venerdì 14 settembre 2012

Coop Estense > Riprendiamoci il contratto aziendale




A seguito del terremoto nella bassa modenese e ferrarese, le categorie del commercio di CGIL, CISL e UIL hanno proposto una tregua che partisse dalla ripresa dell’applicazione del contratto aziendale. Abbiamo ritenuto opportuno sospendere l’iniziativa di sciopero, rinviando le iniziative.Ora quella iniziativa riprende, con l’obbiettivo di riconquistare il contratto aziendale.


RIPRENDE LA MOBILITAZIONE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI
COOP ESTENSE:
 
RIPRENDIAMOCI IL CONTRATTO!
Il primo maggio, festa del Lavoro, Coop Estense azzerava mezzo secolo di contrattazione aziendale. Un atto violento, inedito nel panorama cooperativo, al quale è seguita la mobilitazione del sindacato e delle rappresentanze sindacali, con l'indizione di una giornata di sciopero.
A seguito del drammatico terremoto del 20 e 29 maggio, le categorie del commercio di CGIL, CISL e UIL avevano scritto a Coop Estense proponendo una tregua, che partisse dalla ripresa dell’applicazione del contratto aziendale. L'azienda rifiutava, sostenendo di non essere in grado di modificare i programmi informatici, e che in ogni caso non esisteva più alcun contratto aziendale.  Nonostante l’atteggiamento sprezzante dell’azienda ritenevamo opportuno sospendere l’iniziativa di sciopero, rinviando le iniziative.
Ora quella iniziativa riprende, con l’obbiettivo di riconquistare il contratto aziendale.Riprendono quindi le assemblee nei luoghi di lavoro, le iniziative legali per contrastare gli effetti della disdetta, le iniziative di sciopero e altro.
L’assenza del contratto aziendale determinerà nel tempo un danno economico quantificabile fino a 3/4000 Euro in meno per ogni lavoratore. Non quantificabile, ma enorme, il danno ai diritti, con l’azzeramento di norme conquistate e difese negli anni, prima tra tutte le modalità di distribuzione degli orari di lavoro. Senza contratto, senza regole, si rischia la “Legge del bastone e della carota”, dove la carota sono però soltanto i diritti di base.
Dopo la disdetta del contratto è giunta a conclusione una oscura ed intricata manovra finanziaria che ha portato Coop Estense, assieme ad altre cooperative, ad acquistare per 400 milioni di euro l’assicurazione Fondiaria SAI, azienda del Gruppo Ligresti che ha avuto negli ultimi due anni due miliardi di passivo. Coop Estense ha investito quasi 40 milioni di euro.
Tutto ciò dopo che l’altra grande operazione finanziaria, quella di Unipol (di cui è stato Presidente Mario Zucchelli), aveva determinato decine di milioni di perdite per Coop Estense,  a seguito del crollo vertiginoso del valore delle azioni,
Troppo facile vedere un legame tra la decisione di risparmiare qualche milione di euro delle retribuzioni dei lavoratori e l’ennesima azzardata operazione finanziaria del gruppo dirigente di Coop Estense.

QUESTO SI NASCONDE DIETRO IL SALARIO DI MERITO, E’ NECESSARIO CHE TUTTI LO SAPPIANO.
SI TOLGONO SALARIO E DIRITTI AI LAVORATORI PER INVESTIRE IN AZZARDI FINANZIARI.

Già ora Coop Estense è l’azienda dove sono più bassi i livelli di inquadramento. E’ quella che ha interpretato in modo più estremo la liberalizzazioni degli orari, impedendo accordi di riduzione delle aperture. Mentre nelle altre grandi imprese del settore si lavora mediamente una domenica su tre, od al massimo una su due, in Coop si lavorano tre domeniche ogni quattro, o anche peggio.
Per questo una delle iniziative del sindacato riguarderà proprio il lavoro domenicale, per come lo interpreta Coop Estense.
Coop Estense assume da tempo solo con la formula del part-time. L’uso che del part-time si fa in azienda è per molti versi illegittimo, e comunque estremo. Il part-time non è per Coop un lavoratore ad orario ridotto, ma un lavoratore “a disposizione”, con l’eterno ricatto dell’incremento delle ore.
Negli ultimi mesi è ulteriormente peggiorata la qualità del lavoro, e conseguentemente del servizio a soci e clienti. Gli organici e le ore lavorate sono diminuite; si lavora peggio e male, e tutti lo sanno. Crescono le proteste dei clienti per i disservizi, spesso coinvolgendo i lavoratori che non ne hanno nessuna responsabilità.

Le lavoratrici ed i lavoratori Coop Estense non ci stanno ad assistere al degrado del loro lavoro.
Non ci stanno ad assistere alla distruzione di quel poco che resta di “spirito cooperativo”.
Non ci stanno ad assistere senza reagire al mancato rispetto di Leggi e Contratti.
Non possono accettare che con un tratto di penna si cancelli mezzo secolo di contrattazione.

PER QUESTO RIPRENDE LA MOBILITAZIONE IN COOP ESTENSE
PARTECIPATE ALLE INIZIATIVE CHE SARANNO COMUNICATE

Modena, 10/9/2012

RSU/RSA Coop Estense
Filcams CGIL – Fisascat CISL – Uiltucs UIL
Modena

giovedì 13 settembre 2012

Unicoop Firenze , firmata l'intesa per il nuovo integrativo . Ecco i testi .






E' di questi giorni la notizia dell'avvenuta firma dell'ipotesi d'accordo in Unicoop Firenze (8000 dipendenti) . 

-Passaggio di 250 lavoratori da part time a full time.

-Chiusura di 7 festività nazionali tra queste 25 aprile 1 maggio.

-Lavoro domenicale, conferma delle maggiorazioni economiche volontarietà e rotazione della prestazione. 

