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lunedì 16 gennaio 2012

accade al LIDL

“Mi presento:mi chiamo Emanuele D'Addario, sono pugliese, ho 32 anni, laureato in Economia e Commercio e vivo a Bologna da quando ho un anno. Adesso ho un problema: hai mai sentito parlare della Lidl? E' una società tedesca che si occupa della grande distribuzione di prodotti quasi esclusivamente alimentari, in Italia è famosa per i suoi discount ma non solo.. A dicembre 2005 vengo contattato dai dirigenti della società per fare un colloquio "di sicuro interesse", così comincia tutto:mi offrono 29000 euro l'anno, automobile aziendale, buoni pasto e tutti i benefits del caso per diventare quello che chiamano il Capo Settore, ossia, un quadro intermedio con le stesse mansioni di un capo area ma responsabile di una area provinciale non regionale. Il 15 dicembre lascio il mio vecchio lavoro "responsabile di reparto" in una catena di distribuzione di elettronica, a tempo indeterminato, ed il 2 gennaio approdo da questi tedeschi! Da quel giorno la mia vita viene stravolta! Tutte le mattine in piedi alle 5.00, la mia giornata inizia con lo scarico di camion pieni di merce, naturalmente da solo e con la forza delle braccia, poi sistemo il banco della frutta, del pane e le vasche della carne ed anche qui sollevo chili e chili di merce. Alle 9 apre il negozio al pubblico e solo allora iniziano ad arrivare i primi dipendenti (naturalmente tutti in formazione, con mille dubbi e domande alle quali devo rispondere io)e fino alle 21 il mio impegno è rivolto ad ogni singola mansione presente all'interno di un supermercato. Ovviamente se ho un po’ di tempo mi offrono di andare a pulire il parcheggio scoperto del negozio, perchè d'inverno con la neve è difficile per i clienti parcheggiare. Se rimane del tempo posso anche mangiare qualcosa, chiaramente dopo le 15.30 perchè a pranzo arriva un altro camion da scaricare.
Dopo la chiusura mi occupo di risistemare tutto il negozio (1286 mq) affinché sia perfetto per l'apertura del giorno successivo. Il negozio che mi viene affidato ha anche la fortuna di essere sotto personale a causa del forte turnover e così dopo le 21 sono sempre da solo a lavorare. Se tutto va bene, finisco per le 22.30, se tutto non va bene alle 22.30, quando credo di aver finito la mia giornata, arriva il controllo notturno, ossia un collega che ha il compito di valutare il tuo operato, che non è mai soddisfacente e così te ne rimani fino a notte inoltrata nel tentativo di fare qualcosa di soddisfacente, ricordandoti che il motivo della tua permanenza è solo la tua negligenza.
Ci sono anche le giornate di inventario notturno in cui dalle 5 della mattina si va letto alle 3.30 per ricominciare tutto dopo 1 ora e mezza.
Il giorno di riposo che mi spetta in realtà è bene non utilizzarlo per risparmiare qualche nottata lavorativa, la domenica non è il giorno di Dio, ma il giorno di chiusura della filiale e non si va a messa ma si approfitta dell'assenza dei clienti per fare altri inventari o rifacimenti.
In questo frangente mi capita un lutto in famiglia, per il quale mi spettano 5 giorni visto il viaggio a Brindisi che devo fare, ma i miei superiori hanno pensato che 3 giorni potessero essere più che sufficienti e al mio ritorno mi accusano di aver abbandonato il posto di lavoro senza essermi assicurato che tutto fosse programmato e "a posto" per i 3 giorni successivi.
