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sabato 19 settembre 2009

adesso arriva....IL GRATTA E VINCI...

Supermercati Tigro
Uno strano concorso: in palio 10 posti di lavoro con contratto a tempo determinato

“Ho fatto la spesa ho trovato lavoro” è lo strano concorso dei supermercati Tigro, catena della grande distribuzione presente soprattutto nel nord Italia. Dal 1 settembre al 30 settembre facendo la spesa in uno dei negozi a marchio Tigro è possibile partecipare ad un concorso a premi: se il cliente è fortunato potrà vincere uno tra gli oltre 30.000 premi, buoni spesa e partecipare all’estrazione di 10 posti di lavoro con contratto a tempo determinato.
Un asterisco specifica inoltre che il premio è cedibile, i posti di lavoro sono riservati ai residenti nel territorio Italiano, che avranno compiuto 18 anni al 30 Settembre 2009.

“Questa vicenda, alquanto singolare, va affrontata e non taciuta” a sostenerlo è Lucia Anile segretaria generale della Filcams di Varese “in un momento di crisi economica, questa trovata pubblicitaria è fuori luogo e certamente non corrispondente ai principi fondamentali della costituzione. È un atto che non deve passare in osservato.”.
La Filcams è disponibile ad affrontare e cercare di risolvere tutti i problemi che questa Azienda pone, sempre che il tutto avvenga nel rispetto delle regole e in funzione del rispetto dei ruoli. “Se la Tigros” prosegue la segretaria “ ha la necessità di incrementare i livelli occupazionali lo faccia nel rispetto della dignità della persona”.


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giovedì 11 dicembre 2008

IN PIAZZA



Lo sciopero generale del 12 dicembre

"Così come abbiamo bene rappresentato le ragioni della categoria il 15 novembre a Piazza Navona, vi chiediamo un nuovo sforzo per contribuire alla riuscita dello sciopero e delle iniziative promosse dalla Cgil il 12 novembre. Sarà quella un’altra occasione per portare davanti al Paese i problemi del nostro settore, che parlano degli stessi problemi del Paese. A partire dal progressivo indebolimento dei redditi da lavoro e da pensione, che colpiscono i nostri lavoratori due volte, la prima come consumatori, la seconda come dipendenti del settore della distribuzione o del turismo, o dei servizi, che vedranno messo a rischio il loro posto di lavoro, proprio per effetto del calo della domanda di consumi.

Noi non disprezziamo tutto ciò che può andare in tasca ai cittadini, ma il pacchetto anticrisi del Governo non assume la portata, la dimensione di questa crisi e la necessità di affrontarla con terapie d’urto, con provvedimenti eccezionali, come eccezionale è la crisi. Dovremmo mettere in campo una manovra di circa 1,5 punti di PIL nei prossimi due anni ed invece si offre un piatto di lenticchie attraverso la social card. Noi parliamo di rilancio dell’economia reale, della produzione, degli investimenti pubblici, come ha fatto Gordon Brown nel suo Paese, per fronteggiare il rischio recessione, soprattutto nel Mezzogiorno e qui parliamo del raddoppio dell’Iva agli abbonati Sky. Siamo proprio su due lunghezze d’onda diverse. Gli stessi provvedimenti previsti per il sostegno al reddito delle fasce di lavoratori sprovvisti di ammortizzatori vengono “appaltati” alla bilateralità, con una scelta di deresponsabilizzazione del soggetto pubblico, dalla costruzione di un sistema universale di tutele. Se il Governo ha ritirato il preannunciato provvedimento sulla detassazione degli straordinari, significa che cambiare si può, soprattutto se è in campo una iniziativa forte e coerente del sindacato ed è per questo che la Cgil decide di essere in campo, per dire che le misure sono insufficienti, che vanno modificate, rafforzate, secondo la piattaforma approvata all’Assemblea dei Quadri e Delegati, sulla quale stiamo discutendo con le lavoratrici ed i lavoratori. Sostegno all’occupazione, al reddito, agli investimenti pubblici e privati, rafforzamento della coesione sociale, qualificando il welfare. Sospensione degli effetti della Bossi-Fini. Questa è il nostro piano anti-crisi, ispirato in gran parte alle piattaforme unitarie, elaborate in questi mesi, che noi intendiamo sostenere con coerenza e decisione.
Comitato Direttivo Nazionale Filcams Cgil – Roma, 3-4 dicembre 2008 Relazione di Franco MARTINI, Segretario Generale Filcams Cgil
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venerdì 12 settembre 2008