-Premio di produttività con l’erogazione di una quota uguale per tutti i dipendenti



ECCO I TESTI DELL'ACCORDO 



mensa  





giovedì 8 marzo 2012

riceviamo e pubblichiamo




Cari delegati coop,
         le consultazioni stanno procedendo veramente a rilento e da molti, da me compreso, non le hanno ancora nemmeno in programma anche per le concomitanti iniziative contro le liberalizzazioni. Da un territorio sembra sia stata richiesta una proroga oltre il 15.
Quindi solo a titolo di curiosità segnalo quello che è emerso dalle tre prime assemblee da cui mi è giunto il dato e in cui c'è stata la vittoria schiacciante del si (78% in totale) però occorre considerare che due sono state effettuate nelle sedi e quindi il risultato, dato i luoghi e gli inquadramenti degli addetti, può non essere considerato nemmeno troppo negativamente e credo che per la sede di coop estense ci sia stato il record storico di dissenso su un contratto. Comunque già da questa settimana arriveranno, salvo sorprese, risultati di segno opposto essendo interessati i grossi iper. Allego una breve nota di Antonio, un collega di Bologna, sul contratto. 
         Per quanto riguarda quello che sta succedendo in coop Nordest allego il comunicato unitario che non lascia dubbi sul livello di arroganza che i nostri datori di lavoro hanno raggiunto: dopo il regalo del nuovo contratto si aspettano nuovi doni con gli integrativi aziendali. Per la cronaca lo sciopero di ieri a Reggio Emilia è stato un successo, alla faccia di chi dice che non c'è voglia di lottare! Ad esempio all'Ipercoop Ariosto 310 dipendenti ha scioperato il 95% degli addetti (allego il simpatico comunicato di oggi ai lavoratori)! Resta tutta la perplessità per una bella iniziativa di lotta che è stata limitata purtroppo ad una sola provincia, mentre le liberalizzazioni sono ormai, di fatto, effettive già su tutto il territorio nazionale.   
        In ultimo mi viene segnalata ancora l'applicazione del nuovo ccnl già dal 22 dicembre alla faccia del "decideranno i lavoratori" (spesso non è così immediato andarlo a verificare essendo i nuovi assunti solitamente part-time). Su questo, che è un elemento che non può essere banalizzato visto che sarebbe di una gravità inaudita, vi aggiornerò meglio nella prossima mail, 
un saluto,
Spartaco 

domenica 29 gennaio 2012

rassegna stampa > APERTURE SELVAGGE






Un po' di rassegna stampa sul tema delle aperture festive e liberalizzazione degli orari.


GENOVA , PORDENONE , REGGIO EMILIA , ROVIGO





venerdì 27 gennaio 2012

Per non dimenticare



a Vasco.
..."non ci creda chi dice: "l'omo e la bestia so' la stessa cosa". Non ci creda! L'omo e la bestia c'è sempre una differenza. Noi quando andavamo sotto ai rifugi durante i bombardamenti, nella guerra, sa', io non ero mica un regazzino. Il rifugio stava sotto alla casa del prete e noi dicevamo che la sotto ce stavano i topi.Quando c'andavamo che suonavano le sirene, sa', al buio senza manco 'na luce me pensavo: mo' arrivano i topi e ci divorano a tutti!Una paura!Allora io mi mettevo un pacchetto de fiammiferi in tasca.E quando me veniva la paura ne potevo accendere uno. Vedevo che tutto stava a posto, che i topi non ci avevano ancora divorato e mi stavo tranquillo. Ma la paura più grossa era quando mi pensavo: i topi divorano a tutti e risparmiano solo a me!Sa', una cosa è la paura di morire… e un'altra è la paura che muoiono tutti e solo tu sopravvivi e non lo so' se è peggio essere uno che muore in mezzo a tanti altri o restare il superstite di una catastrofe.
Il sopravvissuto di un'apocalisse"... A.Celestini.

Riceviamo e pubblichiamo : comunicato dell' Esecutivo Cgil-Cisl-Uil (unicoop firenze)




COMUNICATO A TUTTI I LAVORATORI SU APERTURE FESTIVE

La nostra posizione rispetto alla liberalizzazione delle aperture illimitate degli esercizi commerciali è di estrema contrariertà. 
E' dimostrabile che aprire più domeniche non risolve nessun problema, non fa crescere occupazione e non fa diminuire i prezzi.
Le organizzazioni sindacali appoggiano la posizione della Regione Toscana che ha legiferato ribadendo il concetto della concertazione e demandando alle amministrazioni locali la possibilità di decidere sulla materia.
Purtroppo la legislazione nazionale e i vari ricorsi inoltrati agli organi decisionali non permettono ancora una situazione chiara e stabile.
Le varie catene distributive in Toscana hanno già cominciato ad aprire anche in giornate che non erano previste nelle precedenti ordinanze comunali.
La cooperativa ci ha ribadito che non sará la prima ad aprire, ma che in questo periodo di grave crisi di consumi è troppo alto il rischio di perdere quote di mercato e di non poterle poi recuperare con conseguenze pesantissime.
Per questo motivo ci hanno comunicato che effettueranno una sperimentazione di aperture per due mesi consecutivi in alcuni punti vendita dove la concorrenza è più presente, in particolare nella zona di Firenze.
Le organizzazioni sindacali comprendono le ragioni della cooperativa che non può permettersi il rischio di perdere clienti a favore della concorrenza, ma ribadiscono che l'impegno dei lavoratori potrà avvenire solo su base volontaria e con la responsabilità che sempre hanno dimostrato.
Siamo disponibili ad aprire un confronto nei punti vendita interessati per poter affrontare il problema.
Convinti di questo pensiamo anche che la responsabilità e l'impegno aggiuntivo che la cooperativa richiede non potrá essere sopportato solo dai lavoratori dei punti vendita interessati alle aperture ma auspichiamo che ci sia, sempre su base volontaria, un supporto dei lavoratori di realtá vicine che, per scelte commerciali, rimarranno chiuse.
Comunichiamo infine che abbiamo dichiarato alla cooperativa che intendiamo riaprire immediatamente il confronto per cercare di arrivare ad una soluzione condivisa dell'integrativo aziendale perché non è più sostenibile affrontare i temi solo dell'ultimo momento, ma è necessaria una contrattazione ed un piano di lungo periodo.