Mi capita anche un infortunio, e devo chiedere il permesso di assentarmi dal negozio per andare al pronto soccorso a mettere qualche punto alla mia mano, permesso che mi viene accordato dopo 2 ore e, al mio ritorno dall'infortunio, vengo accusato di aver abbandonato il posto di lavoro senza essermi assicurato che tutto fosse programmato e "a posto" per tutto il periodo di degenza.
Questa non è solo la mia esperienza, infatti abbiamo iniziato la formazione in 83 in tutta Italia (13 in Emilia Romagna) ed a oggi ci sono solo 24 persone (3, me compreso in Emilia Romagna)che continuano ad aver la forza di fare tutto questo ogni mattina.
I costi dei prodotti riescono ad essere contenuti perchè l'azienda non è disposta a pagare straordinari (perchè se lavori di più è solo per colpa tua), festività non godute(perchè sei in formazione e più lavori più impari)..
La loro politica è quella del terrore, i dipendenti devono essere impauriti in modo da evitare ogni genere di rivendicazione o richiesta, infatti i sindacati non riescono ad avere una rappresentanza all'interno dei punti vendita.
Cercando in internet ho scoperto decine di testimonianze vicine alle mie, ed addirittura è stato pubblicato un libro "nero" lo Schwarzbuch, del quale è possibile trovare notizia anche su WIKIPEDIA, che racconta gli innumerevoli soprusi della Lidl nei confronti dei propri dipendenti.
Io all'ennesimo insulto ingiustificato, stanco di ricevere chiamate ad ogni ora del giorno, di non avere nemmeno il tempo per recuperare le mie energie, a quattro giorni dal termine del fatidico periodo di prova, ho provato a contestare i loro comportamenti e così sono stato obbligato a presentare la lettera di dimissioni, cosa che sono riuscito a non fare solo grazie all'aiuto di chi ha vissuto con me questi orribili mesi, e che mi ha permesso di non cadere sotto i loro colpi.
Sono in malattia da quel giorno, ho bisogno di ritrovare l'equilibrio che loro mi hanno tolto, e sto affrontando la situazione con l'appoggio di un sindacato, che mi aiuta anche a contestare qualcosa che non mi aspettavo, il licenziamento arrivatomi via telegramma durante la malattia.
La loro politica va al di fuori di ogni logica di mercato,sfruttano le persone fino all'esaurimento e poi le buttano via, tanto per contratti così appetitosi trovano qualche altro ragazzo che pensa finalmente di poter costruire qualcosa per il suo futuro.
Quello che ora sto cercando è sicuramente di riprendermi da questa esperienza, ma vorrei far conoscere alla gente, ovviamente contenta di aver trovato il risparmio sotto casa, da dove questo risparmio viene; non cuciamo i palloni e siamo tutti maggiorenni, ma sopportiamo soprusi e condizioni di lavoro non certo degni di un paese che ha la pretesa di far parte dell'unione europea (il monte ore mensile, 16 ore al giorno per 28 giorni, è di 448 per una base oraria di 3,48 euro, con un contratto da 42 ore settimanali elastiche e l'inquadramento da quadro).
Vorrei scrivere un milione di altre cose, far parlare insieme con me decine di colleghi costretti alle situazioni più impensabili, ma spero almeno di aver aperto una strada per riuscire a far conoscere tutto questo, in modo che nessuno più si trovi nelle condizioni di dover sposare la società per cui lavora e doverLe riconoscere anche i "doveri coniugali".. passivi chiaramente..
Grazie per l'impegno che metti in quello che fai, per tutti.
Emanuele.