Caro vita



L'inflazione non è uguale per tutti

Il caro vita colpisce i salari più bassi. Colpa di una rilevazione che elimina le differenze tra le classi di reddito. L’opinione di tre centri di ricerca: Istat, Eurispes e Ires
di Manuele Bonaccorsi
Difficile incontrare per strada il vero “italiano medio”, la sintesi perfetta tra 58 milioni di individui, ognuno con i propri gusti ed eccentricità. Chi di mestiere fa statistiche, però, con il signor Rossi ha a che fare tutti i giorni e a lui ha molto da chiedere. A partire da cosa consuma. Il signor Rossi, il cui reddito familiare - ammettiamo - è di 2.000 euro, ne spende 336 in beni alimentari e solo 26 in pane. Paga un affitto - beato lui - di 42 euro, 60 tra gas ed elettricità, altrettanti per l’arredamento. Spende 300 euro per i trasporti, ma solo 44 in benzina. Importante: il signor Rossi non ha un mutuo, e quindi può permettersi di pagare al ristorante un conto di 97 euro. Non vi riconoscete nel carrello della spesa del Signor Rossi? È perchè l’uomo medio non esiste. Ma sulla base dei suoi consumi l’Istat ogni mese calcola le variazioni dei prezzi, l’inflazione. Un tasso che serve a decidere le politiche economiche e fiscali dei governi, a rinnovare i contratti di lavoro, a garantire l’ancoraggio delle retribuzioni ai prezzi. Insomma, ogni singolo bene che il signor Rossi consuma ha un’importanza cruciale per la distribuzione dei redditi del paese.

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lunedì 1 settembre 2008

storie...


Come si lavora nella grande distribuzione

Sono la mamma di un ragazzo caporeparto di uno dei 67 ipermercati Carrefour e, leggendo la lettera della mamma del capo filiale della Lidl della Puglia ho ritenuto di scrivere questa lettera per far conoscere le condizioni in cui operano alcune fasce di dipendenti in un’altra multinazionale della grande distribuzione quale è la società di distribuzione Carrefour.
Il contratto di lavoro di mio figlio è di 38 ore settimanali e invece lui, come gli altri dello stesso livello, lavora non meno di dieci ,dodici ore al giorno per sei giorni consecutivi.
Non so se questa è da considerarsi una situazione normale.
Questi ragazzi e non solo mio figlio sono trattati dai loro superiori non come persone che collaborano al buon funzionamento dell’azienda ma come gente da sfruttare il più possibile. La multinazionale Carrefour, per essere davvero una seria e grande azienda,la seconda al mondo e la prima in Europa per fatturato, come essa si ritiene, ha bisogno non solo di maggiore personale che operi nei punti vendita, ma di dirigenti più umani e di una migliore organizzazione del lavoro e di non ricorrere a queste forme vergognose di sfruttamento continuato perché il dipendente impegnato 10,12 ore al giorno lavora con grave rischio per la propria sicurezza sul posto di lavoro e con seria possibilità di ammalarsi e di esaurirsi..
C'è bisogno che anche il lavoro dei capireparto venga regolato con l’utilizzo del cartellino all’inizio ed alla fine della giornata lavorativa che confermi le ore giornaliere effettivamente prestate come in tutte le aziende che si rispettino.
Perché IL CARTELLINO CHE ACCERTA L'ORA DI INIZIO E L'ORA DI FINE LAVORO non funziona per i capireparto e i capisettori? Forse per quella misera indennità mensile di funzione? Come viene attuata la cosiddetta flessibilità d’orario è meglio eliminare dal contratto l’aggiuntiva indennità di funzione e siano regolarmente pagate le ore eccedenti il normale orario di lavoro ed, esistente tale norma, soprattutto essa venga fatta rispettare con la quantificazione giornaliera delle ore effettivamente prestate.
Come madre chiedo a tutte le istituzioni competenti in materia (Sindacati,Ispettori del lavoro,forze dell’ordine....), di effettuare i dovuti controlli sugli orari di tutti i dipendenti e soprattutto delle categorie interessate alla flessibilità d’orario, non solo nei punti vendita Carrefour ma, poiché tale fenomeno sembra ampiamente diffuso, in tutta la grande distribuzione. Sono certa che, come mio figlio, tutti i ragazzi che operano nella grande distribuzione hanno tanta voglia di lavorare ma chiedono solo di non essere sottoposti a simili forme sfruttamento da parte di aziende che se ne approfittano solo perchè è molto difficile lasciare un posto di lavoro ed andare alla ricerca di un altro. Questi ragazzi desiderano solo lavorare con serenità ,in sicurezza e, soprattutto,dedicare la loro esistenza anche alla propria famiglia ed alla vita sociale.Una madre molto preoccupata del futuro del proprio figlio