ESECUTIVO CGIL- CISL- UIL  UNICOOP FIRENZE

Accade in Unicoop




Ultimora > Unicoop Firenze

A Firenze Coop risponde a Esselunga tenendo aperto fino a marzo tutte le domeniche con orario continuato i seguenti negozi : coop ponte a greve , coop gavinana e ipercoop sesto fiorentino .

lunedì 23 gennaio 2012

Contro le liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali




La Filcams-CGIL di Torino  domenica  ha voluto  informare i consumatori e contrastare le scelte compiute dal governo sulle liberalizzazione degli orari dei negozi.

Domenica si è svolta la manifestazione davanti al Centro Commerciale Le Gru di Grugliasco (TO)





venerdì 20 gennaio 2012

Bologna :attivo Nazionale delegati della cooperazione



Riceviamo e pubblichiamo questo documento firmato "Coordinamento Rsu Filcams COOP" 



Bologna 17/01/2012 

Siamo soddisfatti di poter scrivere in questo comunicato che l’Attivo Nazionale dei delegati della cooperazione è stato un confronto vero. Non era propriamente vera la tesi, come sostenuta in molti territori, che da nord e sud i rappresentanti dei lavoratori fossero tutti concordi con l'accordo raggiunto.
Anche se da molte regioni è stata evidenziata la difficoltà di reperire la bozza del contratto, molti sono stati gli interventi  dei delegati in produzione critici o contrari al  testo.
Le osservazioni dei compagni hanno toccato tutti i temi “ sensibili”  affrontati nella contrattazione:
-    La penalizzazione delle nuove generazioni di lavoratori.
-    La morbilità
-    L’applicazione del nuovo modello contrattuale
-    Perdita del potere d’acquisto
-    Effetti sulla contrattazione di secondo livello
-    Gli enti bilaterali e le loro degenerazioni
Questi interventi hanno contribuito in maniera importante allo sviluppo della discussione, difatti chi sostiene  il nuovo testo ha risposto rimanendo sui temi specifici:
disciplina della malattia
il rischio del passaggio unilaterale al contratto del commercio
e comunque senza mai negare le criticità sottolineate da coloro che esprimevano dubbi all’accettazione del nuovo contratto. 

E’ emersa da più parti la necessità dei delegati di partecipare a tutti i passaggi della contrattazione. 
I risultati dell’accelerazione che ha avuto il tavolo di trattativa a Dicembre non sono stati spiegati con chiarezza.
Nessuno vuole negare le difficoltà di fronte alle quali la delegazione trattante si è trovata, ma il nostro sindacato deve trovare delle modalità che non mortifichino  la partecipazione dei lavoratori , soprattutto quando le difficoltà sono tante e il loro coinvolgimento potrebbe diventare un messaggio forte da opporre alle controparti.
Lo scriviamo consapevoli dell’alta rappresentatività che abbiamo come sindacato in questo settore.
Per questo motivo, proprio perché ci sono stati molti interventi critici da tanti territori, facciamo nostra la richiesta di un compagno, che è intervenuto all’attivo, di non fermarsi alla giornata di Martedì 17 e di ascoltare con più attenzione i lavoratori esasperati dall’erosione dei loro diritti. Nella conclusione il segretario generale ha detto che uscendo dalla porta della sala, avendo sentito il parere degli altri, tutti, lui per primo, avranno il loro pensiero arricchito e modificato dal dibattito. Di certo non pensiamo che sarà cambiato a tal punto da non arrivare a firma il 3 Febbraio. 
Coordinamento Rsu Filcams COOP

giovedì 19 gennaio 2012

Liberalizzazione orari apertura: tutti contro tutti



Sulle conseguenze del decreto Salvaitalia che liberalizza gli orari di apertura degli esercizi commerciali siamo solo all’inizio. Passato il primo momento di disorientamento i vari attori cominciano ad organizzarsi e iniziano a palesarsi le contraddizioni tipiche della nostra Italia. Se da un lato infatti nel settore del commercio le iniziative non mancano, iniziano a vedersi le reazioni di tutti coloro che di queste liberalizzazioni non vogliono proprio sentirne parlare.
A Padova, per esempio, si è consumato il primo atto della sfida tra Regione, che si ritiene ancora l’ente che deve autorizzare le aperture ex straordinarie, e diversi gruppi distributivi, tra cui Auchan, Despar, Pam ed Alì, che hanno scelto di aprire alcune loro strutture nella giornata di domenica 15, sfidando la nuova legge regionale sul commercio, promossa dall’assessore Isi Coppola con il pieno assenso delle associazioni e dei sindacati di categoria e recepita anche dal Comune di Padova. Comune che ha inviato i vigili urbani a multare le strutture aperte. E la domanda nasce spontanea: ma in questa nuova guerra del commercio, destinata a durare a lungo e che finirà senz’altro nelle aule dei Tar e del Consiglio di Stato, ha ragione chi fa riferimento al decreto SalvaItalia del 16 dicembre 2011 oppure chi si attiene alla nuova legge regionale già approvata da palazzo Ferro Fini? «Non è un quesito facile – afferma Alberto Cartia, avvocato padovano esperto di diritto amministrativo – A prima vista il delicato quesito potrebbe sfociare in una doppia interpretazione alla luce di tutte le novità apportate dal decreto Monti in materia di liberalizzazioni. Se, però, andiamo ad approfondire alle radici lo scottante interrogativo, ci rendiamo conto che hanno ragione i politici, gli imprenditori ed i commercianti che fanno riferimento alla legge regionale perché è la Carta Costituzionale ad affermare che, come d’altronde per la sanità, la competenza esclusiva del commercio spetta alle Regioni».
Altre regioni, come il Piemonte, non stanno rispondendo con la stessa durezza, anzi si mostrano  abbastanza favorevoli agli orari liberi. E’ quindi evidente che in questa vicenda di chiaro non c’è ancora nulla, e che si dovranno attendere le varie interpretazioni (sperando che siano unanimi) per capire il destino di queste liberalizzazioni, con il rischio concreto che sia applicata a macchia di leopardo e a corrente alternata a secondo delle convinzioni delle amministrazioni pro tempore.





FONTE :http://www.gdonews.it/2012/01/orari-aperture-in-tutti-contro-tutti.html

martedì 17 gennaio 2012

Lavoro domenicale : "aumenterà solo lo sfruttamento"


I sindacati: perché tenere sempre
aperto con il calo dei consumi?