FONTE :http://italy.indymedia.org/node/3253

venerdì 9 ottobre 2009

LIDL:esito incontro 18 settembre 2009



Testo unitario
Care compagne, cari compagni,
si è tenuto il 18 settembre u.s., il programmato incontro con Lidl Italia.
La ripresa del confronto dopo una pausa di arresto durata 10 mesi circa, ha reso necessario verificare, innanzitutto, quanto già concordato rispetto a:
Relazioni Sindacali;
Diritti Sindacali;
Lavoro Domenicale.
L'Azienda ha confermato quanto già definito, pur sottolineando il cambiamento del contesto in seguito alla crisi economica. Ci ha fornito, molto brevemente, alcuni dati relativi all'andamento aziendale che indicano un calo del fatturato anche in Lidl, ed un conseguente rallentamento dello sviluppo. Abbiamo quindi chiesto di avere, in un prossimo incontro, tutta l'informativa dettagliata su questo tema.
L'azienda, ci ha quindi illustrato il nuovo sistema di rilevazione presenze, introdotto, per il momento, solo nei magazzini.
Il nuovo sistema rileverà le presenze a minuti per quanto attiene sia i ritardi che gli straordinari. Vi sarà una tolleranza di 15 minuti di ritardo complessivi settimanali, e lo straordinario verrà retribuito a minuti.
Abbiamo chiesto chiarimenti in merito al fatto che alcuni capifiliale impongano il recupero dei minuti di straordinario, e l'azienda ha dichiarato di non aver dato disposizioni in tal senso.
Inoltre, abbiamo contestato l'abolizione dei 10 minuti di pausa retribuiti, da sempre in uso nei magazzini effettuata unilateralmente e senza preavviso da parte dell’impresa a partire dall’inizio del mese di settembre..
Abbiamo quindi affrontato il tema delle pulizie che è il nodo più complesso della trattativa in corso, e che vede le nostre posizioni e quelle dell’azienda troppo distanti. Infine, l’azienda ha posto un ultimo tema di discussione: il superamento del tetto dello straordinario per i primi livelli.
Su questi due temi, abbiamo proseguito brevemente il confronto in ristretta su mandato della delegazione presente. Abbiamo chiesto il superamento del tema delle pulizie, in quanto potrebbe compromettere l’esito del negoziato, ed un approfondimento sul superamento del tetto dello straordinario.
Abbiamo perciò concordato un incontro in ristretta per affrontare i due punti suddetti, per il giorno 23 ottobre presso la sede dell’azienda. Ci siamo impegnati a proporre una rielaborazione del testo che consenta il superamento del tema delle pulizie.
Nella breve riunione del coordinamento che è seguita, oltre a condividere il percorso, abbiamo deciso di chiedere la rapida attivazione della commissione sulla sicurezza, e di effettuare una riunione del coordinamento unitario il giorno 4 novembre 2009 .
Vi comunicheremo successivamente il luogo e l’orario.
Un cordiale saluto
p. La Filcams CGIL Nazionale
( Sabina Bigazzi)

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domenica 3 maggio 2009

ANCORA...


Lidl è recidiva: spia i dipendenti

E’ nella spazzatura, a Bochum in Germania, che sono stati trovate centinaia di schede in cui la catena di discount Lidl aveva raccolto dati sulla salute dei suoi dipendenti assenti dal lavoro, annotandovi anche diagnosi e terapie. Lo ha rivelato il settimanale tedesco Der Spiegel. Azioni illecite, perché in Germania i datori di lavoro non dovrebbero essere in possesso di questi dati. Quelli rinvenuti invece, che interessano lo stato di salute di circa 500 dipendenti, riportano notizie sul loro stato di salute dal maggio 2008 al gennaio di quest’anno. Non solo, ma, come emerge da alcune testimonianze, questi potrebbero essere stati ottenuti dietro pressioni sui dipendenti. Come si spiegerebbero altrimenti annotazioni a mano del tipo: “Vuole rimanere incinta. L’inseminaizone artificiale non funziona”, “problemi psicologici”, “trattamento in una clinica neurologica” ecc.? Secondo i sindacati di Lidl questa schedatura contro la privacy probabilmente è avvenuta in modo sistematico per tutti i dipendenti, tedeschi, almeno (Loidl è presente in 24 paesi, tra cui l’Italia). La notizia è costata il licenziamento in tronco del responsabile del personale della catena Frank Michael Mros. In questo Lidl, che dovrebbe pagare 1,5 mio di euro di multa, è recidiva perché anche nel marzo dello scorso anno (l’ha riportato anche il nostro sito) si scoprì che spiava i suoi dipendenti tedeschi attraverso minitelecamere piazzate nei bagni e utilizzate per raccogliere informazioni di tipo personale e finanziario.
In realtà, stando almeno al quotidiano francese Le Figaro, sembra che in Germania lo spionaggio interno alle imprese sia diventato di moda. Basti pensare che si è dimesso il presidente delle ferrovie tedesche, Hartmut Mehdorn, dopo la scoperta che nel 2002-2003 che, con la scusa della lotta alla corruzione, erano stati spiati 173.000 dipendenti, che lo scorso maggio Deutsche Telekom (in cui il maggior azionista è il governo) fu accusata di aver spiato le conversazioni telefoniche dei suoi vertici con i giornalisti, per scoprire chi passasse alla stampa economica notizie di natura finanziaria e che un’indagine interna ad Airbus Germania ha rivelato nel marzo scorso erano stati spiati i conti bancari di 20.000 dipendenti, incrociandoli con quelli dei fornitori.




