande assemblea alla Confesercenti. Dice il segretario Tonino Carta: «E’ assurdo che la cosiddetta liberalizzazione limiti la libertà di questi esercenti: chi ha il negozio, per fare un esempio, in via Nizza può scegliere se aprire o no, chi nelle gallerie deve aprire».
E Valter Martini racconta la sua esperienza di proprietario di quattro negozi in centri commerciali di Torino, Leinì, Chivasso e Moncalieri costretto a aprire anche la domenica pena una multa di 5-800 euro. Dice: «Facciamo lavori di calzoleria, stampa di maglietta, riproduzione chiavi. Non posso prendere un ragazzo per la sola domenica perché occorre una professionalità specifica». E’ esasperato: «Questa decisione delle gallerie di tenere aperto sempre ci riduce a passare dall’essere degli imprenditori liberi a essere schiavi degli schiavi».
FONTE :http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/438600/
aperto con il calo dei consumi?
In questo quadro la cosa certa è lo sconcerto dei lavoratori della grande distribuzione - circa 15 mila - che al 65-70% sono donne e all’80% con part-time imposto dalle imprese. Dice Elisabetta Mesturino della Cgil: «Non è vero che aumenterà l’occupazione: crescerà solo lo sfruttamento. E la vita dei lavoratori verrà sconvolta».
E Bruno Cordiano della Cisl aggiunge: «Già è un problema nella grande distribuzione, ma che cosa accadrà nei piccoli negozi? Chi vigilerà sull’applicazione del contratto? Propongo che lo facciano gli enti bilaterali di Ascom e Confesercenti».
E Gianantonio Pezzetta della Uil spiega: «Nella grande distribuzione ci sono vincoli, nei piccoli negozi c’è il contratto che difende i lavoratori, ma è chiaro che le imprese tenderanno a ricontrattare tutto. La cosa certa è che questa liberalizzazione è demenziale e rischia di far chiudere molti negozi».
Il nodo rimane quello della quantità di domeniche di apertura. I sindacati sono per ripartire dall’accordo fatto a dicembre che prevedeva 23 domeniche lavorate escluse le almeno quattro del mese di dicembre. In sostanza più delle metà delle 52 complessive. La filosofia è: «Come è possibile che con un calo fortissimo dei consumi sia necessario rimanere aperti sempre?».
I più furiosi sono i titolari di negozi nei centri commerciali. Domani mattina ci sarà una grande assemblea alla Confesercenti. Dice il segretario Tonino Carta: «E’ assurdo che la cosiddetta liberalizzazione limiti la libertà di questi esercenti: chi ha il negozio, per fare un esempio, in via Nizza può scegliere se aprire o no, chi nelle gallerie deve aprire».
E Valter Martini racconta la sua esperienza di proprietario di quattro negozi in centri commerciali di Torino, Leinì, Chivasso e Moncalieri costretto a aprire anche la domenica pena una multa di 5-800 euro. Dice: «Facciamo lavori di calzoleria, stampa di maglietta, riproduzione chiavi. Non posso prendere un ragazzo per la sola domenica perché occorre una professionalità specifica». E’ esasperato: «Questa decisione delle gallerie di tenere aperto sempre ci riduce a passare dall’essere degli imprenditori liberi a essere schiavi degli schiavi».
sabato 7 gennaio 2012
martedì 15 marzo 2011
17 marzo , la FALSA festa
riceviamo e pubblichiamo dai membri dell'esecutivo Filcams-cgil Unicoop Firenze
FESTIVITA’ 17 MARZO
Si comunica a tutti i lavoratori che in merito alla festività del 17 marzo, il governo contrariamente a quanto comunicato pubblicamente e cioè che il 17 marzo, in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia, sarebbe stata, solo per questo anno, una festività nazionale che si aggiungeva a quelle già esistenti ha successivamente emanato un decreto (decreto ministeriale n5 del 22 febbraio 2011) che non pone più il 17 marzo come festa aggiuntiva, ma la sovrappone alla festività soppressa del 4 novembre, in pratica anticipando quest’ultima.
Infatti il decreto stabilisce che: la festività del 17 marzo sarà recuperata con la festività soppressa del 4 novembre.
È evidente che questo governo non a rispetto non solo per il 150° dell’unità d’Italia cedendo di fatto alle aberranti dichiarazioni degli esponenti della LEGA NORD, ma non ha rispetto neanche per i cittadini attivi, i lavoratori, che devono festeggiare autopagandosi la festa.
Ma c’è di più !!
Il decreto emanato a carattere di rigidità, in quanto non da possibilità di manovra, perché impone tassativamente alle aziende di pagare il 17 marzo e di recuperare i soldi il 4 novembre.
Questo va a colpire quanti nel corso degli anni hanno utilizzato la festività del 4 novembre (vi ricordo: festa delle forze armate) per effettuare riduzioni di orario; e fra questi anche una parte di noi, lavoratori di Unicoop Firenze che abbiamo usato la festività del 4 novembre nel lontano 1986 per portare l’orario settimanale da 40 a 38 ore. Esplicito: una parte consistente di noi in quanto i lavoratori degli ipermercati, la cui prima società SIC si è costituita come ragione sociale dopo il 1986, hanno potuto mantenere il pagamento del 4 novembre ed oggi si trovano nelle condizioni di poter rispettare il decreto legge.