Per ora non si parla esplicitamente di sciopero, ma ci sarà una tornata di assemblee sindacali per discutere su come affrontare la dilatazione degli orari del commercio. Per il lavoro domenicale ci sono infinite modalità: i «vecchi» con contratto stabile e magari un integrativo aziendale vengono retribuiti con il 60% in più; i nuovi hanno nel loro orario la domenica e lavorano senza maggiorazione, ma con riposo compensativo. Poi c’è l’infinito mondo della precarietà: contratti week end per il solo fine settimana o per la sola domenica.

In questo quadro la cosa certa è lo sconcerto dei lavoratori della grande distribuzione - circa 15 mila - che al 65-70% sono donne e all’80% con part-time imposto dalle imprese. Dice Elisabetta Mesturino della Cgil: «Non è vero che aumenterà l’occupazione: crescerà solo lo sfruttamento. E la vita dei lavoratori verrà sconvolta».

E Bruno Cordiano della Cisl aggiunge: «Già è un problema nella grande distribuzione, ma che cosa accadrà nei piccoli negozi? Chi vigilerà sull’applicazione del contratto? Propongo che lo facciano gli enti bilaterali di Ascom e Confesercenti».

E Gianantonio Pezzetta della Uil spiega: «Nella grande distribuzione ci sono vincoli, nei piccoli negozi c’è il contratto che difende i lavoratori, ma è chiaro che le imprese tenderanno a ricontrattare tutto. La cosa certa è che questa liberalizzazione è demenziale e rischia di far chiudere molti negozi».

Il nodo rimane quello della quantità di domeniche di apertura. I sindacati sono per ripartire dall’accordo fatto a dicembre che prevedeva 23 domeniche lavorate escluse le almeno quattro del mese di dicembre. In sostanza più delle metà delle 52 complessive. La filosofia è: «Come è possibile che con un calo fortissimo dei consumi sia necessario rimanere aperti sempre?».

I più furiosi sono i titolari di negozi nei centri commerciali. Domani mattina ci sarà una grande assemblea alla Confesercenti. Dice il segretario Tonino Carta: «E’ assurdo che la cosiddetta liberalizzazione limiti la libertà di questi esercenti: chi ha il negozio, per fare un esempio, in via Nizza può scegliere se aprire o no, chi nelle gallerie deve aprire».

E Valter Martini racconta la sua esperienza di proprietario di quattro negozi in centri commerciali di Torino, Leinì, Chivasso e Moncalieri costretto a aprire anche la domenica pena una multa di 5-800 euro. Dice: «Facciamo lavori di calzoleria, stampa di maglietta, riproduzione chiavi. Non posso prendere un ragazzo per la sola domenica perché occorre una professionalità specifica». E’ esasperato: «Questa decisione delle gallerie di tenere aperto sempre ci riduce a passare dall’essere degli imprenditori liberi a essere schiavi degli schiavi».