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mercoledì 17 dicembre 2008

Ancora LIDL...

ENNESIMO LICENZIAMENTO IN LIDL

Tratto dal nostro forum:"Alessandra Salzano, la delegata Rsu capofiliale di Ravenna 2, ha ricevuto la lettera di licenziamento. L'azienda accusa la capofiliale di aver provocato arbitrariamente la chiusura del punto vendita perchè, in occasione dello sciopero del 15 indetto dalla Filcams, avrebbe cambiato l'orario di lavoro di una lavoratrice. Il provvedimento del licenziamento è assolutamente sproporzionato rispetto a quanto addebitato dall'azienda ad Alessandra. Non bastava il risarcimento danni di 75.000,00 euro chiesto a Trento per lo sciopero, qui hanno addirittura licenziato .... La Lidl siede al tavolo con i SINDACATI per trovare un'intesa per dimostrare che ha cambiato atteggiamento che è più aperta e disponibile al dialogo ma intanto nelle filiali continuano le angherie, i ricatti, le pressioni psicologiche e tanto altro... Secondo me, con un'azienda così non si può iniziare nessuna trattativa!!!"

DOCUMENTO DELLA FILCAMS-CGIL di Ravenna:"quanto è accaduto nella nostra provincia merita alcune riflessioni ed ha tutta la nostra attenzione: Alessandra Salzano, delegata storica Rsa della filiale Ra 2 ed RLS della provincia di Ravenna nonché capo filiale, ha ricevuto sabato 13 dicembre 2008, lettera di licenziamento. Lidl accusa Alessandra di aver provocato arbitrariamente la chiusura del punto vendita, perchè, in occasione dello sciopero del 15 novembre indetto dalla Filcams CGIL avrebbe modificato l'orario di lavoro o meglio cambiato il giorno di riposo di alcune lavoratrici con il fine di tener chiuso il Punto Vendita.I Fatti : tutto il personale aveva dichiarato l'adesione allo sciopero, eccetto 3 persone , con le quali non sarebbe stato possibile garantire l'apertura del negozio, e a quel punto Alessandra nella massima trasparenza e alla presenza di diverse dipendenti ha proposto alle 3 persone interessate o di effettuare la prestazione lavorativa in un altro P.V. aperto o effettuare un cambio turno o utilizzare un giorno di ferie, e le interessate hanno optato per la seconda soluzione, inoltre che l'orario di lavoro di quella filiale è stato ulteriormente modificato successivamente nella stessa settimana anche dall'Assistente, in assenza di Alessandra, senza che questo abbia causato ripercussioni. Vale infine la pena ricordare che gli orari e i giorni di riposo vengono cambiati piuttosto frequentemente, per motivazioni di ordine aziendale.La sanzione comminata dalla Lidl, il LICENZIAMENTO: e' SPROPORZIONATA ed ha come unico scopo quello di liberarsi di una persona scomoda. Le modalità sono note: con motivazioni discutibili vengono licenziate lavoratrici sindacalizzate, iscritte alla Filcams, è già la seconda volta che a Ravenna succede, sempre in prossimità del Natale. Già da tempo arrivavano segnali, aggressioni verbali ed atteggiamenti atti a ripristinare l’ordine e reprimere comportamenti solidali o sindacali. Quelle che parlano e non accettano di essere strumenti dell'azienda, che hanno il coraggio di informarsi dei propri diritti e farli valere e non intendono subire qualsiasi tipo di pressione vengono isolate e con il primo pretesto licenziate. Sono persone scomode per l'Azienda , meglio liberarsene il prima possibile.Tanti passi in avanti sono stati fatti con l'aiuto e l’energia e la tenacia di ALESSANDRA, assieme abbiamo portato il sindacato dentro le filiali e siamo una delle province più sindacalizzate. Le delegate ed i delegati della Lidl Italia hanno intrapreso, ormai da anni, una battaglia per il rispetto dei diritti e delle persone, anche con momenti di forte conflittualità. Ad Alessandra esprimiamo tutta la nostra solidarietà, e ci stiamo attivando con tutte le iniziative di tutela sindacale e legale affinchè vengano riconosciuti i suoi diritti. Auspichiamo che l'Azienda voglia riconsiderare la propria posizione, in caso contrario avvieremo iniziative di lotta a sostegno di Alessandra."
Ravenna, 15 dicembre 2008