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giovedì 21 agosto 2008

off topic...


E' SUCCESSO IN ITALIA?



SCIOPERO GENERALE PER I SALARI

Si è svolto ieri UNO sciopero generale dopo oltre tre anni di governo di UN presidente socialista . Il sindacato chiede un minimo salariale , una riduzione delle ore lavorative, più fondi pubblici per l'educazione nonché una serie di abrogazioni di leggi.Tutti i servizi, dalle scuole alle banche, sono stati sospesi, mentre negli ospedali era in funzione solo il servizio di emergenza.


SAPETE DOVE E' SUCCESSO TUTTO QUESTO?


IN URUGUAY a Montevideo.

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sabato 29 marzo 2008


MA QUANTO GUADAGNANO I DIRIGENTI?


Pubblichiamo un articolo apparso il 17 novembre 2006 su THE RETAILER...


Trade Business è una di quelle famose riviste di settore che conosci solo se bazzichi certi ambienti. Gli argomenti sono quindi molto specifici e le tirature sono commisurate a un pubblico non di massa (con relativo prezzo di copertina non esattamente basso, ma comunque neppure esagerato per un mensile). Come suggerisce il nome, la rivista si occupa di normalmente di commercio e distribuzione. E a mio giudizio lo fa anche piuttosto bene con un discreto approfondimento e delle rubriche molto ben delineate.
Il numero di questo mese, però, è diverso. Perchè? Perchè c'è un bel dossier dal titolo "I 500 migliori manager italiani. Chi sono e quanto valgono sul mercato". Sfruttandolo e sfogliandolo, togliamoci un po di curiosità:
La top ten è fatta da chi guadagna oltre 1,5 milioni di €. Manco a dirlo fra i 25 eletti la parte del leone la fanno i manager del settore finance (banche e assicurazioni)
Medaglia d'argento per chi è fra 1 e 1,5 milioni di €. E qui c'è la prima sorpresa: Paolo De Gennis. Chi è? Il vicepresidente e direttore generale di Esselunga.
Le Coop. Fra i 500 mila e il milione di € troviamo i presidenti di Coop Lombardia (Silvano Ambrosetti), di Coop Adriatica (Gilberto Coffari), di Coop Nordest Marco Pedroni, Vincenzo Tassinari Presidente di Coop Italia e Mario Zucchelli di Coop Estense (non male per una cooperativa, no?).
Diverse le presenze fra i 500 e il milione di altri protagonisti della GD/GDO (l'AD e il direttore generale di Conad, il presidente di Sisa, l'ad di Gruppo Pam, il direttore generale di Metro Russia). E ancora l'AD di Ikea Italia, Stefano Beraldo (l'Amministratore delegato di Coin) l'AD di Mediamarket (e quindi di Mediaworld), Pierluigi Bernasconi. Vittorio Radice di Rinascente, l'Ad di Upim
Ovviamente nelle fasce più "basse" (fra 350 e 500 mila €, 250-350 mila e 150-250mila) le file dei manager del retail si ingrossano. Ovviamente sulla rivista ci sono alcuni approfondimenti su largo consumo e retail.