A causa di tutto ciò i lavoratori di unicoop Firenze della rete supermercati e minimercati dovranno restituire la giornata di lavoro.
L’esecutivo ha chiesto un incontro alla Cooperativa per decidere il modo migliore per compensare la festività in modo da creare meno disagio possibile ai lavoratori.
Resta inteso che la busta paga di marzo non subirà variazioni ed una proposta potrebbe essere quella di recuperarla con la festività del 25 aprile che quest’anno coincide con Pasquetta. In questo caso dovremmo fare un accordo sindacale specifico in quanto diverso da quanto prevede la legge.
Ringraziamo il nostro Governo per averci messo in difficoltà su un evento che tutti vorremmo ricordare come fondamentale per la nostra storia e che invece costringe i lavoratori ad una giornata di riposo obbligata e non prevista.
Sarete tutti informati appena avremo trovato l’accordo con la Cooperativa.
L'esecutivo sindacale Filcams cgil
venerdì 17 dicembre 2010
accade in UNICOOP FIRENZE
Scandicci, 10/12/2010
Rispetto alle voci che circolano su una nuova società gestita da Unicoop Firenze dove dovrebbero confluire alcuni punti vendita di piccole dimensioni vogliamo precisare quanto segue:
le notizie che circolano su siti internet non ufficiali e gestiti in maniera autonoma non possono essere considerate attendibili.
Le notizie ufficiali sono quelle che abbiamo dato e cerchiamo dare nella maniera migliore possibile attraverso i canali classici: assemblee, delegati sindacali e siti internet CGIL-CISL-UIL.
Non nascondiamo il fatto che la Cooperativa ci ha informato del problema che stanno vivendo alcuni punti vendita di piccole dimensioni. Abbiamo chiesto maggiori informazioni e precisiamo che ad oggi da parte nostra non è stato dato nessun via libera a nessuna operazione ed in ogni caso prima di ogni accordo la regola è passare dalle assemblee dei lavoratori.
Appena avremo notizie ufficiali e più precise sarà nostra premura informare i lavoratori.
Esecutivo Sindacale Unitario Unicoop Firenze
mercoledì 7 gennaio 2009
Accade in Svizzera....
Coop ha conseguito nel 2008 un risultato record. Stando a una nota odierna della società, il fatturato del commercio al dettaglio è salito del 15,1% rispetto al 2007 per attestarsi a 18,1 miliardi di franchi.
Questa prestazione di Coop, che in aprile ha rilevato 12 grandi magazzini Carrefour, significa che l'azienda ha guadagnato nuove fette di mercato.Grazie a questa prestazione, il secondo maggior dettagliante elvetico si avvicina sempre di più al leader indiscusso Migros.
Quest'ultima società ha ottenuto nel 2007 ricavi per 18,5 miliardi.Nella nota Coop parla di un risultato eccezionalmente buono, soprattutto se si considera l'indebolimento congiunturale verificatosi nella seconda parte dell'anno scorso.
I prodotti offerti sono rincarati in media dello 0,9%. Nell'insieme del commercio al dettaglio il rincaro è stato in media dell'1% superiore. Per lottare contro gli alti prezzi, domenica Coop ha annunciato di voler ridurre il prezzo di oltre 600 articoli di marca.I ricavi netti consolidati scaturiti da forniture e prestazioni del gruppo Coop si attestano a 18,3 miliardi, in crescita del 16%. Senza tener conto delle acquisizioni di Carrefour e Fust, la crescita interna del gruppo è stata del 9%.
venerdì 2 gennaio 2009
Nuove aperture...

Un´operazione che il gruppo aveva già tentato in passato e il cui fallimento ha imputato allo strapotere politico della Coop.
A destare l´interesse di Esselunga sarebbe in particolare l´area di via Piave ora occupata dalle filiali di Fiat e Audi.
Alcune migliaia di metri quadrati di spazi che il gruppo riterrebbe ideali per riuscire ad attuare quello sbarco sul mercato genovese che, per un motivo o per un altro, Esselunga non è mai riuscita a compiere. «Sì, in zona circolano voci su un interesse da parte di Esselunga per via Piave - conferma Pasquale Ottonello, presidente del municipio Medio Levante - ma non ho notizie dirette. Certo la sponsorizzazione di corso Italia potrebbe essere un segnale. Credo però che eventualmente ci sarebbero problemi anche per la destinazione urbanistica».
In Comune l´assessore Elisabetta Corda, dalla quale dipende la gara per sponsorizzare alcune zone verdi di Genova - a proposito: Esselunga è l´unica azienda ad aver manifestato interesse, nessun altro si è fatto avanti per le altre aree centrali - ammette la proposta del gruppo commerciale ma non si pronuncia sul motivo che ha spinto Caprotti a questo impegno finanziario. Tuttavia che il gruppo abbia manifestato negli ultimi tempi una concreta attenzione verso un´espansione su Genova sembra un fatto assodato. In più i concessionari Fiat avrebbero avviato contatti per verificare se nella zona del centro-levante ci sia disponibilità di un´ampia area - si parla di ventimila metri quadrati - da poter adattare ad uso commerciale. Un altro indicatore, forse, dell´intenzione da parte di Fiat di cercare altrove gli spazi che è destinata a lasciare in via Piave.Resta il fatto che, come si diceva, l´area in questione mancherebbe dei requisiti urbanistici indispensabili per realizzarvi un centro commerciale.