Filcams Cgil Ravenna



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mercoledì 22 ottobre 2008

LOW COST Trento, chiesti 74 mila euro a un sindacalista e due cassiere


Lidl denuncia la Cgil «Danni da sciopero»


Non c'è solo il «metodo Sacconi» per contrastare gli scioperi: in attesa della nuova legge preannunciata dal ministro del Lavoro - che restringerà molto le possibilità di protesta - la multinazionale tedesca Lidl applica metodi fatti in casa. La soluzione è quella di denunciare il sindacato che ha organizzato lo stop, insieme ai delegati più in vista: a Trento il colosso dei supermercati low cost ha presentato un esposto contro un sindacalista della Filcams Cgil, Roland Caramelle, e due delegate della stessa sigla. Il motivo dell'azione è legato a uno sciopero svolto nella filiale trentina il 20 settembre scorso, e pare che l'azienda chieda un risarcimento di 74 mila euro. Il condizionale è d'obbligo perché la denuncia non è ancora stata notificata agli interessati, ma la notizia è arrivata dritta dritta dall'azienda qualche giorno fa: il capo area Lidl del Trentino si è infatti recato nella sede del negozio «ribelle», dove ha incontrato le due delegate, il funzionario sindacale e il segretario provinciale della Filcams, comunicando l'avvenuta denuncia. La somma richiesta, anch'essa riferita dal dirigente Lidl, dovrebbe venire dall'addizione del mancato incasso più una sorta di «danno di immagine» che gli scioperanti avrebbero arrecato al marchio, a causa della diffusione dei volantini ai clienti e della copertura che i media locali hanno dato alla protesta: «L'obiettivo di fatturato giornaliero per la filiale di Trento è di 47 mila euro - spiega Caramelle - Ma il giorno dello sciopero l'incasso è stato di soli 1800 euro. I clienti hanno offerto una solidarietà che in tanti anni che faccio sindacato non avevo mai visto: hanno detto che avevamo ragione a protestare, e che anzi avremmo dovuto farlo prima. E parecchi di loro hanno deciso di recarsi a fare le compere altrove, almeno per quella giornata». In negozio sono rimasti solo alcuni capi e una commessa in periodo di prova. Anche alla Lidl di Trento, come nel resto d'Europa, la gran parte dei dipendenti è formata da donne: part time, spesso mamme, con stipendi intorno ai 700 euro mensili. Fasce di lavoratori molto deboli dunque, e ogni sciopero riuscito, perciò, è da salutare come un successo. «Ci siamo fermati per la dignità - spiega il sindacalista Cgil - Può sembrare un concetto astratto, se non si conoscono le condizioni quotidiane di lavoro. Ci sono controlli continui nelle borse delle lavoratrici all'uscita del supermercato: temono furti. Poi fanno i cosiddetti 'test carrello': ispettori con carrelli stracolmi, per verificare che venga battuto ogni prodotto. O mettono soldi in più nelle casse, per testare l'affidabilità e le tentazioni al furto». Ma non basta: «Nella filiale - continua la Cgil - c'è un solo bagno per clienti e dipendenti, e le commesse sono costrette a pulirlo. E c'è il grande problema dei turni cambiati all'ultimo momento: per le mamme è impossibile». La multinazionale del discount, fondata negli anni '30 dalla famiglia Schwarz, si è diffusa dalla Germania in tutta Europa. Il sindacato Ver.di ha dedicato due libri alle vicende dei lavoratori, denunciando una pervicace attività antisindacale: si tratta del «Libro nero» tedesco, focalizzato sulla homeland, e della versione europea, che raccoglie testimonianze da tutti i paesi dove la Lidl si è insediata.