martedì 25 marzo 2008

Riceviamo e pubblichiamo



ANCORA...

SULLO SCIOPERO DEL 21 MARZO!


La Filcams-CGIL di Pisa ringrazia le lavoratrici ed i lavoratori del Terziario, Commercio, della Distribuzione e della Distribuzione Cooperativa per l’altissima adesione allo sciopero del 21 marzo scorso a sostegno del rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto da 15 mesi

La Filcams-CGIL di Pisa informa che nel Terziario Privato l’adesione allo sciopero è stata del 90% all’Iper Panorama, del 95% nella rete di vendita della PAM, dell’80% all’Iper Conad-Le Clerc di Madonna dell’Acqua, dell’60% alla Metro di Ospedaletto, del 60% all’Ipermercato Carrefour di San Giuliano Terme.

Nella Distribuzione Cooperativa l’altissima adesione allo sciopero ha portato alla chiusura di molti negozi dell’Unicoop in quanto si è verificata una adesione del 100% ed alla chiusura prima dell’orario previsto di molti altri punti vendita come l’Ipercoop di Cascina, Ponsacco, San Miniato, Santa Croce, Castelfranco, Cascina, Metato con una percentuale di adesione dell’oltre 90% delle lavoratrici e dei lavoratori.

La Filcams-CGIL di Pisa denuncia e stigmatizza le pressioni da parte delle Aziende esercitate sulle lavoratrici e sui lavoratori per non aderire allo sciopero e soprattutto il gravissimo episodio che si è verificato nel Negozio Incoop di Pisa Porta a Lucca dove i lavoratori in sciopero sono stati sostituiti con altri lavoratori provenienti da altri punti vendita.

Quanto è accaduto e’ gravissimo perché la totalità dei lavoratori in quel negozio ha scioperato!

La Filcams-CGIL di Pisa auspica che lo sciopero del 21 marzo possa contribuire ad una rapida soluzione della trattativa per il rinnovo dei contratti, per respingere il tentativo della Confcommercio di introdurre il concetto di orario medio settimanale, di abolire il giorno di riposo obbligatorio dopo sette giorni di lavoro e di ridurre a 8 ore la pausa di lavoro tra un giorno e l’altro e auspica che la Distribuzione Cooperativa decida di distinguersi mantenendo, con coraggio, le disponibilità che sono state diffuse dopo la rotture del negoziato del 19 marzo.

La Filcams-CGIL di Pisa ritiene indispensabile che il tavolo negoziale, oltre al salario, raggiunga gli obiettivi di mantenere l’orario di lavoro dal lunedì al sabato, con il lavoro domenicale e festivo come eccezione, pagato come straordinario con demando alla contrattazione aziendale delle regole e le modalità di svolgimento.

Filcams-CGIL Pisa

venerdì 21 marzo 2008

una "lunga" giornata

SCIOPERO:COME E' ANDATA...
RASSEGNA STAMPA.