FONTE :http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/438600/

lunedì 16 gennaio 2012

accade al LIDL

“Mi presento:mi chiamo Emanuele D'Addario, sono pugliese, ho 32 anni, laureato in Economia e Commercio e vivo a Bologna da quando ho un anno. Adesso ho un problema: hai mai sentito parlare della Lidl? E' una società tedesca che si occupa della grande distribuzione di prodotti quasi esclusivamente alimentari, in Italia è famosa per i suoi discount ma non solo.. A dicembre 2005 vengo contattato dai dirigenti della società per fare un colloquio "di sicuro interesse", così comincia tutto:mi offrono 29000 euro l'anno, automobile aziendale, buoni pasto e tutti i benefits del caso per diventare quello che chiamano il Capo Settore, ossia, un quadro intermedio con le stesse mansioni di un capo area ma responsabile di una area provinciale non regionale. Il 15 dicembre lascio il mio vecchio lavoro "responsabile di reparto" in una catena di distribuzione di elettronica, a tempo indeterminato, ed il 2 gennaio approdo da questi tedeschi! Da quel giorno la mia vita viene stravolta! Tutte le mattine in piedi alle 5.00, la mia giornata inizia con lo scarico di camion pieni di merce, naturalmente da solo e con la forza delle braccia, poi sistemo il banco della frutta, del pane e le vasche della carne ed anche qui sollevo chili e chili di merce. Alle 9 apre il negozio al pubblico e solo allora iniziano ad arrivare i primi dipendenti (naturalmente tutti in formazione, con mille dubbi e domande alle quali devo rispondere io)e fino alle 21 il mio impegno è rivolto ad ogni singola mansione presente all'interno di un supermercato. Ovviamente se ho un po’ di tempo mi offrono di andare a pulire il parcheggio scoperto del negozio, perchè d'inverno con la neve è difficile per i clienti parcheggiare. Se rimane del tempo posso anche mangiare qualcosa, chiaramente dopo le 15.30 perchè a pranzo arriva un altro camion da scaricare.
Dopo la chiusura mi occupo di risistemare tutto il negozio (1286 mq) affinché sia perfetto per l'apertura del giorno successivo. Il negozio che mi viene affidato ha anche la fortuna di essere sotto personale a causa del forte turnover e così dopo le 21 sono sempre da solo a lavorare. Se tutto va bene, finisco per le 22.30, se tutto non va bene alle 22.30, quando credo di aver finito la mia giornata, arriva il controllo notturno, ossia un collega che ha il compito di valutare il tuo operato, che non è mai soddisfacente e così te ne rimani fino a notte inoltrata nel tentativo di fare qualcosa di soddisfacente, ricordandoti che il motivo della tua permanenza è solo la tua negligenza.
Ci sono anche le giornate di inventario notturno in cui dalle 5 della mattina si va letto alle 3.30 per ricominciare tutto dopo 1 ora e mezza.
Il giorno di riposo che mi spetta in realtà è bene non utilizzarlo per risparmiare qualche nottata lavorativa, la domenica non è il giorno di Dio, ma il giorno di chiusura della filiale e non si va a messa ma si approfitta dell'assenza dei clienti per fare altri inventari o rifacimenti.
In questo frangente mi capita un lutto in famiglia, per il quale mi spettano 5 giorni visto il viaggio a Brindisi che devo fare, ma i miei superiori hanno pensato che 3 giorni potessero essere più che sufficienti e al mio ritorno mi accusano di aver abbandonato il posto di lavoro senza essermi assicurato che tutto fosse programmato e "a posto" per i 3 giorni successivi.
Mi capita anche un infortunio, e devo chiedere il permesso di assentarmi dal negozio per andare al pronto soccorso a mettere qualche punto alla mia mano, permesso che mi viene accordato dopo 2 ore e, al mio ritorno dall'infortunio, vengo accusato di aver abbandonato il posto di lavoro senza essermi assicurato che tutto fosse programmato e "a posto" per tutto il periodo di degenza.
Questa non è solo la mia esperienza, infatti abbiamo iniziato la formazione in 83 in tutta Italia (13 in Emilia Romagna) ed a oggi ci sono solo 24 persone (3, me compreso in Emilia Romagna)che continuano ad aver la forza di fare tutto questo ogni mattina.
I costi dei prodotti riescono ad essere contenuti perchè l'azienda non è disposta a pagare straordinari (perchè se lavori di più è solo per colpa tua), festività non godute(perchè sei in formazione e più lavori più impari)..
La loro politica è quella del terrore, i dipendenti devono essere impauriti in modo da evitare ogni genere di rivendicazione o richiesta, infatti i sindacati non riescono ad avere una rappresentanza all'interno dei punti vendita.
Cercando in internet ho scoperto decine di testimonianze vicine alle mie, ed addirittura è stato pubblicato un libro "nero" lo Schwarzbuch, del quale è possibile trovare notizia anche su WIKIPEDIA, che racconta gli innumerevoli soprusi della Lidl nei confronti dei propri dipendenti.
Io all'ennesimo insulto ingiustificato, stanco di ricevere chiamate ad ogni ora del giorno, di non avere nemmeno il tempo per recuperare le mie energie, a quattro giorni dal termine del fatidico periodo di prova, ho provato a contestare i loro comportamenti e così sono stato obbligato a presentare la lettera di dimissioni, cosa che sono riuscito a non fare solo grazie all'aiuto di chi ha vissuto con me questi orribili mesi, e che mi ha permesso di non cadere sotto i loro colpi.
Sono in malattia da quel giorno, ho bisogno di ritrovare l'equilibrio che loro mi hanno tolto, e sto affrontando la situazione con l'appoggio di un sindacato, che mi aiuta anche a contestare qualcosa che non mi aspettavo, il licenziamento arrivatomi via telegramma durante la malattia.
La loro politica va al di fuori di ogni logica di mercato,sfruttano le persone fino all'esaurimento e poi le buttano via, tanto per contratti così appetitosi trovano qualche altro ragazzo che pensa finalmente di poter costruire qualcosa per il suo futuro.
Quello che ora sto cercando è sicuramente di riprendermi da questa esperienza, ma vorrei far conoscere alla gente, ovviamente contenta di aver trovato il risparmio sotto casa, da dove questo risparmio viene; non cuciamo i palloni e siamo tutti maggiorenni, ma sopportiamo soprusi e condizioni di lavoro non certo degni di un paese che ha la pretesa di far parte dell'unione europea (il monte ore mensile, 16 ore al giorno per 28 giorni, è di 448 per una base oraria di 3,48 euro, con un contratto da 42 ore settimanali elastiche e l'inquadramento da quadro).
Vorrei scrivere un milione di altre cose, far parlare insieme con me decine di colleghi costretti alle situazioni più impensabili, ma spero almeno di aver aperto una strada per riuscire a far conoscere tutto questo, in modo che nessuno più si trovi nelle condizioni di dover sposare la società per cui lavora e doverLe riconoscere anche i "doveri coniugali".. passivi chiaramente..
Grazie per l'impegno che metti in quello che fai, per tutti.
Emanuele.


FONTE :http://italy.indymedia.org/node/3253

Aumenti salariali del nuovo CCNL





Alcuni lettori ci hanno chiesto chiarimenti circa gli arretrati del ccnl che sono stati pagati con l'ultima busta paga. Abbiamo trovato in rete questo importante contributo .


sabato 7 gennaio 2012

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE : siglata intesa





Dopo 18 mesi di trattativa e ad un anno dalla scadenza il 22 dicembre è stata sottoscritta l’ipotesi di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della Distribuzione Cooperativa.


I 60.000 addetti del settore (60% donne e 50% part-time) riceveranno nella busta paga di dicembre 182,00 euro di conguaglio retributivo al livello medio (IV livello) a copertura del periodo gennaio- dicembre 2011.


Il salario aumenta a regime di 86 € al mese al livello medio di settore .


Il testo verrà messo in votazione ai lavoratori nei prossimi mesi .




Ecco i testi siglati il 22.12.11 :




aperture domenicali

Campaini , Unicoop Firenze : "se si vuole la legge della foresta allora saremo noi il leone "





lunedì 21 marzo 2011

DELEGATI CISL E UIL CONTRO L'ACCORDO SEPARATO PER IL CONTRATTO DEL TERZIARIO

VI SEGNALIAMO QUESTA IMPORTANTE INZIATIVA DI DELEGATI DELLA UILTUCS IN DISSENSO CON LACCORDO SEPARATO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DEL TERZIARIO DIFFONDETELO E FATELO CONOSCERE AGLI ISCRITTI DI CISL E UIL