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lunedì 15 settembre 2008

Nuova sezione


DEDICATO ai lavoratori LIDL


Abbiamo ricevuto in redazione delle segnalazioni riguardanti le condizioni di lavoro in LIDL.Alcuni lavoratori ci chiedono di aprire un blog "dedicato".Al momento non siamo in grado di aprirne uno specifico per la "catena Tedesca",non abbiamo contatti che ci permettono di aggiornarlo in maniera costante.Ma abbiamo pensato di aprire all'interno del FORUM una nuova sezione per conoscere meglio le problematiche dei dipendenti LIDL.Dopo appena qualche ora dalla sua "nascita" sono già pervenuti alcuni messaggi...Vi invitiamo a visitarlo e a partecipare alle discussioni.Per leggere gli articoli pubblicati clicca qui.




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venerdì 12 settembre 2008

Ancora LIDL...



Multa di 1,5 mln alla tedesca Lidl per aver spiato dipendenti



Multa di 1,5 mln alla tedesca Lidl per aver spiato dipendenti Catena discount ingaggiò detective per controllare il personale


Multa di 1,5 mln alla tedesca Lidl per aver spiato dipendenti Catena discount ingaggiò detective per controllare il personale
Berlino, 11 set. (Apcom) - La catena tedesca di discount Lidl dovrà pagare una multa di quasi un milione e mezzo di euro per aver spiato sistematicamente i propri dipendenti in Germania. Lo ha detto al sito del settimanale Stern il delegato del Land del Baden-Wuerttemberg per la protezione dei dati personali, Guenter Schedler. L'ammenda, pari a 1,462 milioni, risulta dalla somma delle multe comminate dalle autorità di dodici Laender tedeschi coinvolti dallo scandalo. La società ha già fatto sapere di essere disposta a pagare. A marzo Lidl ha ammesso di aver ingaggiato, tra il 2006 e il 2008, alcuni detective per spiare il proprio personale. Col pretesto di combattere i furti, i detective hanno installato delle mini-telecamere in 219 delle oltre 2.900 filiali che il gruppo possiede in Germania. Lidl ha poi usato i filmati per seguire i comportamenti degli impiegati fin nei minimi dettagli, annotando ad esempio il momento esatto in cui si recavano in bagno. Il gruppo ha successivamente chiesto scusa ai dipendenti. Nei mesi scorsi la stampa tedesca ha rivelato che anche altre catene di supermercati, come Edeka e Plus, hanno spiato il personale.