Diciamo subito che lo sciopero dei lavoratori della GDO non è apparso,almeno fino ad oggi,su nessun giornale e nessuna TV nazionale.L'ennesima dimostrazione che siamo dei lavoratori FANTASMA!
ADESIONI:commercio 70% cooperative 80%

E' del 70 per cento, con punte dell'80, l'adesione allo sciopero da parte dei due milioni di lavoratori del commercio, indetto da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto, scaduto da 15 mesi. I sindacati parlano di adesioni 'massicce': 65-70 per cento in media, con punte dell'80 nella distribuzione cooperativa. Lo sciopero è stato deciso per protestare 'contro l'atteggiamento delle aziende che stanno tentando di boicottare il negoziato attraverso l'erogazione unilaterale di 55 euro', cifra che i sindacati ritengono comunque insufficiente. 'L'alta adesione allo sciopero - continua il comunicato sindacale - è l'ennesima prova di partecipazione dei lavoratori di fronte a questo complesso rinnovo, che ha registrato una nuova battuta d`arresto'.

I lavoratori della distribuzione cooperativa hanno aderito per oltre l'80 per cento allo sciopero indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil a sostegno del rinnovo del contratto scaduto da 14 mesi. A dirlo sono gli stessi sindacati in una nota: 'L'adesione massiccia dei lavoratori registrata in tutte le regioni ha provocato la chiusura totale di moltissimi negozi minori e un servizio ridottissimo nei negozi Ipercoop, molti dei quali sono stati costretti alla chiusura pomeridiana'. Ciò avviene, sottolineano le tre sigle, 'nonostante le pressioni delle Associazioni Cooperative fatte sui lavoratori per disincentivare la partecipazione'.

Fonte:rassegna.it

giovedì 20 marzo 2008

SCIOPERO CONFERMATO!

LE LAVORATRICI E I LAVORATORI del COMMERCIO TERZIARIO E SERVIZI e dellaDISTRIBUZIONE COOPERATIVA (COOP) in SCIOPERO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE

VENERDI 21 MARZO 08 SCIOPERO PER L’INTERA GIORNATA

UNO SCIOPERO:
• PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DI LAVORO NAZIONALE SCADUTO DAL 31.12.2006.
• PER UN AUMENTO SALARIALE CHE SALVAGUARDI ED ESTENDA IL POTERE DI AQUISTO.
• CONTRO LA LOGICA DI UNA ESTENSIONE ILLIMITATA DELLA FLESSIBILITA’.
• CONTRO LA LOGICA DELLA RIDUZIONE DEI COSTI DEL LAVORO, ATTRAVERSO LA RIDUZIONE DEI DIRITTI E DELLE TUTELE.
• CONTRO LA LOGICA DEL LAVORO DOMENICALE E FESTIVO COME LAVORO ORDINARIO.

Filcams.Cgil - Fisascat.Cisl - Uiltucs.Uil
"La trattativa -affermano i sindacati- è partita male, poiche' Confcommercio ha ripresentato una serie di posizioni che tendono alla destrutturazione del contratto nazionale e a ridurre il ruolo del secondo livello di contrattazione. Confcommercio ha ribadito che i costi del contratto debbono essere recuperati attraverso un incremento di produttivita', flessibilita' e derogabilita' in peggio di alcune norme contenute nel contratto nazionale e nella contrattazione aziendale. Sul salario Confcommercio ha dichiarato che i 'calcoli matematici' portano a 55 euro nel biennio a regime, contro i 78 richiesti".Fonte(Asca)

domenica 16 marzo 2008



PREPARIAMOCI ALLO SCIOPERO DEL 21 DI MARZO!


Se confcommercio il 17 18 e 19 non abbandonerà queste proposte "indecenti" lo sciopero dovrà essere fatto e fatto bene...
  • peggiorare il contratto nazionale in caso di nuove aperture e in alcune aree che presentano problemi occupazionali

  • peggioramento del pagamento dei primi tre giorni di malattia a fronte di un miglioramento dal 4° gg. In poi.

  • gli apprendisti passino da 38 a 40 ore settimanali a parità di salario facendo così perdere le 72 ore di permessi individuali retribuiti per tutta la durata dell'apprendistato.

  • vogliono introdurre il concetto di lavoro ordinario per le domeniche e l'obbligatorietà per le domeniche previste dalla legge Bersani, con maggiorazione pari al 10% e l'obbligatorietà per il 50% delle altre domeniche decise dai Comuni con la maggiorazione del 15%.