E poi ci sarebbe da mettere in conto l´ostilità dei residenti nei confronti di un insediamento complesso. Proprio per questo, si sussurra, Esselunga avrebbe sponsorizzato il verde in corso Italia: per lanciare un segnale di disponibilità al Comune e ai residenti.
sabato 6 dicembre 2008
COOP...Patrono obbligatorio
il sig. Alberto Scandalitta ha mandato in giro per i vari negozi di Milano un comunicato in cui dichiara che la prestazione lavorativa e' obbligatoria per i part time/full time nella giornata di domenica 7 dicembre festa patronale a Milano.
domenica 9 marzo 2008
DA The Retailer...

Coop Estense, in particolare, ha varato in questi giorni un nuovo format di iper (dopo uno studio di qualche mese) all'insegna del "low cost". L'inaugurazione è avvenuta in quel di Molfetta (dove qualche mese fa è stato varato anche un nuovo concept di self retail), un PdV che è stato completamente ripensato sul fronte organizzativo e dei processi logistici interni per cercare di ridurre al minimo i costi di gestione e quindi aumentare la capacità competitiva del negozio sul fronte dei prezzi.
Ovviamente la scelta del pdv non è stata fatta a caso. La sempre maggiore attenzione ai prezzi è fisiologicamente più alta nelle regioni del sud, le performance del pdv di Molfetta non è che fossero eccezionali e infine la suddetta necessità di ripensare il format l'hanno reso il candidato ideale per la sperimentazione.
C'è da capire come tutto ciò si possa inserire (e differenziare) in un quadro competitivo dove, ancora una volta, la pressione sui prezzi pare essere l'unica ancòra "strategica" a cui ci si aggrappa e la "discountizzazione" della Gdo è ormai un dato di fatto.
lunedì 11 febbraio 2008
RICEVO E PUBBLICO....
Le RSU degli Ipermercati di Sesto F.no e Lastra a Signa vogliono denunciare il comportamento tenuto in questi giorni da Unicoop Firenze riguardo le lavoratrici e lavoratori a tempo determinato.
Dopo l’entrata in vigore della legge 247 che recepisce il protocollo sul welfare,l’Azienda ha visto bene comunicare a questi lavoratori,che da anni vivono questa “precaria” realtà,che non verranno più richiamati a lavoro!
Il ragionamento è chiaro.
Unicoop Firenze,nonostante la tanto SBANDIERATA responsabilita’ sociale ,per non incorrere nel limite dei 36 mesi come durata dei contratti a tempo determinato,preferisce non richiamare piu’ queste lavoratrici e lavoratori.
Per di piu’, nel mese di Dicembre durante la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale le parti raggiunsero, su alcuni punti, importanti passi avanti rispetto alla trattativa con Confcommercio.Nello specifico sulla trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato e cioè di porre il limite dei 36 mesi senza ulteriore proroga prevista dalla recente legge.
A questo punto come delegati ci chiediamo quale coerenza fra la politica del DIRE e quella del FARE Unicoop Firenze tende a esprimere.
Come RSU ci attiveremo in tutti i modi sia per tutelare le lavoratrici e i lavoratori anche da un punto di vista legale,sia a “smascherare” e denunciare pubblicamente questi atteggiamenti che ricordano il peggio padronato italiano.
Le R.S.U.
Ipercoop Lastra a Signa
Ipercoop Sesto Fiorentino
venerdì 8 febbraio 2008
ESSELUNGA CONTRO COOP
mercoledì 12 dicembre 2007
LA COOP SI "DISTINGUE" ....
Il confronto ha prodotto significativi avanzamenti, anche se non conclusivi, sia sul mercato del lavoro(nel part-time l’elevazione da 18 a 20 ore, nell'apprendistato elevazione della percentuale di conferma dal 70 al 75%., nei contratti a termine trasformazione a tempo indeterminato dopo 36 mesi senza utilizzare l’ulteriore proroga prevista dalla recente Legge;) sia sul tema della flessibilità approfondendo anche le questioni relative alle cooperative minori.
Sul tema del salario le parti, consapevoli della sua emergenza anche sul piano sociale e del calo dei consumi esistente nel nostro paese hanno convenuto l’erogazione di una prima tranche di 50,00 euro mensili di aumento (al IV livello), comprensivi dell’indennità di vacanza contrattuale, a decorrere dal 1°gennaio 2008; il confronto sul salario continuerà nel proseguio del negoziato.
Le parti hanno convenuto inoltre di proseguire la trattativa nel mese di gennaio 2008.
Sull’insieme delle questioni trattate ANCD CONAD si è riservata di fare ulteriori approfondimenti.