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martedì 29 aprile 2008


Spionaggio del personale di Lidl

La stampa tedesca ha dedicato molto spazio alla vicenda dello spionaggio del proprio personale in molti punti di vendita attuata in Germania dalla catena di discount Lidl del gruppo Schwarz. Secondo i reseconti che si sono letti la rivista Stern avrebbe ottenuto la disponibilità di centinaia di pagine di trascrizioni di conversazioni telefoniche di dipendenti della catena, trascrizioni che rappresentano una aperta violazione della vita privata dei dipendenti. La maggior parte di tali documenti riguardano punti di vendita operanti nella Bassa Sassonia, ma altri riguardano punti di vendita operanti in Renania - Palatinato, Berlino e lo Schleswig-Holstein.
La pratica dello spionaggio avveniva tramite l'installazione di videocamere miniaturizzate nei punti di vendita, indicate dai dirigenti della catena come misure di prevenzione dei furti e usate invece per tenere sotto controllo il comportamento dei dipendenti. Le rivelazione della stampa hanno scatenato una ondata di reazioni critiche. Il portavoce del Ministro dell'Interno dello Stato federale del Baden - Wuttemberg, ove ha sede il quartier generale della catena Lidl, ha dichiarato di aver avviato una inchiesta sulla possibile violazione delle regole della privacy. Il ministro tedesco con delega alla tutela dei consumatori, Horst Seehofer, ha auspicato l'approvazione di una legge di protezione dei dati dei dipendenti e che in questo caso era indispensabile "una sanzione esemplare". Dal canto suo il responsabile delle risorse umane di Lidl, Jurgen Kisseberth, ha dichiarato che le informazioni e le immagini raccolte sono state usate esclusivamente come mezzi di investigazione sui furti. Egli ha comunque aggiunto che si tratta di mezzi di investigazione abbandonati ancor prima che la stampa sollevasse il caso e che ora la tutela della proprietà della catena avviene tramite esclusivamente videocamere ben visibili.

FONTE:INFOCOMMERCIO.IT

domenica 30 marzo 2008

ANCORA LIDL...


Lunedi 31 Marzo Sciopero a Chieri
Contro Gli Abusi Della Lidl

Sono il capo filiale della lidl di Chieri in provincia di Torino, con la presente vi comunico di essere stato licenziato dopo circa sei anni di duro lavoro, senza un giustificato motivo, a fronte di questa ingiustizia ho organizzato uno scipero lunedi 31/03/2008 con la collaborazione di tutti i miei colleghi. Ci saranno i giornali e una tv saranno in molti che sosteneranno la mia causa. Questo sciopero è stato indetto dall'ente preposto filcams CGIL, alchè, i clienti e i cittadini d'italia vengano informati circa i criteri che quest'azienda adotta verso i propri dipendenti. Inoltre protestiamo perche l'azienda tratta disumanamente i propri lavoratori a cominciare dai turni e dai ritmi di lavoro e per la violenza psicologica che ci viene inflitta, con minacce di farci perdere il posto se non ci sottomettiamo ai voleri dell'azienda!!! protestiamo perchè pretendiamo rispetto come esseri umani. Mi batterò fino alla fine per far chiarezza, affinchè tutti i dipendenti della lidl non subiscano ulteriori ingiustizie. Sono troppi gli anni in cui questa azienda prospera sulle spalle dei dipendenti ADESSO BASTA!!!
CHIARA Andrea

FONTE

martedì 1 gennaio 2008

LIBRO NERO


LIBRO NERO LIDL EUROPA...
2 PARTE.


In prevalenza vengono assunte solo donne ,perche' dal punto di vista sociale sono le piu' deboli.Devono fare anche quei lavori che normalmente fa un magazziniere:aiutare quando si scaricano i TIR,sollevare pesantissime pedane (pancali) con le mani,sollevare a fatica merci di ogni genere,buttare l'immondizia e i cartoni e via dicendo.poi il lavoro continua nello spazio adibito alla vendita:bisogna farlo entro 15/20 minuti e l'intero pancale è alto 2.50 m.E se non sei abbastanza veloce,seguono i richiami e le perquisizioni.Devi fare queste cose ininterrottamente per 6 ore,acnhe quando sei assunto come lavoratore part-time.

"Erano sempre 2 ore di straordinario.Lidl è dell'opinione che il lavoro puo' essere svolto tranquillamente in 4 ore e se non ci riusciamo è perche' siamo noi troppo lenti e quindi dobbiamo recuperare il tempo.Questa è una grossa bugia.Anche perchè dopo la chiusura del negozio bisogna pulire tutto , dato che la filosofia aziendale prevede anche la pulizia dei locali riservati al personale.Inoltre devono essere puliti l'interno locale di vendita,con scopa e spazzolone,e la zona della cassa,a mano con lo straccio.Poi il magazzino,i bagni e il parcheggio.