  • per l'aumento salarie hanno ipotizzato 55 euro contro i 78 chiesti nel biennio

C'e' da sottolineare che, mentre i lavoratori, per avere i 78 euro dovrebbero restituire tutto quanto sopra elencato, nel frattempo Confcommercio ha rinnovato il CCNL dei Dirigenti che prevede un incremento salariale di 1.000 euro mensili in tre trance nel triennio (di cui 500 assorbibili), con l'una tantum pari a 1.500 euro a titolo di arretrati per il 2007. Ricordiamo che legato all'esito del contratto del commercio c'e' quello delle cooperative che pur avendo mostrato un "qualche" timido passo la "STORIA" ci insegna che hanno sempre firmato un minuto dopo confcommercio...mai il contrario.

fonte

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SCIOPERO COOPERAZIONE

SCIOPERO DEL COMMERCIO

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domenica 13 gennaio 2008

TEMPI MODERNI


SALARI IN ROSSO,MORTI BIANCHE,TUTE BLU


Potremmo sintetizzare con questi tre colori la situazione dei lavoratori italiani che nel 2007 si sono visti perdere molto del loro potere d'acquisto,il non-rispetto delle leggi in materia di sicurezza sul lavoro e i mancati rinnovi contrattuali.
SALARI IN ROSSO:alcuni esempi di retrubuzioni LORDE ANNUE europee...
OPERAIO ITALIANO 20.660 euro
OPERAIO TEDESCO 37.000 euro
OPERAIO FRANCESE 27.000 euro
MANAGER ITALIANO 77.500 euro
MANAGER TEDESCO 74.370 euro
MANAGER FRANCESE 71.000 euro
fonte Ocse (da IlSole24ore,5-1-99).E' sempre piu' difficile arrivare alla 3° e non piu' alla quarta settimana del mese.Alcuni vedono come soluzione al problema FORTI detassazioni e aumenti salariali provenienti da rinnovi contrattuali nazionali.
MORTI BIANCHE:Una volta si diceva che "lavorare stanca" adesso "lavorare uccide"!Ecco le parole di Marco Travaglio:"Abbiamo continuato a preoccuparci in questi anni del terrorismo islamico che, fino a prova contraria, qui in Italia non ha sparato neppure un petardo e per accorgerci della vera emergenza di questo paese, le morti sul lavoro dobbiamo invece aspettare che siano almeno in cinque contemporaneamente a rimetterci la vita, quando in un anno muoiono sul lavoro mille, mille e cinquecento persone".
NON SI PUO' MORIRE DI LAVORO,NON SI DEVE MORIRE DI LAVORO!
TUTE BLU:la vicenda del rinnovo del contratto dei metalmeccanici;la segreteria della Fiom ha giudicato irricevibile la proposta di Federmeccanica sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici. L'ha detto il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini, aggiungendo di aver quindi chiesto a Federmeccanica «un altro documento perchè quello consegnato è irricevibile. Se non lo presentano per noi la trattativa è finita qui», ha spiegato sabato pomeriggio.
Al confronto tra industriali e sindacati sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici hanno partecipato Federmeccanica, Assistal e le associazioni territoriali più rappresentative (Torino, Milano, Vicenza) oltre ai tre leader di Fim, Fiom e Uilm. La controproposta degli industriali su tutti i capitoli del contratto (salario, mercato del lavoro e orario). Per quanto riguarda il salario Federmeccanica - ha spiegato il direttore generale Roberto Santarelli - si dice pronta ad offrire un aumento di base di100 euro medi mensili su 24 mesi. Ieri, i sindacati avevano giá ribadito le proprie posizioni: 117 euro più 30 per chi non ha contrattazione integrativa di incremento salariale; un giorno di straordinario comandato in più; la monetizzazione di un Par (premesso annuo retribuito); un meccanismo plurisettimanale con un percorso più stringente per gestirne l'applicazione.
fonte il sole 24 ore.