sotto e in allegato, il comunicato dei/lle delegati/e della Uilt...ucs Lombardia. con la speranza della massima diffusione.. belle cose Giuseppe Pugliese Milano, 14/03/2011 Comunicato dei/lle delegati/e sindacali Uil.Tu.C.S. Lombardia sulla firma dell'ipotesi di accordo del C.C.N.L. Terziario da parte della Uil.Tu.C.S. Nazionale. A seguito dell'ennesima firma separata posta sull'ipotesi di accordo per il rinnovo del C.C.N.L. Terziario il 26/02/2011, i/le sottoscritti/e delegati/e sindacali della Uil.Tu.C.S. Lombardia esprimono con forza il loro dissenso e la loro contrarietà a tale ipotesi di contratto. Pur apprezzando lo sforzo della Uil.Tu.C.S. Lombardia, noi delegati/e non lo riteniamo sufficiente, e per questo ci opponiamo, contestiamo e critichiamo in maniera più decisa diversi elementi del succitato accordo, ritenendolo inaccettabile e considerandolo una lesione ai diritti e alle tutele dei lavoratori e delle lavoratrici, al diritto alla salute e al diritto di sciopero. Deroghe peggiorative al C.C.N.L. per accordi di 2° livello: viene concessa la possibilità di raggiungere intese derogatorie del C.C.N.L. nelle contrattazioni di secondo livello. Tali deroghe non saranno presumibilmente positive per i lavoratori e le lavoratrici (ad esempio per la salvaguardia della salute e della sicurezza o per accrescere, migliorare tutele e diritti), ma dovranno essere finalizzate al miglioramento dei livelli di produttività, competitività ed efficienza delle imprese, concedendo così un ampio raggio di azione alle aziende e innescando una spirale al ribasso delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori. All'introduzione della logica delle deroghe al contratto nazionale si affianca la riformulazione dei criteri guida per l'esercizio del confronto di secondo livello, le cui competenze e agibilità risultano troppo legate alle situazioni di crisi e non appaiono certo delineate con chiarezza e determinazione cogente per le imprese e per le associazioni dei datori di lavoro. Queste novità e queste modifiche rendono di fatto vana (e non rilanciata come si sostiene!) la contrattazione di secondo livello, aziendale o territoriale. Incremento economico contrattuale: 86 euro lordi in 6 tranche in 3 anni. Questo è l'aumento che deriva dal criterio di calcolo IPCA (indice dei prezzi al consumo armonizzato). E' un indice che non considera l'incidenza dei costi energetici e che non garantisce il recupero del potere d'acquisto delle retribuzioni. Al risicato incremento di salario viene poi agganciato, per la fine del 2013, un altrettanto risicato "Elemento economico di garanzia" per le aziende prive di accordi di secondo livello: una vera e propria disincentivazione alla contrattazione. Bilateralità e welfare contrattuale: in questo rinnovo la bilateralità è l'unico istituto che rimane immutato, anzi è rafforzato, con maggiori responsabilità e compiti che andranno a sostituire alcuni di quelli di competenza dell'ufficio provinciale del lavoro, come l'arbitrato, le transazioni e la certificazione di accordi etc. Ma a questo punto nascono spontanee alcune domande: a che cosa serve concretamente la bilateralità? Che effetti ha nel lavoro quotidiano di ognuno/a di noi? E nel medio periodo? In quanti conoscono e sfruttano le occasioni date da questo ente pur pagando mensilmente la propria quota? Invece per quanto riguarda il Fondo Est, la novità del contributo a carico del/la lavoratore/rice appare come una vera e propria presa in giro. Ci chiediamo quante volte dobbiamo pagare l'assistenza sanitaria, visto che già lo facciamo con le tasse ritenute alla fonte? In più, a fronte di un aumento contrattuale irrisorio, 86 euro lordi in 6 tranche in 3 anni, vengono ancora a pescare nelle nostre tasche per supplire a un'assistenza sanitaria che dovrebbe essere garantita. Collegato lavoro: su questo tema noi delegati/e ci chiediamo se fosse proprio necessario inserirlo, visti i dubbi di costituzionalità sui quali la Corte deve ancora esprimersi. Le norme del Collegato Lavoro su Certificazione dei contratti e sull'Arbitrato, che vengono inserite nel C.C.N.L., sono unicamente forme di ricatto e di rinuncia dei lavoratori e delle lavoratrici ai diritti di legge e contrattuali. 1) Viene introdotta la possibilità di spostare le vertenze di lavoro dall’autorità giudiziaria a collegi arbitrali, privatizzando in questo modo la funzione dei giudici del lavoro; 2) viene introdotta la possibilità di certificare la regolarità dei contratti di lavoro e quindi la volontà del/la lavoratore/rice. In questo modo il ricatto, che prima era implicito nel rapporto tra datore di lavoro e lavoratrice/lavoratore, oggi viene addirittura a essere certificato. In pratica, nell’ambito dei contratti di lavoro, possono essere pattuite clausole compromissorie per la devoluzione in via preventiva al Collegio arbitrale delle possibili controversie derivanti dal rapporto di lavoro. Cioè il lavoratore o la lavoratrice che deve sottoscrivere un contratto di lavoro, dovrà scegliere se firmare una clausola per la quale rinuncia in futuro a ricorrere al magistrato del lavoro, oppure rinunciare al posto che gli viene offerto. Se firma la clausola, potrà rivolgersi a una commissione bilaterale, composta in parti uguali da funzionari dell’impresa e sindacati firmatari di questo accordo, che deciderà secondo equità. Neo assunti/e: la maturazione differita della maggior parte dei permessi retribuiti (dopo 2 anni al 50% e dopo 4 anni al 100%) trasforma questi diritti in miraggi, date le caratteristiche di durata temporale dei contratti. Inoltre tale articolo non specifica e non dà istruzioni in caso di contratti intermittenti, o di cambio di aziende appartenenti alla stessa categoria. L'allungamento del periodo di prova, portato a 60 giorni, è quantomeno ridicolo poiché non ci pare sufficiente nemmeno a ipotizzare un'alternativa all'utilizzo di contratti a termine ad hoc. Lavoro domenicale: ennesimo progressivo peggioramento sul tema "domenica lavorativa", con l'aumento del numero di domeniche dove "le aziende hanno la facoltà di organizzare i lavoratori e le lavoratrici a tempo pieno" (le domeniche della legge Bersani più il 30% delle ulteriori aperture previste a livello territoriale). Pur essendo contrari all'introduzione dell'obbligatorietà nello scorso contratto, riconosciamo che almeno portò la maggiorazione festiva del 30% per tutti, ma questa volta qual'è la merce di scambio? La risposta dell'equa distribuzione dei carichi di lavoro e delle presenze non ci convince per niente, perché conosciamo bene la realtà e le condizioni lavorative. Nella maggior parte dei luoghi di lavoro non ci sono accordi sull'organizzazione del lavoro, ne tantomeno controlli, e le aziende gestiscono tutto in maniera unilaterale. Si applicano flessibilità ed elasticità all'orario di lavoro senza minimamente tener conto di un equa distribuzione oraria settimanale. La programmazione oraria è resa nota settimana per settimana, ma per esigenze aziendali anche giorno per giorno, con cambi turno e spostamenti orari. Si concentrano le ore lavorative nei giorni di più alta affluenza, spesso ricorrendo a orari "spezzati" che vanno oltre le 12 ore. Laddove esiste un accordo sull'organizzazione del lavoro, la sua gestione e il suo controllo da parte sindacale, risulta ostacolato dall'atteggiamento aziendale. Trattamento economico di malattia: il trattamento economico del periodo di carenza, cioè i primi 3 giorni di malattia, che è a totale carico delle Aziende, subisce una drastica e peggiorativa rimodulazione. Il 100% della retribuzione viene riconosciuto solo per 2 eventi all'anno, il 3° e il 4° evento vengono retribuiti con il 50% della paga, dal 5° episodio di malattia non saranno più retribuiti. Questa penalizzazione non si applica alle malattie con prognosi iniziale di almeno 12 giorni, ai ricoveri in genere nonché ad altre gravi patologie. Il tutto, scrivono Cisl e Uil, per “prevenire situazioni di abuso”. In pratica si toglie, in modo indiscriminato, il diritto alla salute della maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici, pur di colpire una minoranza di soggetti i cui eventuali abusi sono consentiti dall'assenza ingiustificata degli organi istituzionali preposti ai controlli! Con l'ipotesi dell'esonero dal versamento all'INPS si scardina il meccanismo solidaristico. Ricordiamo alla Fisascat-Cisl e alla Uil.Tu.C.S.-Uil che la loro funzione è quella di rappresentare gli interessi della forza lavoro, in modo positivo e concreto, seguendo la scia del progresso e dell'estensione dei diritti e delle tutele. Siamo assolutamente contrari a organizzazioni sindacali che di fatto non resistono agli attacchi pretestuosi della controparte in nome di un concetto malsano di responsabilità, che potremmo definire subalternità. Inoltre la rappresentatività di queste due organizzazioni è minoritaria, non solo nella categoria, e non possono arrogarsi il diritto di scegliere per tutti/e. Richiediamo il ritiro immediato della firma dall'ipotesi di accordo del CCNL e la riapertura del tavolo trattante. In alternativa, esigiamo la consultazione referendaria, composta da una domanda semplice e chiara, e che tenga conto dei lavoratori e delle lavoratrici realmente raggiunti, evitando di percorrere l'antipatica pratica del silenzio (lavoratori e lavoratrici che non hanno la possibilità di votare e di esprimersi!!) valutato come assenso. Per il futuro, ci auspichiamo che le due organizzazioni sopraccitate cessino questa plateale disponibilità (in cambio di...si capisce bene quale privilegio!?!) nei confronti di una controparte sempre più arrogante, ed evitino di firmare ipotesi indecenti, ma soprattutto non prendano decisioni palesemente contrarie allo sviluppo e alla crescita dei diritti e delle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori. Un'organizzazione sindacale che non si occupa di tutelare i lavoratori e le lavoratrici e che non cerca di riequilibrare gli sproporzionati rapporti di forza, ma anzi si propone come addetto alla certificazione del ricatto lavorativo, non è più degna di essere chiamata sindacato, bensì agenzia di servizio! D'Agostino Maria, Lo Bianco Anna, Luppino Luigi e Uggeri Carolina (R.S.U. Auchan Cinisello Balsamo), Scardi Francesco (R.S.A. Auchan Cesano Boscone), Pugliese Giuseppe (R.S.U. Auchan Nerviano), Fregoni Massimiliano e Wodziak Kasia (R.S.U. Iper Rozzano), D'Errico Pietro, Pani Nadia e Ruggeri Luisa (R.S.A. Auchan Monza). Per contatti: Pugliese Giuseppe cell. 3472432948 e-mail: puglimagiu@gmail.com