In caso di inventario c'era scritto sul contratto che per farlo avremmo avuto bisogno di 2 ore le quali sarebbero state associate al normale orario di lavoro.In realta' le donne del turno giornaliero lavoravano dalle 9 del mattino alle 5 del pomeriggio ,senza andare in bagno.Quasi superfluo dire che nessuno straordinario veniva pagato.

Per l'intera gamma di frutta e verdura bisogna conoscere il codice di 4 cifre a memoria.E se guardi tra gli appunti,perche' sei stanco e non ti ricordi piu' il prezzo del sacchetto di arance da 3 chili ,allora vieni strigliato come se fossi un cretino.

Se non passiamo l'articolo alla cassa abbastanza velecemente sul nastro e il capo-settore se ne accorge durante un suo controllo ,veniamo strigliate.E poi dobbiamo passare i test.Fingono un furto come controllo,ad esempio nascondono qualcosa nella borsa per metterti alla prova.Quando non sono soddisfatti ,allora devi iniziare a preoccuparti."


Testimonianza registrata da Susanne Streif.
Fonte:"Lidl libro nero d'europa" di Andreas Hamann

mercoledì 21 novembre 2007


Prezzi convenienti a spese dei dipendenti


LIBRO NERO
LIDL EUROPA
prima parte

"I gestori di discount in Italia,Lidl sopratutto,credono ancora di potersi muovere nell'ombra",dice Giuseppe (nome modificato) da Milano."riguardo alle condizioni di lavoro si comportanocome se nessuno vedesse niente.Ma questo e' naturalmente un grande errore".Giuseppe in quanto membro del sindacato si augurerebbe un collegamento in rete di circa 7000 dipendenti Lidl,ad esempio attraverso una pagina internet.In Italia Lidl manda avanti quasi 400 negozi:sono lontani da questa cifra quelli che hannouna rappresentanza sindacale."L'azienda fa di tutto per renderti la vita difficile,se entri nel sindacato".Anche presso Lidl Italia la cifra indice per la produttivita' e' il metro di tutto,"molto piu' importante degli uomini,sia dei dipendenti dell'azienda che dei clienti.La si ricava dividendo il fatturato giornaliero per il numerodelle ore necessario a produrlo,per esempio25000euro in 60 ore risultano essere 415 punti.Solo fintantoche ' il rapprto giornaliero della filiale documenta che si stasopra i 350 punti,per il capo-settore e' tutto a posto.Ma purtroppo il risultatosi basa sullo stress e sul lavoro duro e inumano,perche' il contingente di ore e' calcolato al limite delle possibilita'".

Tra i dipendenti Giuseppe ha individuato due tipi base:


  1. "Alcuni dopo un certo lasso di tempo ,capiscono di essere sfruttati,ma passano la vita a lamentarsi,senza cambiareniente,perche' hanno paura e perche'pensano di ricevere una specie di premio-fiducia con il loro costante cedere.Queste persone dimenticano che saranno definite inutili quando dopoforse 10 anni non saranno piu' nelle stesse condizioni fisiche per correree caricare pesi.A quel punto si consiglia loro di mollare,attraverso il mobbing li si mette sotto pressione,tanto che arrivano a firmare da soli il proprio licenziamento.

  2. "Si tratta di quei dipendenti che chiedono il rispetto da parte del datore di lavoro.Rifiutano un tale clima all'interno dell'azienda e decidono di difendere i propri diritti,tanto piu' che nel contratto di lavoro non e' stabilito che un dipendente Lidl debba correre costantemente ed avere un'alta produttivita'.A volte diventano membri del sindacato e a quel punto inizia la battaglia vera e propria.L'azienda fa di tutto per renderti la vita difficile o per provocare errori che poi portano ai richiami.Ti fanno fare i turni piu'stressanti e piu' faticosi,e puntano sul fatto che tu vada in tilt.Alla fine molte persone mollano e se ne vanno".


Nel 1992 la Lidl ha aperto la sua prima filiale ad Albenga,provinciadi Savona e proprio li' si e' guadagnata il giudizio di "antisindacale"durante un processo del tribunale del lavoro.



Fonte:LIBRO NERO LIDL EUROPA di Andreas Hamann


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