martedì 15 marzo 2011

17 marzo , la FALSA festa


riceviamo e pubblichiamo dai membri dell'esecutivo Filcams-cgil Unicoop Firenze

FESTIVITA’ 17 MARZO

Si comunica a tutti i lavoratori che in merito alla festività del 17 marzo, il governo contrariamente a quanto comunicato pubblicamente e cioè che il 17 marzo, in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia, sarebbe stata, solo per questo anno, una festività nazionale che si aggiungeva a quelle già esistenti ha successivamente emanato un decreto (decreto ministeriale n5 del 22 febbraio 2011) che non pone più il 17 marzo come festa aggiuntiva, ma la sovrappone alla festività soppressa del 4 novembre, in pratica anticipando quest’ultima.

Infatti il decreto stabilisce che: la festività del 17 marzo sarà recuperata con la festività soppressa del 4 novembre.

È evidente che questo governo non a rispetto non solo per il 150° dell’unità d’Italia cedendo di fatto alle aberranti dichiarazioni degli esponenti della LEGA NORD, ma non ha rispetto neanche per i cittadini attivi, i lavoratori, che devono festeggiare autopagandosi la festa.

Ma c’è di più !!

Il decreto emanato a carattere di rigidità, in quanto non da possibilità di manovra, perché impone tassativamente alle aziende di pagare il 17 marzo e di recuperare i soldi il 4 novembre.

Questo va a colpire quanti nel corso degli anni hanno utilizzato la festività del 4 novembre (vi ricordo: festa delle forze armate) per effettuare riduzioni di orario; e fra questi anche una parte di noi, lavoratori di Unicoop Firenze che abbiamo usato la festività del 4 novembre nel lontano 1986 per portare l’orario settimanale da 40 a 38 ore. Esplicito: una parte consistente di noi in quanto i lavoratori degli ipermercati, la cui prima società SIC si è costituita come ragione sociale dopo il 1986, hanno potuto mantenere il pagamento del 4 novembre ed oggi si trovano nelle condizioni di poter rispettare il decreto legge.

A causa di tutto ciò i lavoratori di unicoop Firenze della rete supermercati e minimercati dovranno restituire la giornata di lavoro.

L’esecutivo ha chiesto un incontro alla Cooperativa per decidere il modo migliore per compensare la festività in modo da creare meno disagio possibile ai lavoratori.

Resta inteso che la busta paga di marzo non subirà variazioni ed una proposta potrebbe essere quella di recuperarla con la festività del 25 aprile che quest’anno coincide con Pasquetta. In questo caso dovremmo fare un accordo sindacale specifico in quanto diverso da quanto prevede la legge.

Ringraziamo il nostro Governo per averci messo in difficoltà su un evento che tutti vorremmo ricordare come fondamentale per la nostra storia e che invece costringe i lavoratori ad una giornata di riposo obbligata e non prevista.

Sarete tutti informati appena avremo trovato l’accordo con la Cooperativa.

L'esecutivo sindacale Filcams cgil

lunedì 10 gennaio 2011

COLLEGATO LAVORO .... 23 gennaio scadono i termini


Se entro il 23 gennaio i lavoratori con contratto a termine, scaduto, non presenteranno un ricorso al proprio datore di lavoro perderanno il diritto di farlo. Oggi entrerà in vigore la legge 183, il famoso collegato lavoro, che impone a tutti di impugnare il licenziamento entro 60 giorni. Una scadenza che, da adesso, si applicherà anche ai contratti di collaborazione o a tempo determinato senza eccezioni. Una norma, come ha più volte sottolineato la CGIL, che colpisce soprattutto i precari che attendono un eventuale rinnovo.

Le stime della CGIL parlano di una cifra compresa tra le 100mila e le 150mila persone coinvolte, in quella che è, coma ha più volte sottolineato il sindacato, una "norma sbagliata, ingiusta e con vizi di costituzionalità", a cui si aggiunge la "gravità" della retroattività.

Secondo il Segretario Confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, da oggi "il lavoratore precario, anche con contratto a termine scaduto, viene messo nella condizione dover decidere in pochi giorni se impugnare il contratto irregolare o perdere per sempre quel diritto". Questo “crea una disparità fortissima", in questa maniera, prosegue il dirigente sindacale, ''si equipara la conclusione di un contratto temporaneo ad un licenziamento".

Oltre tutto a questo il sindacato di Corso d'Italia contesta anche i tempi troppo stretti. Da oggi al 23 gennaio ''in molti – dice Fammoni - non saranno in grado neppure di conoscere la norma e, quindi, decadranno dal diritto''. Il risultato sarà, ha concluso il dirigente sindacale, ''una sanatoria al rovescio'' o, al contrario, un'impennata del contenzioso, ''cioè l'esatto contrario di quanto il governo dichiara di perseguire'' con l'allargamento del ricorso all'arbitrato.

La CGIL, che è già impegnata da settimane nel distribuire materiale informativo, ha deciso di rivolgere un appello agli organi di informazione, che è stato già raccolto da molti dei principiali media. Tutti gli uffici legali della confederazione, tutti gli sportelli immigrati, tutte le strutture di categoria delle Camere del Lavoro, saranno impegnate nei prossimi sessanta giorni in una attività straordinaria di consulenza e tutela. Inoltre, la Confederazione di Corso d'Italia, non solo su questo punto, ma sull'intero collegato lavoro, sta predisponendo una memoria su principali vizzi di incostituzionalità della legge.

La CGIL ricorda infine, che i contratti di lavoro precari, già conclusi da tempo, se si ritiene siano viziati da irregolarità, devono quindi essere contestati per scritto entro i 60 giorni successivi all'entrata in vigore della Legge. Questo lo si può fare anche con una lettera che interrompa i termini di legge. Successivamente si avranno 270 giorni a disposizione per andare ad un giudice per riaffermare il diritto.


FONTE: http://www.cgil.it/tematiche/Documento.aspx?ARG=POLAV&TAB=0&ID=15085


mercoledì 29 dicembre 2010

Andamento della trattativa UNICOOP FIRENZE

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Dopo molti mesi di trattativa con Unicoop Firenze per il rinnovo del contratto integrativo, siamo giunti al punto in cui si sta tentando di scrivere dei testi su argomenti della piattaforma già esaminati e sui quali c'è un'intesa di massima.

Abbiamo infatti calendarizzato già altre date, nel mese di gennaio, nelle quali continueremo il lavoro di stesura testi.

Nel frattempo si è aperta anche la trattativa per il rinnovo del CCNL che generalmente blocca qualsiasi trattativa di secondo livello, ma in questo caso, abbiamo ritenuto in maniera condivisa, di provare ugualmente a giungere alla chiusura dell'accordo.

La trattativa comunque non è certo ad oggi giunta a conclusione perchè restano ancora da esaminare parti importanti come ad esempio il salario variabile.

Nel momento in cui avremo la definizione di un quadro complessivo della trattativa, sarà ovviamente fatto un passaggio assembleare per valutare lo stato e la bontà della trattativa stessa.

Negli ultimi mesi poi si sono succedute voci non ufficiali e dichiarazioni ufficiali dell'azienda, circa l'intenzione di Unicoop di procedere alla costituzione di una nuova società con applicazione del CCNL delle piccole cooperative, nella quale far confluire le coop indipendenti sparse su tutto il territorio della toscana, che dato il momento economico versano in cattive condizioni finanziarie. In aggiunta a queste, la cooperativa ha ipotizzato l'inserimento in questa nuova società di piccoli negozi di Unicoop Firenze che non rispondono più a criteri per lei di redditività.

Le posizioni delle OO.SS. è stata e resta una soltanto: nel momento in cui Unicoop ci presenterà un piano di sviluppo dettagliato e non soltanto enunciato, siamo disponibili a sedersi ad un tavolo per affrontare nel merito le questioni, come da sempre abbiamo dimostrato, senza per questo derogare a nessun elemento contrattuale.

Tutte le voci, i blog o gli articoli di giornale, non possono essere per noi la base per una discussione seria che potremo affrontare soltanto ad un tavolo ufficiale con la cooperativa, che dovrà necessariamente essere distinto da quello dell'integrativo.

Eventuali sviluppi anche di questo tema saranno ovviamente discussi attraverso tutti gli organismi di rappresentanza e con i lavoratori, come da sempre è stato fatto.

FILCAMS-CGIL , FISASCAT-CISL , UILTUCS-UIL

Firenze 29 dicembre 2010